mozzarella di bufala invito Roma

Come riconoscere una vera e buona mozzarella di bufala?

Scatti di Gusto e Dissapore risponderanno domani sera al ristorante Il Salotto Culinario di Roma.

Due squadre raccoglieranno domani mattina i campioni di 20 caseifici già selezionati tra i migliori dell’area di Caserta e di Salerno.

Domani sera, 8 maggio, a partire dalle 20.30 si aprirà il tavolo di degustazione per fornire una mappatura in vista della stagione estiva, tradizionalmente la più gettonata per il consumo. E per stabilire se la migliore mozzarella di bufala viene da Caserta o da Salerno.

Una degustazione alla cieca cui invitiamo due lettori di Scatti di Gusto e di Dissapore che vorranno prendere parte al test.

Consistenza, colore, profumo, sapore saranno le linee guida di una degustazione che ha l’obiettivo di individuare le migliori mozzarelle di bufala in maniera semplice e diretta.

Raccontateci nei commenti, o se siete timidi alla mail info[at]scattidigusto.it, la vostra prima volta con la mozzarella di bufala e tenetevi liberi domani sera.

Al ristorante Salotto Culinario, Dino De Bellis preparerà con la sua brigata gli assaggi per la degustazione.

Oltre a un piatto di pasta con la ricotta di bufala appena fatta e una chiusura in dolcezza sempre a base di bufala.

Se siete pronti a un viaggio nelle meraviglie della mozzarella di bufala, è il momento di prendere in mano la tastiera.

A domani!

14 Commenti

  1. La mia prima volta con la mozzarella di bufala non potrò mai dimenticarla…era un grande treccione…nella foga di mangiarla ne presi un pezzo enorme e dopo aver assaporato la bontà comincia a sbrodolare latte dalla bocca

  2. La grande scoperta fu a Gaeta un decennio fa. Azzannai un capolavoro e il latte mi colò dappertutto. Un momento indimenticabile

  3. A Scalea, dove ho trascorso infanzia e adolescenza, eravamo abbastanza vicini, sia geograficamente che per influenza, ai luoghi di produzione della mozzarella di bufala.
    Ma quando ero piccolo si trovavano solo mozzarelle di latte vaccino (nonché formaggi più stagionati, tipo silano) dei caseifici della zona. Oggi lo chiameremmo km. 0, ma non era davvero niente di entusiasmante.
    Finché un giorno il negozio alimentari più alla moda della cittadina mostrò un cartello sulla vetrina: “Mozzarella di bufala”. I miei non erano proprio amanti delle novità: probabilmente prima di comprarla avranno aspettato opinioni entusiaste di qualche conoscente.
    Immagino che sia stata una mozzarella da 400/500 grammi. Forse come figlio piccolo mi sarà toccata la prima fetta, la più saporita.
    Ma di sicuro da quel giorno, ogni mozzarella che compariva a tavola sarebbe stata accompagnata da una richiesta di rassicurazione: è di bufala, vero ?

  4. …e chi se la scorda? Ce la portarono al paese i miei zii di Napoli, erano mozzarelline deliziose che galleggiavano paciose dentro un vaso di terracotta arancione e marrone, lo guardavo con stupore perchè per me la mozzarella fino a quel momento era qualcosa di poco saporito (infatti di solito condita o accompagnata da altro ingrediente) che risiedeva triste dentro un incarto in frigo.Con la bufala invece amore al primo morso….sapidità, morbidezza…non arrivò al giorno dopo…

  5. Vincenzo, ti ringrazio immensamente per l’opportunità, ho un impegno non prorogabile e con grosso dispiacere devo declinare…se qualcun’ altro che ha partecipato al contest può prendere il mio posto ne sarei felice. Grazie ancora!

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