Identità Golose MI 2015

Il tema dell’undicesima edizione di Identità Golose è “Una sana intelligenza”. Il tema che mi sembra molto appropriato con le tendenze odierne e così ho deciso di dedicarmi alle Identità Naturali.

Anche perché mangiare sano non vuol dire mangiare “riso in bianco e l’insalatina scondita”. La cucina naturale va ben oltre. Innanzitutto parliamo di cucina vegetariana, vegana e crudista, che lancia una sfida: mangiare sano e mangiare bene vuol dire non alterare le proprietà degli alimenti con cotture prolungate, ma cercare di estrarre il massimo del sapore, di mantenere le vitamine e di esaltare le consistenze. Mangiare possibilmente “senza derivati animali”, ma appagando il palato e gli occhi.

Ecco qualche idea.

daniela_cicioni

Daniela Cicioni propone una cucina vegan crudista con “il tempo che trasforma, fermenti, funghi e alghe”. È una cucina meditata: bella, colorata ed elaborata nel pieno rispetto delle stagioni e dei processi naturali.

dolce_vegan_crudista

Questa “ciambella” è un esempio della sua cucina: torta crudista con polvere di mele, fiori di sakura marinato con umeboshi e panna di mandorla.

fabio_abbattista

Fabio Abbattista (Leone Felice –  Erbusco, Brescia) non è uno chef vegano, ma, dovendo curare una SPA , ha scelto di creare una serie di piatti sani per i propri clienti che non contengono glutine e  spesso sono senza i derivati animali.

Durante il suo intervento ha illustrato tre preparazioni, semplici e ricercati frutto di studi e ricerche approfondite per soddisfare la gola e gli occhi. Per offrire, insomma, “un sano piacere italiano”.

Spaghetti di patate con aglio, olio e peperoncino, assolutamente gluten free, con una salsa delicata, un’ottima alternativa al classico spaghetto e il soffritto.

zuppa_ceci

Minestra di ceci al rosmarino e zafferano con gnocchi di patate affumicate: ceci in due consistenze, delicatamente insaporiti e sapientemente elaborati.

cannolo

Cannolo croccante di fave con crema di ricotta di capra e cicoria del campo croccante. Un finger food da mangiare con le mani e con tanto gusto.

Nonostante non sia né vegana né vegeteriana, trovo le sue proposte davvero golose e un buon modo per variare la solita alimentazione “onnivora”.

Voi cosa ne pensate, di queste nuove tendenze? Mentre ci pensate, io continuo a seguire gli interventi.

13 Commenti

  1. Chi l’ha detto che la cucina vegana è più sana?
    E’ sempre questione di qualità degli ingredienti primari utilizzati, se usi ingredienti vegetali del menga, posso raccontarsi tutte le favolo che vogliono.

  2. Chi l’ha detto che la cucina vegana è più sana?
    E’ sempre questione di qualità degli ingredienti primari utilizzati, se usi ingredienti vegetali del menga, possono raccontarsi tutte le favolo che vogliono.

  3. Sono d’accordo. Anche perchè è ben noto che praticamente tutti i cuochi vegani alla fine usano cose come il monossido di di idrogeno nelle loro preparazioni e non lo dichiarano neppure. Così tutti pensano di mangiare solo cose naturali…

  4. Rabbbrividisco al solo pensiero che si usino i due ingredienti appena nominati.
    Ma sono un bimbo di umyli origini, e non arrivo a tanto: mi fermo alla prima proposta, invero asai golosa, e leggo
    – polvere di mele. e mi dico “poffarre, naturale, semplice, senza alterare le proprietà degli elementi. Mica pizza e fichi, come noi onnivori; mica la mela cruda, come insegna la nonna; mica la mela passata al forno, come mangia il nonno nelle sere d’inverno. No, qui siamo al naturale e semplice, senza alterare le proprietà degli ingredienti; e la “polvere di mele” è notoriamente un prodotto naturale, che raccogliamo direttamente dagli alberi, mica passato per un processo industriale, estrazione chimica, sottoprodotto della lavorazione della pectina per marmellate. Perdincibacco, codesta è cucina naturale!”
    Dei fiori di sahura e di umeboshi posso solo pensare alla faccia del mio droghiere nel momento in cui glielo domandero’…

    • Si usa un essiccatore che non supera i 42 gradi…i due elementi sopra citati non vengono categoricamente usati nella cucina vegana sicuramente fanno parte nella tanto idolatrata cucina molecolare…un po di informazione in merito e di apertura mentale non vi farebbe male.

      • Ehm…il monossido di diidrogeno (acqua) è il soggetto di una bufala del web, mentre il cloruro di sodio è il sale da cucina…
        Ma ripeto la mia opinione: è sempre questione di qualità degli ingredienti, siano essi di origine animale che vegetale.

  5. L’ignoranza insondabile di chi professa la cucina naturale senza saper di che sta parlando è stat una volta ancora qui scientificamente dimostrata. In generale tutto ciò che ingeriamo è chimica e per la maggior parte benefico o innocuo. Così come facilmente potremmo ingerire organismi del tutto naturali come l’anisakis nel pesce crudo e non esserne troppo contenti. In generale l’ideologia acritica produce idioti ignoranti a tutte le latitudini, in tutte le culture, con maggiore o minore capacità di nuocere. La cultura in assenza di pregiudizio è l’unico antidoto agli imbecilli di qualsiasi religione o ideologia.

  6. Ma la cultura richiede tempo e sforzo.
    Soprattutto richiede spirito critico e selezione di fonti attendibili.
    Un sacco di lavoro con il rischio pure di essere escluso dal gruppo e scoprire che su Internet si postano un mare di bufale a cui ho creduto come un beota.

    No, scusate ho troppo da fare ad aggiornare il mio profilo Facebook.
    Meglio che continui a seguire il branco del vegano-crudo-naturale, posso farlo senza alzare gli occhi dallo smartphone.

    Naturalmente fino alla prossima moda…

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