I fritti e altri piatti a Eccellenze Campane che oggi chiude per eccesso di successo

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panuozzo a Eccellenze Campane

A 48 ore dall’inaugurazione, caotica e affollatissima, siamo tornati con amici da Eccellenze Campane per qualche assaggio. Operazione che voi non potrete fare prima di domani. Eccellenze Campane, infatti, chiude per “aggiornamento informatico”. In sostanza per riorganizzare le casse e la gestione dei pagamenti, la vera nota dolente del nuovo polo gastronomico di Napoli.

La prima piacevole sorpresa di Eccellenze Campane, invece, è il parcheggio dedicato, contiguo alla struttura principale. Si evita così il parcheggio multipiano e “storico” di via Brin che costringe a passare in rassegna alcune delle viste peggiori di Napoli. Decisamente un punto a favore.

Profumi, piatti e tentazioni sono tanti: minestra maritata, zuppa pasta e fagioli con cozze, parmigiana di melanzane, risotto con zucchine, fritti misti, panuozzo, pizza. Un tarallo potrebbe essere un ottimo aperitivo. Lo chiedo. “Mi spiace, deve prima fare lo scontrino a una delle 4 (quattro sole?) casse centrali e poi ritornare qui”. Non è facile. Faccio erroneamente la fila alla cassa di uscita del mercatino, poi trovo una cassa con poca folla. “No, mi spiace (sarà il leit motiv della serata): deve provare alla casa vicino allo stand”.
La voglia dei tarallucci è quasi passata.
Meglio capire come funziona: occorre scegliere dove mangiare, farsi “bloccare” un tavolo, andare a una delle 4 casse, ritornare al tavolo dove poi ci serviranno.

Quindi non possiamo sederci e mangiare un primo di un ristorante e il secondo da un altro. Meglio scegliere con attenzione.

pasta fagioli e cozzerisotto ai carciofi

Decidiamo per pasta e fagioli con cozze e risotto ai carciofi della Taverna di Mare di Maria Aprea. La fila si allunga (10/12 persone): la cassa è rotta e io sento che qualcosa si sta incrinando nel mio personale rapporto con le restanti 3 casse. Vorrei manifestare il mio disappunto. Pasquale Buonocore, patron di Eccellenze Campane, mi intercetta e cerca una soluzione. Ma la disorganizzazione e l’ottuso software delle casse è troppo anche per lui e gli altri che si danno da fare.

Luciano di Meo e Leo chef

Riesco a pagare i primi piatti. Per i taralli, alla stessa cassa devono “forzare” il sistema. Un altro scontrino e pagamento dedicato. Poi ci vorrebbe un’altra strisciata e un altro scontrino per i fritti. Kafka avrebbe avuto materiale su cui scrivere. La sfiga della cassa ha colpito anche tutti gli altri conoscenti, appassionati di cibo o professionisti della ristorazione, che hanno stessi problemi e perplessità per la farraginosità nei pagamenti.

fritti napoletanimozzarella in carrozza

Mi arrendo: assaggeremo solo i primi piatti. Anche se poi arriverà a tavola un piatto di fritti di Antonio Tubelli.

La pasta con fagioli e cozze di Maria Aprea ci riconcilia con EC (sì, ormai andiamo con la sigla): perfettamente equilibrata e cotta alla perfezione, migliore anche di qualcuna assaggiata in locali stellati. Il fritto è ottimo, con una intrigante “tempura di spaghetti” e un’inarrivabile mozzarella in carrozza. Non ultimo, un leggero e saporitissimo pane di accompagnamento. La fila valeva la pena.

Il conto: 2 paste con fagioli e cozze, 1 risotto e 3 bottiglie di acqua minerale = 39 €. Forse un tantino alto per gli standard partenopei e per un servizio che è più prossimo a una tavola calda.

Pasquale Buonocore e Luciano Furia vetrina in allestimento Eccellenze Campane semola Senatore Cappelli

Pasquale Buonocore ci spiega che invece dei 6-7.000 clienti preventivati in tutta la giornata, alle 15 erano arrivati già a 20.000. Da qui la decisione di chiudere lunedì 20 gennaio per inventario, per sistemazione dell’area mercatino e per risolvere i problemi alle casse.

panuozzo

Che non scoraggiano clienti e ristoratori. I fratelli Manzi distribuiscono panuozzi gratis perché in pochi riescono a completare il pagamento. Ci offrono un assaggio che, nonostante avessimo già mangiato, riconosciamo come superlativo.

Problemi per eccesso di successo, insomma. Sembra un paradosso ma voi non demordete e fateci sapere cosa ne pensate della nuova mensa gourmet di Napoli. Noi vi diciamo che Pasquale Buonocore (già socio con Oscar Farinetti a Eataly Roma) ha detto che via Brin a confronto con Piazzale XII Ottobre 1492 a Roma è un salotto: sembra sia abituato ai posti da far rinascere.

20 Commenti

  1. Ci sono stata sabato.
    2 pizze, un panuozzo, 2 birre e una cola.
    Le pizze e la cola sono arrivate subito, le birre dopo 3 sollecitazioni, il panuozzo quando erano finite le birre.
    E per prenderne altre bisognava rifare la fila enorme.
    Meglio bere al bar. Dopo.

    Persone che passavano tra i tavoli, perchè non c’era spazio.
    Insomma.. grande idea, ma tanto, tanto da rivedere..

  2. Sono andato a prendere dei dolci di Pasquale Marigliano. La gentilissima dipendente del noto pasticcere ha applicato il codice a barre sotto la scatola così da agevolare il pagamento alla cassa.

    Arrivato alla cassa la ragazza prende il pacchetto e… lo capovolge cercando il codice a barre per passarlo sul lettore…

    Avevo preso della pasticceria secca, ma se fosse stata piccola pasticceria o dolci alla crema?

    Mi chiedo come abbiano selezionato e formato i dipendenti.

      • O si ride o si piange, a Napoli. Alla fine credo che il gesto della ragazza sia stata una piccola ribellione proletaria: nel tempo di un secondo ha inserito un quantum di caos in quell’allineamento freddo e borghese che era costato 10 minuti di tempo mio e della commessa della pasticceria.

  3. Tanti auguri per Eccellenze Campane.
    Ma la chiusura per “aggiornamento informatico” non è nuova.. Possiamo provare a dire che è una trovata pubblicitaria?

  4. coincidenze della vita…
    sono stato sabato anch’io da EC, con amici napoletani: io sono di Siena, ma adoro Napoli e la Campania tutta. Che dire: mi ritrovo totalmente nell’esilarante racconto del Sig. Furia (che mi auguro non abbia utilizzato la forza dirompente che suggerisce il cognome…)
    Comunque un plauso al progetto, al lay-out, alla grafica, alle “divise” che tutti indossavano… certo che andare appositamente dal centro città a via Brin per acquistare qualche chilo di farina Caputo, qualche vasetto di alici di Cetara, qualche confezione di pomodori (tutti prodotti – pardon: eccellenze!) che in Toscana ci sognamo, e sentirsi rispondere “ci dispiace, prodotti non ancora in vendita” fa rimanere davvero male. Un suggerimento: ma rimandare di qualche giorno l’apertura no?

  5. Eccesso di successo forse, ma non è la causa della chiusura…
    chiude per per terminare l’inventario sicuramente, poichè c’era ancora un buon 30% di prodotti solo da esposizione.
    Spero che si migliori nell’organizzazione e nel software di gestione delle casse (quando sono andato Sabato hanno assegnato a più persone tavoli già impegnati e ovviamente si è creato un pò di casino)

    Resto fiducioso, il progetto mi piace…

      • giusta osservazione… forse qualche ingegnere informatico ha sviluppato un software basato su un algoritmo che stabilisce i tempi per ognuno dei piatti proposti; il problema sorge se qualcuno nella comitiva (tipo me) ordina tre piatti, e qualcun altro solamente uno. A quel punto il tempo stimato per due piatti/commensale non sarebbe più valido 😀

        • Suvvia, ma e’ ovvio! Hanno adottato il nuovo soft di @pple, quello “che rivoluzionerà la ristorazione”, come da articolo di alcuni giorni fa.
          Così avveniristico, che in effetti non esiste ancora, però già funziona come un vero soft informatico: crea più problemi di quelli che promette di risolvere!
          Ne avete mai visto funzionare uno? Dalla contabilità integrata, al catasto informatico, allo sportello unico? Se c’è disorganizzazione, coda, confusione, si può stare certi: dietro c’è un un team di informatici (anche ing.) che hanno pensato “te lo risolvo iiiiiiiiiiiooo il problema!”

          • Da ING che lavora nel campo dell’informatica ti dico che è possibilissimo. Ma è anche possibile che qualcuno abbia chiesto una cosa da mettere sù in poco tempo e con costi bassissimi ed allora…

  6. Sabato la “scelta” del tavolo non era stabilita dal SW (almeno questo), ma il tavolo andava “impegnato” fra quelli liberi per POI andare alla cassa… E una singola persona vuole pranzare, come fa a “mettere il cappello” sul tavolo e contemporaneamente fare la fila per pagare?

    • vabbè…
      ci vorrebbe un ingegnere che ipotizzi un fascio led che scriva sul tavolo “occupato dal sig. taldetali fino alle…”. Siamo o non siamo nel terzo millennio? 😉

  7. Siamo stati li venerdi 17…ecco il resoconto.
    Pro :
    Locali, pulizia e qualità dei prodotti da acquistare e da gustare : vere eccellenze!
    Zona di Napoli che può riqualificarsi;
    Contro :
    Parcheggio non disponibile;
    Modalità di fruizione del cibo ai tavoli molto approssimativa e, dulcis in fundo, : una sola cassa che funzionava!!!
    Prezzi troppo alti. Al momento affrontabili solo per la curiosità di “provare” le eccellenze campane ma che, se mantenuti tali, in futuro vanificheranno la bella idea realizzata.
    Zona che non è consigliabile per escursioni serali;

    Concludo con l’unica “vera” giustificazione che ci siamo dati: abbiamo scelto la data sbagliata!

  8. Durante la cena le bibite sono finite, ho fatto notare che dover rifare una fila enorme per un’altra birra era forse eccessivo.

    Mi è stato risposto che effettivamente era stata pensata un po’ male la cosa, tipo McDonalds.. Fai la fila e poi consumi.. ma.. i prezzi non sono da McDonalds, quindi il tutto va rivisto.

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