Chic’n Quick, commovente bistrot del due stelle Michelin Claudio Sadler

Tempo di lettura: 3 minuti

Claudio Sadler

I piatti di Claudio Sadler sono belli e sono anche molto buoni. Se poi si ha la possibilità di poter sbirciare lo chef dietro ai fornelli nella sua cucina, pur pagando un conto decisamente meno salato rispetto al bistellato attiguo, i piatti diventano ancora più belli e, se possibile, più buoni.

Chic’n Quick

Siamo allo Chic’n Quick, il bistrot accessibile in via Ascanio Sforza, sui Navigli – quelli non brulicanti di persone all’ora dell’aperitivo, per intenderci – appena dopo il confine segnato dalla circonvallazione.

Casualmente, capitiamo nel primo giorno del menu primaverile, quando in sala, ci dicono, “la cucina sta ancora rodando”, ma a noi, in tutta onestà, le portate sembrano già ampiamente collaudate.

Il ristorante, per essere un lunedì sera, è decisamente pieno, l’atmosfera rilassata come ce la si aspetta da un locale che intende essere, pur nella sua eccellenza, alla portata di tutti. In sala, il personale sembra essere fin troppo rilassato.

Sadler_Tartare

Ma concentriamoci sulle portate. Iniziamo dall’antipasto, una tartare di ricciola e gamberi, pane alle nocciole e bagna cauda leggerissima. Il pesce è, neanche a dirlo, freschissimo. Il gusto, quello di un piatto assaporato su una terrazza a Sorrento. Delicato e deciso al punto giusto.

Sadler_Riso al salto

La strada da percorrere, in qualche modo, è già battuta. Sappiamo di non poter uscire dal ristorante per nessuna ragione al mondo senza aver ordinato il riso giallo alla milanese.

Al salto, con Grana Padano, è l’essenza della milanesità. Quella compìta ed essenziale, senza troppi ghirigori, e per questo autentica sotto ogni aspetto. Il costo del piatto è di soli 10 €: commovente.

Sadler_Tartaglioni vongole

Proseguiamo con i tartaglioni di pasta con vongole veraci alle erbe. Pasta cotta a puntino, forse un po’ troppo prezzemolo (ma siamo in pochi a non amarlo profondamente), i molluschi sono tanti e, soprattutto, buonissimi.

Sadler_Tortelli

La palma d’oro dei primi la vince a mani basse i tortelli di mozzarella, datterini al timo, capperini disidratati e ricotta secca. La qualità delle materie prime si sente a ogni boccone, la semplicità del piatto è quella di una portata che “faremmo anche a casa”. Ma così buona, probabilmente, non ci verrebbe mai.

Sadler_Asparagi

Sui secondi ci dividiamo tra vegeteriani e ‘onnivori’.

Per la prima categoria, ordiniamo degli ottimi asparagi bianchi e verdi con crema di Grana Padano 27 mesi Riserva e uovo di Paolo Parisi soufflé in padella al profumo di tartufo.

Ci abbiamo messo più tempo a scrivere il nome del piatto che a mangiarlo, tanto era buono. Ogni ingrediente perfettamente bilanciato con l’altro, impresa non sempre facile soprattutto quando di mezzo c’è il tartufo.

Sadler_Scaloppina Rombo

Gli ‘onnivori’ presenti a tavola, invece, si buttano su una scaloppina di rombo alla griglia con zucchine, mandorle e salsa mugnaia.

Il condimento non copre assolutamente il gusto del pesce, ma lo accompagna con grazia insieme alle verdure. Che il pesce da Sadler dà sempre grandi soddisfazioni l’abbiamo già detto?

Sadler_Semifreddo caffè

Per concludere, impossibile farsi mancare i dolci.

Si parte con un semifreddo al caffè dall’aroma tanto deciso quanto piacevole.

Sadler_Tatin

E si chiude con una deliziosa tarte tatin con gelato alla vaniglia di accompagnamento.

Per accompagnare la cena abbiamo scelto un Tascante del vitigno Nerello Mascalese, situato sul versante nord dell’Etna e prodotto da Tasca d’Almerita. Un vino rosso intenso e decisamente interessante, al costo di 24 euro.

Nonostante il servizio un po’ sottotono rispetto ai tempi d’oro dell’attentissimo chef in sala e dell’ottimo Francesco tra i tavoli, Chic’n Quick non sbaglia mai né la proposta né il conto – sui 35 € a testa – e, per questo, ci pare ben al di sopra dei bistrot ‘accessibili’ dei soliti nomi che adesso impazzano in città.

Io ve lo consiglio, voi che dite?

Chic’n Quick. Via Cardinale Ascanio Sforza, 77, Milano. Tel. +39 02 89 50 3222

[Immagini: Caterina Zanzi, excellencemagazine.it, Daniele Amato]

6 Commenti

  1. Una recensione al quanto scontata visto che stiamo parlando di sadler vorrei vedere se gli stessi piatti fossero realizzati da uno chef sconosciuto …..

    • Anch’io vorrei spiegazioni sul prezzo, che è, in questa recensione,
      un elemento importante.
      Sulla qualità dei piatti non c’è nulla dire.
      Potremmo forse “analizzarli” più “criticamente”, ma è un limite di quasi tutte le recensioni, di stellati e non.
      Negli stellati prevale lo “stopore” di fronte ai piatti, da comunicare ai lettori, con qualche aggettivo e superlativo di troppo.
      Tornando al prezzo, se il riso giallo alla milanese è “di solo 10 €: commovente”(commovente),come s’interpretano i “35 € a testa”.
      Saluti

  2. Carissimi, ero parte di una tavolata e sapete come va in questi casi, vero? C’è chi prende più, chi meno. Il riso al salto da solo, pur in quantità, non basta. Il vino, naturalmente, è stato ordinato in quantità. Il digestivo alla fine lo vogliamo prendere, giusto? Alla fine, 35 a testa, su per giù, è stata la media. Se vogliamo entrare nei dettagli, i tartaglioni venivano sugli 11, i tortelli 12. Il pesce, ovviamente, era più caro: tartare sui 15 euro e rombo, se ricordo bene, sui 20. Saluti

    • Vabbè, viviamo in epoca di “relativismo etico” ed, a Milano, il concetto di relativo applicato al prezzo del food è ancora PIU’ RELATIVO(pensate
      alla Marinara di Princi-Pepe a 11 euro).

      “Se vogliamo entrare nei dettagli, i tartaglioni venivano sugli 11, i tortelli 12. Il pesce, ovviamente, era più caro: tartare sui 15 euro e rombo, se ricordo bene, sui 20. Saluti”

      E salutami Sadler, che , sicuramente è bravo, ma usiamo in modo più preciso la parola low cost.

      Caterina, sinceri saluti 🙂

  3. Basta andare sul sito del C’nQ e ci sono prezzi, che seppur relativi al menu precedente, sono piuttosto chiari. Mangiando tanto, dall’antipasto al dolce (escluso il bere!!) calcolo facilmente 50/55 euro. Con le sole tartare e rombo si arriva almeno a 35 (o forse 38) ma senza neanche l’acqua o il caffè..
    Per stare nei 35 euro suppongo si debba mangiare un piatto solo, oppure due, ma portandosi l’acqua da casa 🙂
    Andrebbe quindi esplicitato che cosa si può mangiare con 35 euro, altrimenti si può dire che costa 35 euro qualsiasi ristorante anche stellato di Milano, basterebbe ordinare solo un antipasto..

    Senza gettare la croce addosso esclusivamente all’autrice dell’articolo, di fatto è da sempre un grande classico che quando si parli di ristorazione i prezzi indicati siano “fantasiosi” al ribasso, capita nella Guida Espresso come in qualsiasi altro sito/guida, del resto non è un segreto neppure il fatto che spesso chi scrive dei ristoranti il conto non lo paga. Non è per fare allusioni, però capita quantomeno molto spesso..

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