villa

Immagino, lo stereotipo dei nuovi russi, quelli ricchi-ricchi, sia ancora fatto di oggetti stralusso, yacht megagalattici, auto fuoriserie, oro, diamanti, cibi più pregiati, vini “da tavola” a migliaia di euro a bottiglia.

Confermo, in parte è vero, ma non tutto. Ho il “privilegio” di affacciarmi su questo mondo tanto dorato quanto blindato in quanto vengo invitata a cucinare per una famiglia che trascorre una parte dell’anno nella loro villa in Costa Smeralda.

L’occasione giusta per svelare qualche segreto sulle abitudini alimentari più tradizionali.

La villa abbonda di personale e ci sono due resident chef che cucinano dalla mattina alla sera, dal pane ai dolci. Ma quando si tratta di ricorrenze particolari, loro vogliono una chef russa che prepari i piatti tradizionali, come li ricordano.

Sono le persone nate, cresciute e vissute per gran parte della loro esistenza ai tempi dell’Unione Sovietica, adesso “morta e sepolta”. Ma ancora viva nel menù delle feste e dei piatti “obbligatori” con i sapori “di una volta”.

Parliamo, ovviamente, di insalata Olivier (insalata russa, come la chiamano all’estero); di aringhe, in pelliccia o semplicemente condite con il cipollotto fresco e patate lesse, di julienne di funghi (cocottine di  besciamella e champignon con la crosticina di formaggio).

E poi piroghi e pirozhki (pani e panini ripieni di qualsiasi cosa, dolce e salata), pelmeni (una sorta di tortellini), zuppe, torte con le creme al burro.

L’occasione importante stavolta era il 1 maggio, giorno dei lavoratori, ricorrenza molto sentita in Russia, festeggiata con le parate sulla Piazza Rossa e con le tavolate nostalgiche.

Volete fare un salto indietro nel tempo? Ecco il menù, visto, rivisto e corretto via email (con una ricetta per provarla a casa).

bliny

1. Bliny con caviale e uova di salmone

Ingredienti

300 g di farina
2 uova
1 bustina di lievito (7 g)
100 g di burro
1 l circa di latte intero
100 ml di acqua tiepida
½ cucchiaino di sale
3 cucchiai di zucchero

Procedimento:

Sciogliere il lievito nell’acqua tiepida in una ciotola. Aggiungere 1 cucchiaio di zucchero e 2 cucchiai di farina. Coprire con la pellicola e lasciare riposare per 10-15 minuti, finché non si forma una bella schiuma.

Aggiungere nella stessa ciotola tutta la farina, i tuorli, la metà del latte, sale e il resto di zucchero. Coprire sempre con la pellicola e lasciare lievitare per 1 ora – 1 ora e 10. Trascorso il tempo, mescolare e lasciare riposare ancora 20 minuti.

Far bollire il latte rimanente, sciogliervi il burro e, caldo così com’è, versare nell’impasto, mescolando sempre con il cucchiaio di legno.

Montare gli albumi e mescolarli all’impasto che deve rimanere liquido.

Scaldare una padella in ghisa, pennellarla con un velo di burro e versare un mestolo dell’impasto, distribuendolo bene sul fondo ruotando la padella. Dopo un minuto girare il bliny e cuocere dall’altro lato. Proseguire fino all’esaurimento dell’impasto.

aringa

Aringa in salamoia condita con il cipollotto

julienne

Julienne di funghi

pelmeni

Pelmeni in brodo

kulebjak kulebjaka

Kulebjaka (pirog) con salmone

mousse

Mousse di fragole e semolino

concerto

E non è finita qui. La sera c’è il concerto. Nel programma canzoni popolari e tratte dai film sovietici e canzoni italiane tipo “Bella, ciao”, “La filanda” o “Il canto delle mondine”, eseguite da una soprano russa e un tenore italiano, entrambi con i propri pianisti. Niente male, eh?

pirozhki

E visto che dopo ogni evento che si rispetti, si organizza il rinfresco, lo abbiamo fatto anche noi: decine e decine di pirozhki (paninetti con ripieni salati più svariati come carne, pesce, funghi, uova, cavolo) per una cinquantina di invitati.

Se dovessi proporre un menu vintage russo, sarebbe proprio questo. Ma sarei curiosa di conoscere il vintage del vostro Paese o della vostra Regione. Insomma, di dove siete nati.

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