castagnole Bonci

Vi piacciono le castagnole di Carnevale? Io alla voce preparativi per il Giovedì Grasso ho messo il segnalibro alla pagina della ricetta perfetta di Rossella Neiadin.

Il suo food porn fritto vi riempirà gli occhi oltre ogni umana comprensione.

Le forme quasi perfette delle sue castagnole su cui piove lo zucchero mi hanno messo l’acquolina in bocca.

E sono andato per voi ad assaggiare le castagnole che sta sfornando in questi giorni Gabriele Bonci al Forno di via Trionfale a Roma.

Sono castagnole piccole, dalla forma irregolare che visivamente potrebbero deludere.

Sono morbide ma non spugnose. E hanno una nota evidente di arancio e di agrumi. Gabriele Bonci segue la strada della ricotta.

E voi gli sarete grati.

Spero anche un po’ a noi che abbiamo le sue dosi magiche. E l’avvertenza che quelle di Gabriele sono buone anche il giorno dopo. Poche solitarie castagnole hanno resistito per affrontare la prova. Con esito più che felice.

Le castagnole di Gabriele Bonci

castagnole carnevale forma

Ingredienti

100 g di burro
600 g di ricotta di pecora
300 g di zucchero semolato
3 g di sale
10 g di scorze di limone
10 g di scorze di arancio scorze
2 g di vaniglia in polvere
180 g di tuorli d’uova uova tuorli
250 g di latte
800 g di farina 00
20 g di lievito in polvere
200 g di fecola di patate

castagnole carnevale Gabriele Bonci

Procedimento

Molto semplice (per Bonci). Si miscelano bene il burro a temperatura ambiente, la ricotta, le scorze di limone e di arancio, la vaniglia, i tuorli e il latte.

A questo punto (il bene è il discrimine della prima operazione) si aggiunge la farina (setacciata? Buona!), il lievito e la fecola di patate. Impasta.

E poi? Poi lasciala riposare come tutte le cose che fai. Una leggera spolverata di farina sulla spianatoia e via al taglio (irregolare, presumiamo) di tocchetti.

Siete pronti per la cottura.

Potreste scegliere lo strutto, ma in ogni caso la conclusione è affidata allo zucchero da spolverare sopra. E ora tocca a voi la prova dello chef, ops, la prova del cuoco

9 Commenti

  1. state spacciando una ricetta normalissima e conosciutissima,come fosse il santo graal!!!
    Nessun dubbio che Bonci sia un ottimo artigiano,ma con questa ricetta non ha inventato nulla di nuovo,decine di pasticcieri la fanno nello stesso modo.

  2. sono pronto all’ outing…
    La pizza di Pizzarium mi ha lasciato una delusione addosso che ancora non me la scrollo. Sopratutto trovandosi a Roma, città che, volendo o nolendo, di pizza buona ne ha sfornata tanta negli anni, mi aspettavo di assaggiare qualcosa che raggiungesse livelli inimmaginabili, trovandomi invece a mordere una pizza che è si buonissima e realizzata con ingredienti di prima scelta (ovviamente ritrovati in scontrino fino all’ultimo centesimo) ma che (a mio modesto parere) si perde nella vastissima folla di ottime pizzerie al pezzo già presenti nella capitale, che magari non offriranno ne la scelta degli ingredienti ne la fantasia trovata da Pizzarium ma che comunque restituiscono la stessa “esperienza pizza”.
    Forse ho complicato un po’ il discorso ma quello che vorrei dire è che parliamo comunque di pizza, Bonci è un grande panificatore ma secondo me è stato osannato oltre misura. Ammetto di aver provato il suo pane solo presso NoAu, che adoro, (il locale, non il pane) e all’ Open Baladin (il pane è sempre suo si ?) e di aver provato la stessa delusione precedente, cioè un ottimo pane come lo fanno altri 100 ottimi fornai a Roma, senza salire nella trascendenza che mi ero immaginato aspettando di provare i suoi prodotti.
    Diverso il discorso per BirAndFud, li vado per mangiare una magnifica pizza lievitata naturalmente e ricoperta di ingredienti ottimi, freschi e sopratutto NON BANALI. Pago un pò di più, ma con la soddisfazione di aver mangiato qualcosa di unico.
    Secondo me, in sintesi, la pretesa di elevare prodotti estremamente popolari come pane semplice e pizza al pezzo è utopistica, già a partire del paradosso che nasce avvicinando “popolare” con “costoso”.
    O forse sono io che non comprendo la differenza.

    • come si diceva a scuola una volta (ora non so…) “sei fuori tema” e giù di segnacci rossi da parte della prof di italiano.
      L’articolo parla di castagnole e non di pizza.

      ripassa sarai più fortunato… tanto il buon bonci riciccia fuori ogni tre per due

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