Terre dei Fuochi. L’Associazione Verace Pizza Napoletana prende le difese del pomodoro

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Non la pubblicheranno sui quotidiani, probabilmente, ma la “pagina pubblicitaria” che l’Associazione Verace Pizza Napoletana ha pubblicato su Facebook è la risposta al pomodoro made in nord. Dopo la presa di posizione di Pomì in favore del pomodoro del Consorzio Casalasco nella Pianura Padana, nate delle dichiarazione desecretate del pentito di camorra Carmine Schiavone, arriva la promozione a mezzo Disciplinare Internazionale dell’Associazione che raccomanda l’impiego sulla pizza napoletana di prodotti certificati della tradizione agricola campana. E quindi dei pomodori.

  1. Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino D.O.P.
  2. Pomodorino del Piennolo del Vesuvio D.O.P.
  3. Pomodorino di Corbara

Ciro-Salvo-pizza-piennolo

Giusto? Sbagliato? La dichiarazione di impiego dovrebbe aiutare il comparto conserviero, ma potrebbe generare l’effetto opposto e allargare il timore delle contaminazioni alla pizza in un ping pong in cui è difficile per i consumatori non campani comprendere a volo le aree di produzione suddividendole correttamente nelle province. Si rischia l’effetto calderone.

La rassicurazione che tutto procede normalmente la fornisce il Consorzio del Pomodoro San Marzano con le news della pagina ufficiale ferme alla partecipazione del presidente al programma Occhio alla Spesa. Del 17 novembre 2011, due anni or sono. Come dire, nulla di cui preoccuparsi da queste parti.

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