Milano. Sushi e contaminazione di cibo italo-meneghina da Wicky’s WicuisineTempo di lettura: 2 min

Wiky Priyan

Viaggio credo possa essere la parola chiave della cucina di Wicky Priyan. Esplorare per il mondo, per coglierne quanto di più meraviglioso possa esserci e influenzare reciprocamente le esperienze quotidiane.

Wicky's Wicuisine

In effetti è quello che lo Chef dello Sri Lanka ha fatto fin dall’inizio della sua carriera, ma anche della sua vita. Un’anima esploratrice, nata in un Paese e vissuta in un altro (il Giappone), per poi approdare in Italia. Dopo diverso tempo da Nobu e Zero, da due anni e 10 giorni celebra quotidianamente la cucina del proprio ristorante nel cuore di Milano: Wicky’s Wicuisine.

Wiky Priyan chef

Cucina fusion, ma quella vera, come non esiste altrove in Italia: influenze fortemente giapponesi, condite dall’amore per la patria d’origine, alimentate poi da un’inevitabile influsso italiano-meneghino.

Materie prime come non le trovereste facilmente in altri locali, un’attenzione al dettaglio diligente e quasi religiosa. Un ambiente confortevole e non rigido.

Pesce, cotto, crudo. Ma vi prego, se potete, celebrate il crudo con devozione. Rimarrà un’esperienza unica.

carpaccio 5 continenti wicky's wicuisine

Le spezie. Oh sì, le spezie. Scoprirete sapori che non avrete mai e poi mai immaginato di provare. Miscele degne di uno sciamano, come quella del suo cavallo di battaglia: il carpaccio dei 5 continenti. Qui, pesce crudo liscio e delicato, esaltato da una combinazione di più di 40 spezie. Ovviamente segrete.

Altro piatto forte, sicuramente il sushi alla milanese: 8 pezzi composti da base di riso allo zafferano, completata con vari tagli di carne o pesce. Esempi? Angus, salsa al rosmarino e tartufo. Oppure salmone, zenzero, menta e cipollotti.

sushi-speciale-Wicky’s-Milanogamberi viola

Gamberi viola di Santa Margherita crudi in salsa di jalapeno. Un profumo che difficilmente potrete dimenticare.

La citronella è uno degli aromi preferiti dallo Chef, tanto da proporla spesso, senza paura di infastidire. E questo non può succedere, perché la mescolanza sempre diversa di ingredienti e sapori, non permette al palato di annoiarsi.

pesce bianco latte di cocco calamaro

Consistenze diverse, come quella del calamaro con gelatina di tonno in acquetta di tonno. Oppure il pesce bianco crudo, esaltato da lemongrass (appunto), latte di cocco, fiori e spezie che non è concesso conoscere a noi comuni mortali.

La carta dei vini è buona. In compenso, non lasciatevi sfuggire il liquore alla prugna tipico giapponese, l’umeshu. E’ il perfetto coronamento di una cena che non vorrete scordare per qualche tempo.

L’esperienza dell’oriente, la ricerca spirituale che solo un uomo nato in un Paese come lo Sri Lanka può avere, la praticità e il senso del business milanese: un perfetto mix per dare vita a un ristorante unico nel suo genere. Il solo capace di trasformare le tradizioni di Paesi così diversi in un complesso tripudio di sapori perfettamente armoniosi e impareggiabili.

Il menù degustazione costa 85 euro e comprende 3 antipasti, 1 piatto di sushi misto speciale, 2 piatti caldi.

Credetemi, ne vale la pena. Provare per credere.

Wicky’s Wicuisine Seafood. Via San Calocero, 3. 20123 Milano. Tel. +39 02 97376505

[Giulia Caligiuri. Link: Immagini: Rizzo Bozzo Nicolini/Diaframma/Corriere Milano, Fine Dining Lovers, S Note, Glocal]

12 Commenti

  1. Ma per favore…
    40 spezie non possono essere tutte presenti in un solo piatto.
    Si scatenerebbero delle reazioni nocive alla salute dell’essere umano.
    E 85 euro SENZA bevande, oggi, mi sembrano tanti per un etnico.

  2. Per Ambrogio . Mi scusi ma lei ha mai provato la cucina di wicky priyan ? Lei lo ha mai visto lavorare nel suo ristorante? Reazioni nocive? Etnico? Non capisco!!!
    Wicky priyan non lo devo certamente descrivere io ma di una cosa sono sicura, non e’ un ristorante etnico ed e’ il primo ed unico maestro sushi che c’è in Italia.

  3. Per Melba.
    Certo che ci sono stato. Non sto dicendo che non sia bravo. Ma se gli chiediamo di elencare 40 spezie (dove i vari tipi di pepe valgono 1) non sa elencarcele. E’ umano. Non è grave. E lui sa bene che la somma di determinate spezie può generare problemi al corpo umano. Fa parte del suo modo di lavorare.
    Infine tutto questo non ha niente a che vedere col sushi: siamo sicuri che sia superiore a coloro che lo hanno inventato? i Giapponesi?
    Faccio fatica a crederci.

  4. Non sapevo che uno stimato chef internazionale, proveniente da una famiglia di medici ayurvedici ( la più importante del paese di origine) non sapesse che usando così tante spezie,facesse male da procurare reazioni nocive. Devo anche chiedere a wicky come mai lui che ha speso la sua vita a stretto contatto con uno dei più importanti chef Giapponesi nonché suo Maestro, non sapesse della differenza tra sushi e l’alta cucina giapponese. Per la cronaca il sushi per i giapponesi e’ una sorta di merenda, di stuzzico. Non faccio fatica a credere che per molti la vera cucina giapponese sia ancora molto sconosciuta. Arigato’

  5. Santo cielo… qui potrebbe sembrare che io critichi lo chef quando invece sollevo un altro punto: la verifica di quello che viene scritto.
    L’autrice dell’articolo ha verificato che le spezie sono 40?
    E lei, signora o signorina Melba, sulla base di quale informazione afferma che la sua famiglia era la più importante nel paese di origine?
    E ancora: forse che vivere insieme a un padre medico rende anche il figlio medico?
    Eppure lo chef ha studiato criminologia!

    “Ha speso la vita a stretto contatto con uno dei più importanti chef giapponesi”; a dire il vero ha speso qualche settimana o qualche mese. E lo chef giapponese non è proprio noto per essere un punto di riferimento nello stesso Giappone.

    Affermare poi che il sushi è “una sorta di merenda” è un punto quanto mai interessante ma totalmente suo e non da me condiviso.

    Infine scrivere che “la vera cucina giapponese sia ancora molto sconosciuta” è altrettanto personale. Vuole dire che sarà uno chef non giapponese ad insegnare al mondo la cucina del Giappone?
    Ma lei come reagirebbe se un chef slovacco (tanto per dire un paese) venisse in Italia ad insegnarci la cucina italiana? Non le sembra un poco forzata come affermazione?

    Guardi che anche io ho ricercato informazioni su questo chef. Non so criticando lui. Sto criticando lei.

  6. Ma io allora dove sono andata a mangiare in tutti questi anni? Forse era un altro chef!!!
    Si devo dire a wicky priyan che tutto quello che mi ha raccontato stando seduta davanti a lui sono sciocchezze. Cavolo ma uno come Heinz beck che non e’ italiano come ha fatto a prendere 3 stelle Michelin ed aver scritto un libro sulla pasta che e’ un tedesco.

  7. Tutto quello che so l’ho appreso dal web e dal Corriere della Sera.
    Ma l’ho letto con spirito critico, sarà l’età.
    Veda lei…

  8. Beh, chiamare un ristorante “etnico” mi sembra una grossolana generalizzazione, e di per sé già denota un pregiudizio.
    Infatti si usa “etnico” per definire tutto ciò che non è cucina italiana, e, considerando che di cucine diverse ce ne sono centinaia, vuol dire buttare tutto ciò che, appunto, è diverso dalla nostra cucina nazionale, in un grosso calderone, che viene ovviamente considerato “inferiore” alla nostra cucina. Tale pregiudizio, emerge dalla frase in cui dice che 85 euro le sembrano tanti per un ristorante “etnico”, evidentemente implicitamente dicendo che non le sembrano molti per un ristorante italiano. Ma tale affermazione non ha alcun fondamento. Un ristorante che usa pesce di qualità e altri ingredienti pregiati, oltre che cuochi competenti, e personale di sala esperto, ovviamente ha gli stessi costi di un ristorante “non-etnico”. Tale distinzione, quindi, non ha logicamente alcun senso.

    In altre parole, probabilmente lei ha gusti più classici, e non apprezza la cucina con sapori, spezie e consistenze diverse, e quindi non concepisce che un ristorante non italiano possa costare come uno italiano, e ambire anche ad essere di livello.

    Sarà l’età.

  9. Lei ha ragione sulla parola “entico”. Non piace neanche a me nonostante la abbia ormai assimilata. Forse perché molto usata, anche da fonti importanti come il Corriere della Sera.
    Colgo l’occasione per ribadire che le mie cene in questo ristorante sono state interessanti e positive.
    La mia critica nei post precedenti era focalizzata su un altro argomento: la verifica della veridicità delle informazioni e quindi un corretto spirito critico.
    Sará l’età…

  10. Posso confermare che la cucina wichy priyan rappresenta un percorso gastronomico con sfumature culturali differenti e combinazioni coraggiose. Il risultato e’ ,a parere mio, unico.
    Se amate il pesce ed abbinamenti semplici ma fantasiosi, Andate e provate i piatti di questo ristorante…!! Così vi fate una vostra idea.
    La definizione di ristorante etnico lascia solo il tempo che trova!!

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