vino

Casomai è un film di una dozzina d’anni fa, di D’Alatri. Ma è anche la motivazione che ci ha spinto a prenotare a Milano un tavolo alla trattoria Al Vecchio Aratro (sì, c’è, è appeso in bella vista sopra il banco del bar all’ingresso). Casomai fosse una buona trattoria, potremo ritornarci. Casomai fosse una scoperta, potremmo gloriarcene. Casomai.

L’ambiente è proprio quello di una trattoria d’una volta, tavoli stretti l’uno all’altro, quadri di quelli che si vedono solo in trattoria, fotografie, menù in cartelle di plastica, tovaglie a quadretti, bancone degli antipasti, bottiglie di amari, servizio familiare. Forse più vecchio che appositamente studiato.

Le recensioni online svariano (ma va?) fra l’entusiastico – a partire dalla simpatica verve del personale, che a me è sembrato giusto cordiale, ma senza entusiasmi – e il profondamente negativo. Lo stesso vale per il menù. Che si presenta ricco, con più o meno tutto quello che ci deve essere in una trattoria, dai crostini alle bruschette, dalle tagliatelle agli gnocchi alle pappardelle, dal vitello tonnato alla costoletta di vitello alla milanese ai saltimbocca alla fiorentina…

Abbiamo saltato gli antipasti (crostini, bruschette, salumi, a self service, da 3 € a 3,50 €, 5 € il prosciutto di Parma).

Una quarantina i primi – più qualche proposta fuori carta – dai 5,50 agli 8,50 € (15 € le linguine all’astice). Qualche piatto sembra denunciare un eccesso di modernità (bombolotti alla farina di salvia con gamberetti pomodoro e rucola), o sfuggire ai dettami della trattoria classica, come i taglierini neri al salmone con melograno e panna: meno male che una discreta presenza appunto della panna in sette o otto portate riporta il tutto nell’alveo della tradizione.

gnocchi di orticatortelli

Buoni gli gnocchi di ortica al sugo di noci (anche se un po’ piatti, e il sugo tendeva a schiacciare un po’ l’ortica), così come i tortelli di zucca al burro e salvia.

Una quarantina anche i secondi (ma non necessariamente tutti disponibili: i carciofi ad esempio non c’erano, essendo terminata la stagione), 6,50/7,50 € (le carni come filetto fiorentina costolette vanno a peso, e costano dai 12 ai 18 €), divisi fra piatti pronti, piatti espressi, specialità, fritture, e fuori carta.

rosticciata bocconcini vitello fiori zucca fritti

Buona la fiorentina alla piastra, anche se un po’ bruciata; buoni i bocconcini di vitello ai funghi porcini (poco evidenti questi ultimi); discreto il fritto di fiori di zucca e mozzarella; pessimo il petto di pollo con prosciutto al cartoccio. La mia rosticciata con le olive non era niente male, anzi, mi è proprio piaciuta, buona la cottura, morbida, saporita.

Niente dolce: un attimo di morigeratezza (da parte dei miei commensali, piuttosto stremati – una parte delle loro portate ho dovuto finirle io).

Una cucina diciamo centrata sul centro-nord, molto lombarda (ma in carta c’è un unico risotto, alle seppie nere), quantità più che apprezzabili, esecuzioni nella media. Servizio discreto, abbastanza cordiale. Ambiente così così.

Casomai un salto potreste farlo. Che dite?

Al Vecchio Aratro. Via Boiardo 20. Milano. Tel. +39 02 2619137