la pulperia milano

Milano, ma si capisce che siamo in Spagna anche senza toreri, nacchere e mantillas y peinetas. La Pulperia è un locale galiziano. E il polpo alla galiziana, o alla gallega, il suo piatto forte.

Illuminato lungo il Cammino di Santiago dalla bellezza della regione e della sua cucina, Mauro è tornato a Milano. Ha aperto quello che ci risulta essere l’unico locale in città dedicato alla cucina ispanico-gallega ed aiutato da un’autentica giovane simpatica galiziana purosangue.

Locale piccolo, 25/30 posti, atmosfera cordiale e accogliente, molto bianco, allegri runner colorati sui tavoli, ceramiche tipiche in  tavola.

C’è tutto quello che ci si può aspettare in un locale del genere: dalle tapas dell’aperitivo (il locale apre alle 19, chiuso a mezzogiorno) alle caraffe di sangria che si susseguono ai tavoli.

Sono stato a una festa di compleanno e il menu era deciso in anticipo. Ma c’era tutto quello che doveva esserci, con tapas che andavano dalla tortilla di patate e cipolle, al baccalà mantecato su un letto di polenta bianca, alle seppie al nero, anch’esse servite su un letto di polenta bianca, come lo scampo con fettina di lardo scottata (e un po’ di rucola, ahimé): buone, decisamente.

polpo alla galiziana

Molto buono il polpo alla galiziana, bollito semplicemente, con paprica sale e olio crudo: morbido, saporito.

paella

Meno interessante invece la paella: a parte la discreta bellezza e artisticità della presentazione, la nostra presentava un riso per metà ancora crudo, per metà cotto e bruciato e attaccato alla padella. Mentre io dicevo ma il riso è crudo, le mie commensali dirimpetto sostenevano l’eccesso di cottura, mostrando il riso brunito staccato dal fondo della padella. Sapori indecisi, non era cattiva, ma forse ero turbato dalle plurime cotture.

Non ho fatto esplorazioni agli altri tavoli per verificare cotture consistenze. Ma mi sono portato via una doggy bag, non dal mio tavolo. Il giorno dopo, pur riscaldata, non era male…

Non mi è piaciuta la crema catalana, invece. Erano anni che non ne mangiavo e non riuscivo a ricordarne il gusto; forse per questo, non l’ho ritrovato qui.

Tapas a 6 €; gli altri piatti fra i 9 e i 15/16  €.

PS. Ma voi, la paelle dove la mangiate a Milano?

La Pulperia. Via Piero della Francesca 75. 20154 Milano. Tel. +39 0287386584

3 Commenti

  1. Ma nella paella, ci sono tre livelli diversi di cottura del riso.Non é micca un risotto… io adoro la parte abrustolita, a volte bruciata del fondo que a Valencia, la cuna della paella si chiama “socarrat”

  2. Come ha già detto Rosa, la paella non è un risotto. In cottura si deve mescolare il meno possibile (da qui l’importanza della pentola giusta, semmai va mossa, agitando la pentola. Il fondo, un po’, si deve attaccare, e (se è fatta a regola d’arte) è buonissimo!

  3. infatti la paella tradizionale vuole che il riso sia buttato sopra gli ingredienti e poi mai mosso o girato, proprio per dare una diversa consistenza, ma siccome alla fine deve essere ben cotto, forse una rigiratina a fine cottura e poi ancora cinque minuti in forno non guasta 🙂

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