Roma. Le 5 migliori trattorie per far mangiare romano Obama

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coda alla vaccinara

Ladies and gentelmen, rullate i tamburi: Barack Obama, l’uomo più sorvegliato e potente del mondo, è tra noi, a Roma.

La Capitale è sottosopra, anche perché il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato “Non vedo l’ora di mangiare italiano”. Matteo Renzi avrà già pensato al ristorante dove far assaggiare qualche piatto, si spera, di chiara impronta romana?

Sembra che il superfavorito sia il ristorante Pierluigi, locale storico a due passi da Piazza Farnese. Gli indizi parlano chiaro: piazza dei Ricci è stata sgomberata e qui hanno già cenato sia John Kerry, segretario di Stato americano, che Joe Biden,  vicepresidente Usa (nel 2011). E poi c’è una prenotazione per 12 persone per stasera a nome dell’Ambasciata Americana. Dodici persone tra cui potrebbe essere incluso Obama.

I cinque migliori piatti romani

coda vaccinara

Nel caso il nostro Presidente del Consiglio volesse dare un’occhiata a qualche altro indirizzo della Capitale, ecco la nostra breve guida.

Cinque indirizzi per ben figurare e in cambio gli chiediamo solo un selfie con Obama e il piatto che gli è piaciuto. Yes, we (decisamente) can!

1. Carbonara

carbonara Roscioli

Il piatto più americano di Roma è la carbonara, cacio e ova con il “surrogato” del bacon. La prima scelta di Matteo Renzi per un colloquio bilaterale con il Obama potrebbe tenersi al ristorante di Roscioli che possiamo considerare una trattoria contemporanea. All’insegna della fusion culturale in cucina c’è  Nabil Hadj Hassen che sforna una carbonara stabilmente ai piani alti di tutte le classifiche mondiali.

Ristorante Roscioli. Via dei Giubbonari, 21.  Roma. Tel. +39 06 6875287

2. Coda alla vaccinara

tonnarelli coda alla vaccinara

La prima (e l’ultima) coda alla vaccinara di tutti i testaccini e di molti altri palati fini. Senza alcun dubbio, nell’ipotetica top ten di coda, questo ristorante è al primo posto. Un menù che non si lascia scalfire dall’innovazione, ma che fa della tradizione il suo punto forte. Con la coda, qui, ci fanno anche il sugo per i tonnarelli. Un piatto omaggio a Roma, con spaghetti sugosissimi, inno all’abbondanza tipica delle trattorie romane. La carne è suadente ed umida, un piacere tuffarla nella gaudente orgia di pomodoro, sedano e pinoli che la accompagna.

Checchino dal 1887. via di Monte Testaccio, 30. 00153 Roma. Tel +39 06.5743816 – +39 06.5746318

3. Carciofo alla Giudia

carciofo alla giudia

Contorno o antipasto, ma sia Mai che il buon vecchio Barack non lanci negli Usa una nuova moda del carciofo dopo quella del pasticciotto salentino (ma lo avrà mai assaggiato?). Quello alla giudia, ovviamente. Per assaggiarne uno squisito, Pàris, è il posto giusto. Foglie tenere, croccanti al punto giusto, ma mai vi capiterà di metter sotto i denti una lastra di marmo. La Sora Iole ce capisce, ce capisce eccome. I prezzi non sono da trattoria basic, né da sceicco.

Ristorante Paris. Piazza S. Calisto, 7a. 00153 Roma. Tel. +39 06.5815378

4. Cacio e Pepe

cacio e pepe Felice al Testaccio

La cacio e pepe qui fa faville. tanto che il New York Times premia Felice come il miglior spacciatore di tonnarelli bianconeri. Un piatto cremoso, con quel goccio di olio d’oliva che piace a molti. Obama dovrebbe quindi conoscerlo, li dovrà pur leggere i giornali!

Felice a Testaccio. Via Mastro Giorgio, 29. Roma. Tel. +39 06.5746800

5. Picchiapò

picchiapò

Locale storico, pochi coperti. Pare che tra le tante specialità, tra cui i tagliolini alla ciociara e la cacio e pepe, la miglior picchiapò di Roma si trovi proprio qui. Per un primo, un secondo ed un dolce o un contorno, si spende 30 euro. Una trattoriola alla vecchia maniera, con porzioni più che discrete.

Dal Cavalier Gino. Vicolo Rosini, 4. 00186 Roma. Tel.+39 06 6873434

E allora, Welcome Mr. President! Hai rigirato come un pedalino un’intera città, ma ti vogliamo bene lo stesso. E qualche appassionato potrebbe darti un altro indirizzo.

[Link: Corriere. Immagini: Scatti di Gusto/Andrea Sponzilli, Cibando, italianrestaurantandrecipes]

4 Commenti

  1. per chi non lo sapesse… quando il new york times ha premiato felice a testaccio come miglior spacciatore di tonnarelli cacio e pepe…e non solo, lo chef era il mitico e sicilianissimo Salvatore Tiscione. è stato facile capire che non stava più in cucina l’ultima volta che ho cenato da felice (cena disastrosa).. facile scoprire poi che aveva aperto un nuovo locale in zona marconi (ristorante retro).. Giusto per farlo sapere ad obama…e a chi ama il cacio e pepe Tiscione style..

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