Mozzarella di bufala. Guida ai 10 migliori caseifici salernitani

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Le strade delle vacanze per molti saranno punteggiate dagli acquisti di mozzarella di bufala. E dalle solite discussioni: migliore quella salernitana o quella casertana?

Le classifiche abbondano, ma ci siete voi, inesausti lettori che anche nel pieno del caldo africano riuscite a mettere in fila i migliori grazie a preferenze personali che spaziano dal sapore alla consistenza per finire alla comodità di ingresso del caseificio e alla simpatia degli operatori al banco.

[AGGIORNAMENTO 2021 DELLA CLASSIFICA CON LE 15 MIGLIORI MOZZARELLE SALERNITANE QUI]

Senza dimenticare che c’è la notorietà a guidarvi. Il bollino di qualità del popolo della rete. Che non sempre coincide con quello del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop, massimo depositario della verità bufalina secondo lo slogan: “O è così, o non è”. Sottinteso, la mozzarella che solo i consorziati sanno fare.

Poi guardi qualche classifica, manifestamente limitata perché  appunto ci sono solo consorziati o sono redatte in occasione di eventi, e più ti chiedi se veramente la migliore mozzarella è quella prodotta dal consorzio [che si appresta a cambiare il disciplinare per utilizzare il latte congelato anche nella mozzarella “fresca”].

Le nostre classifiche e i malumori per l’idea di far approdare cagliata congelata nel disciplinare dicono di no. È non serve il reportage (fazioso?) di Servizio Pubblico a ricordarlo. Basta l’intervista rilasciata dal Presidente del Consorzio di tutela, Domenico Raimondo, durante la festa delle Bontà di Bufala per accorgersi che gli ortodossi premono sempre di più. Il de profundis del congelato è suonato, mentre la temuta norma del doppio stabilimento che aveva fatto gridare alla morte del consorzio diventa addirittura arma strategica per garantire mozzarella con latte di sola area Dop. Dietrofront o passo indietro lo decideranno, al solito, i consumatori.

Noi intanto vi diciamo che se siete all’estero e vi viene voglia di mozzarella di bufala, tra uno sconosciuto caseificio in odore di italian sounding e una confezione a marchio Dop non avrete dubbi: meglio il consorzio.

Ma se state in vacanza dalle parti di Paestum e potete andare a comprare al banco, avete da sciogliere il dubbio: O Dop, o non Dop.

Vi aiutiamo noi partendo dai due campioni che si sfidano da 20 anni: Vannulo (non Dop) e Rivabianca (Dop) che guidano le due classifiche così composte.

Dop

Rivabianca

  1. Rivabianca. L’istituzionale che non delude mai (Via Strada Statale 18, 84063 Paestum (Salerno). Tel. +39 0828.724030)
  2. Azienda Agricola Barlotti. La mozzarella di bufala in costante pressing (Via Torre di Paestum 1, Capaccio Paestum (Salerno). Tel. +39 0828.811146)
  3. Taverna Penta. Per chi non ha come meta il Cilento (Via A. Conforti, 1 – 84098 Pontecagnano (Salerno. Tel. +39 089 383268)
  4. Roberta. L’alternativa a Battipaglia e dintorni (Via Faraldo, 20/22. 84084 Fisciano (Salerno). Tel. +39 089 826224)
  5. La Tramontina. Il caseificio più vicino alla Costiera Amalfitana (Via XXV Luglio, 297. Cava de’ Tirreni (Salerno). Tel. +39 089.444544)

Non Dop

Vannulo

  1. Vannulo. La mozzarella fatta persona (Via G. Galilei. Contrada Vannulo. 84047 Capaccio Scalo (Salerno). Tel. +39 0828.727894)
  2. Torricelle. L’outsider che regala grandi sorprese (Via Torricelle, 1- 84063 Capaccio – Paestum (Salerno). Tel.+39 0828.811318)
  3. Il Granato. Oltre alla mozzarella, gelato e yogurt (SS. 18 km. 96+500 Loc. Spinazzo 84047 Capaccio-Paestum (Salerno). Tel. +39 0828.722712)
  4. La Masseria. Facilissima da raggiungere all’uscita del casello autostradale di Eboli (Via San Vito Martire – Tel. +39 333 2637750)
  5. Masseria Lupata. I templi come scenografia (Via Porta Marina 29. Paestum-Capaccio (Salerno). Tel. +39 0828.722002)

È mentre voi decidete se puntare su Dop o non Dop, sarà il caso di ascoltare cosa ha detto Antonio Palmieri di Vannulo a Jonathan Nossiter che sull’Internazionale paragona i produttori non Dop ai vignaioli non Doc.

In un momento in cui i migliori vignaioli stanno uscendo dal doc – dall’ex Chianti esemplare di Pacina alla stella campana di Cantina Giardino – sono curioso di sapere come Palmieri vede il suo dop: “Non ne faccio parte. Sono fuori dal dop, che è una garanzia per i consumatori. Ma qui la garanzia sono io. Sono chilometro zero da prima che esistesse il concetto. Dal 1988, non ho mai venduto a un negozio o un ristorante. Solo a chi si presenta al caseificio”. Poi aggiunge con un leggero sorriso ironico: “Ho rifiutato tutti i ristoranti tre stelle. E perfino il Vaticano!”. 




Di Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.