Roma retrò, a Testaccio apre La Moderna

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Nuova apertura in zona “tipica” a Roma. A Testaccio, a due passi dal mercato, dal Monte dei Cocci e dal Macro arriva La Moderna. Ispirazione vintage e layout di tendenza, ovvero si pesca negli anni migliori della storia italiana fine anni ’50 – inizio ’60 quando ci sarebbe stato il boom e la lira sarebbe diventata una moneta forte. La Moderna, come La Rapida, La Precisa erano i nomi dei luoghi del fare dell’Italia che credeva e sperava nel miracolo economico.

Luca D’Angelo scommette sulla ristorazione all in one dopo aver aperto il suo Splendor Parthenopes che non ha fatto gridare al miracolo i foodie capitolini se non per i dolci. A La Moderna la storia vuole essere diversa. Il nuovo locale, che sarà aperto al pubblico il 3 dicembre, si pone in antitesi con il multifunzione di Prati. E non solo per l’assenza di connotazione napoletana. Il progetto La Moderna parte da Testaccio, ma si amplierà a Miami a marzo 2014, a Milano a settembre 2014 e poi a Istanbul a dicembre. L’intenzione è esportare un saper vivere italiano fuori dai clichè.

Fegato con cipolle alla veneziana

Si parte dal cibo con il menu affidato a Marco Gallotta (Primo al Pigneto, Rosti) che non fa mistero della necessità di una carta popolare. “Siamo a Testaccio e non possiamo non considerarlo”. La Moderna è vicina di banco di Roadhouse, come dire due modernità a confronto, ma il tema è sviluppato in tutt’altra maniera. “C’è una forte ispirazione alla cucina del mattatoio con i Dedicati a Testaccio: lingua brasata, animelle, scaloppa di fegato di vitella, ma anche un’attenzione al gusto vegan”, spiegano mentre si continua a lavorare per l’inaugurazione.

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Il cosa si mangerà è direttamente proporzionale al progetto di interior dell’architetto Roberto Liorni (in pratica gran parte delle aperture che fanno numeri degli ultimi tre anni portano la sua firma) che ha saputo rivitalizzare il cubo geometrico con il suo stile caratteristico e tranquillizzante. Al centro di uno spazio di oltre 300 mq campeggia il banco bar centrale in ferro e rame con la scritta in vetromosaico che fa da accoglienza. Lo spazio in grado di accogliere 100 persone (altre 50 all’esterno con clima favorevole) è movimentato con reseghe utilizzate per creare spazi conviviali. C’è anche una zona cinematografo con grande schermo per la proiezione di videoart (la collaborazione con lo IED è nell’aria) e performance.

L’utilizzo multifunzione è sottolineato dalla scansione differente delle aree che si formano intorno al banco di distribuzione. Vetrine per il cibo che allungano l’utilizzo veloce degli sgabelli, salottino, tavolini bassi da cocktail con le vecchie sedie in legno ribaltabili da cinema, orario lungo (dalle 10:00 alle 2:00 di notte e il sabato e la domenica aperto dalle 8:30).

Hot dog al cumino

E veniamo al capitolo piatti e prezzi. La declinazione dell’offerta è pizzeria, cucinacocktail barcaffetteria, street food. Si mangia in abbinamento con i cocktail secondo una tendenza che in Italia e a Roma prova a farsi strada. L’intento qui è popolare: cocktail e pizza ad esempio. Pizza romana bassa cotta nel forno del napoletano Stefano Ferrara che lo ha realizzato secondo le specifiche capitoline. Trattoria e pizzeria sono in diretta connessione con il bancone del bar con i suggerimenti dei cocktail da abbinare.

Il Cocktail Bar è affidato a Leonardo Leuci, uno dei protagonisti del Jerry Thomas Project Speakeasy che ha portato in Italia la mixology art molto accurata e lontana dagli stereotipi anni‘50 o dal flair bartending.

La Moderna Testaccio illustrazioni

Poco spettacolo  per le zone di preparazione. Niente forno a vista e anche la cucina è separata dalla sala, “ma non per mancanza di trasparenza dei prodotti, ci mancherebbe”, sottolinea Luca D’Angelo. Tra i fornitori, ad esempio, c’è la Fattoria Martignano. Assaggiato l’hot dog al cumino, una delle varianti di maiale previste dalla carta prezzato a 7,50 € con accompagnamento di patate e salse Heinz (ma ci saranno anche le auto-prodotte tra cui scegliere). Lo street food sarà nota di sottofondo suonata con convinzione. Non manca lo stile Grill un po’ internazionale e la scelta di poter aggiungere degli ingredienti al proprio panino o al proprio piatto per dare la possibilità al cliente di personalizzare le ricette.

Il Fegato alla veneziana con le cipolle è un altro dei piatti che connoterà lo stile vintage casalingo della Moderna. Saliamo di prezzo a 13 € e una sbirciata alla carta ci dice che il piatto più costoso è la tartare di manzo a 22 €.

“A La Moderna si mangerà e si berrà con una cifra non superiore ai 30 € a persona“, confermano D’Angelo e Gallotta. Prezzi pop anche per la pizza con base di partenza della margherita romana a 6,50 €.

Spaghetti aglio e olio

Codice “sharing” per un classico pastaiolo dell’Italia dell’abbondanza che chiudeva i pantagruelici banchetti matrimoniali e le riunioni conviviali con lo spaghetto aglio e olio. Nel locale sarà disponibile solo con la formula “almeno per due e suoi multipli”. Al tavolo arriva una generosa insalatiera da 250 e passa grammi di spaghetti che sono lì in cerca di anima gemella.

Trovatela o sarete costretti a scofanarvi tutti i carboidrati alla vecchia maniera e ripetere il ritornello che, sì, siamo appassionati di pasta proprio come negli anni in cui lo sguardo si allungava con piacere al futuro.

La Moderna. Via Galvani 89. 00153 Roma. Tel. +39 06.5750123

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