Web 2.0 e gastronomia. Dissapore comprato, Gambero Rosso in Borsa, Agrodolce cambia

dissapore

È in movimento la geografia virtuale dei siti specializzati in cibo.

La notizia più clamorosa sembrava, fino all’altro ieri, l’acquisizione da parte di NetAddiction guidata da Andrea Pucci di Dissapore.com per creare un polo editoriale gastronomico con il nascituro Ifood delle Bloggalline e il rivitalizzato Spigoloso che dalle ricette passa ad occuparsi di ristoranti per non coprire l’area affidata alla squadra capitanata da Vatinee Suvimol e Monica Zacchia. Con circa 10 milioni di euro di fatturato e una riserva liquida prossima al milione di euro da investire per i nuovi progetti food, NetAddiction ha subito attirato l’attenzione degli operatori del settore. Riuscendo a superare tutti (quasi) gli steccati degli orti e orticelli dell’agone cibo-mediatico. Addirittura Luciano Pignataro si è lanciato in un aulico peana in onore dell’ex nemico “Minimo” Bernardi con la consueta dose di voltagabbanesimo che lo contraddistingue.

Ma le vere bombe, oltre alle mancate acquisizioni e agli scorpori, potrebbero diventare altre.

Città del gusto Salerno

Innanzitutto, la quotazione all’Aim, la Borsa Italiana delle Piccole e Medie Imprese, di Gambero Rosso Holding. La società guidata da Paolo Cuccia, dopo aver trasferito la sede dalla storica Città del Gusto, ha anche aperto una nuova sede a Salerno (Amministratore Delegato è Pietro Andreozzi). Gambero Rosso sta diventando sempre di più “altro” rispetto alla guida cartacea e i roadshow quindi non saranno più solo quelli del vino e dei tre bicchieri (che restano fondamentali nella strategia di business). Se avete intenzione di investire nel settore, è probabilmente l’occasione migliore per entrare nel salotto buono dell’editoria gastronomica.

Massimiliano Valente, Cernilli, Scuteri, Aloscia

E poi c’è la bomba di Massimiliano Valente. Per chi non lo conoscesse (è l’ultimo a destra in questa foto “mangereccia” di qualche anno fa pubblicata su Facebook), è l’inventore di html.it – tra le prime realtà solide del web italiano – e di Agrodolce, il sito esploso con la conduzione di Lorenza Fumelli e le abilità di SEO di un Gruppo che è stato rilevato l’estate scorsa da Triboo Media S.p.A., una delle principali aziende italiane indipendenti specializzate nella pubblicità e nell’editoria online di ultima generazione, quotata al mercato ristretto dell’Aim dove ha raccolto circa 20 milioni di euro. Una liquidità che ha consentito a Giulio Corno e Alberto Zilli, fondatori di Triboo, di fare shopping acquisendo piattaforme come Wall Street Italia, Studentville.it, Media Prime (Roba da Donne) e l’incorporazione del portale Leonardo.it.

Un fulmine a ciel sereno giustificato nel comunicato ufficiale dal desiderio di Massimiliano Valente “di seguire un diverso percorso professionale, dopo aver sostenuto e consolidato la crescita nel settore editoriale del Gruppo. Massimiliano Valente ha quindi rassegnato in data odierna le dimissioni da Consigliere di Triboo Media, mentre proseguirà l’attività di amministratore delegato nelle controllate del Gruppo sino al 31 luglio 2015 al fine di assicurare un graduale passaggio di consegne”. Anche se non specificato, Massimiliano Valente non sarà più direttore editoriale di Triboo Media (ma chi lo conosce è pronto a scommettere che non aprirà una pasticceria trozkista)

La concentrazione delle attività di editoria on line nel settore food in pochi grandi gruppi è un processo irreversibile. La stessa teoria dei blog duri e puri (pronti però a farsi sponsorizzare in cambio merce a suon di pasta e altri prodotti) è chiusa da tempo.

Al netto dei blogger e dei giornalisti che si dichiarano tali utilizzando quotidiani, radio o televisioni in cui lavorano per arrotondare, restano pochissime voci in grado di parlare liberamente di cibo.

Li avete individuati? Io, un blog ve lo segnalo. Voi ne avete?

13 Commenti

  1. Solo una spiacevole constatazione: Bonilli manca più di quanto avrei immaginato.

    E poi una domanda…ma temo non avrò risposta e quindi non la faccio, e passo alla seconda: vi eravate tanto amati o c’era più celolunghismo?

    …vabbe’ è uguale alla prima…
    ma una qualche spiegazione ce la meritavamo, dai. Come fai una mattina a capitare “qui” e “là” e leggere due classifiche per gli hamburgher di Milano uno dei post più autorevoli e di nicchia (ben fatto anche ben equilibrato nei giudizi) smembrato in due parti così, Soban di là e voi di qua, senza neanche un laconico messaggio: diluso. Molto diluso…Scatti di Gusto mi diludi:-)

  2. Salve Filippo, spero che Scatti di Gusto non ti (mi permetto il tu, posso?) diluda.

    L’esempio della classifica degli hamburger che è stata ripresa dal WSJ è un esempio di quel lavoro di squadra di cui andiamo orgogliosi. Come avrai notato c’è una firma corale, anche se un altro post come i bacari elaborato da Giulia Nekorkina (il primo) e da Silvana di Puorto (il secondo) testimonia anche l’impegno dei singoli autori.

    Non si tratta di celolunghismo, ma di visioni diverse. Come detto in questo post, il processo di concentrazione è irreversibile e i grandi gruppi si attrezzano.

    Poi ci sono i romantici che preferiscono un legno da corsa, un brigantino corsaro invece di un vascello che con il mare mosso sembra offrire meno tranquillità ma ti fa divertire di più al timone.

    I siti non sono solo contenitori, ma espressione di chi li fa. Seguiamo tutti il piacere di accontentare i nostri lettori e di conquistarne altri. Sono il bene più prezioso, ma la nostra stiva vorrebbe contenere i più attenti, i più pronti a suggerirci idee, i più veloci a segnalarci novità e tendenze.

    Anzi, scusa, la cambusa 🙂

    Mi raccomando, seguici. Scommettiamo che su questi lidi siamo in più ad assaggiare e a capirne di hamburger?

    P.S. Noi possiamo attrezzarci a fare il meglio possibile, ma non a sostituire chi non può essere sostituito.

  3. Molti citano ed esprimono nostalgia per la mancanza di Bonili, ma temo senza averlo letto attentamente.
    Bonili denunciava e soffriva per l’eccessiva frammentazione presente nel mondo della gastronomia, troppi solisti armati di tanta passione, ma senza i mezzi necessari per compiere questo lavoro in maniera adeguata, che diventavano così vittime di facili corruzioni (il pacco di pasta citato nell’articolo).

    Appoggio moralmente l’operazione, bravi! Che sia l’inizio per la costruzione di un gruppo editoriale forte ed autonomo, e come dice De Bortoli, temuto anche dai più forti.

  4. “…restano pochissime voci in grado di parlare liberamente di cibo”
    (Vincenzo Pagano)

    Chiedo a Vincenzo Pagano se posso scrivere sul suo Blog, sentendomi
    altrettanto LIBERO.
    LIBERO di esprimere il mio pensiero, libero di criticare, educatamente e civilmente, i Post che vengono pubblicati per essere discussi da tutti.
    Con Scatti di Gusto ho condiviso alcuni articoli, altri li ho criticati, anche appassionatamente.

    Con il NUOVO CORSO di Dissapore, secondo me, si apre una nuova era nel mondo dei Blog importanti a livello nazionale.
    Dissapore lascerà un grosso spazio, che prima ricopriva, per seguire una NUOVA LINEA EDITORIALE che deve, per forza, tener conto della nuova proprietà del blog.
    Finisce un’Epoca.

  5. Un Dissaporiano come me, affezionatissimo, che ha sempre trovato parole di stima e di affetto in difesa del “SUO” BLOG preferito,
    prova amarezza
    per aver saputo della vendita di Dissapore da altre fonti.
    Nemmeno un piccolo comunicato.
    Perché?

    Il NUOVO CORSO di Dissapore è GIA’ INIZIATO.
    Con dolcezza e decisione si va verso una PULIZIA ETNICA delle VOCI non “COMPATIBILI” con il NUOVO ASSETTO PROPRIETARIO.

    E’ finita un’Epoca.

  6. Giacomo Leopardi: Pensieri
    ———————————-LXXIV————————————–
    “Verso gli uomini grandi, e specialmente verso quelli in cui risplende una straordinaria virilità, il mondo è come donna.
    Non gli ammira solo, ma gli ama: perché quella loro forza l’innamora.
    Spesso, come nelle donne, l’amore verso questi tali è maggiore per conto ed in proporzione del disprezzo che essi mostrano, dei mali trattamenti che fanno, e dello stesso timore che ispirano agli uomini”
    (Attenzione a questo passaggio del Leopardi!)
    “Così Napoleone fu amatissimo dalla Francia, ed oggetto, per dir così, di culto ai soldati, che egli chiamò…CARNE da CANNONE(O MACELLO), e…….TRATTO’ come TALI” (Giacomo Leopardi)

    Massimo Bernardi come Napoleone ?
    Noi lettori/frequentatori …CARNE da Macello ?

    Sicuramente un CINICO.

  7. Gillo, parlare di pulizia etnica mi sembra un po’ eccessivo e Massimo Bernardi non mi risulta che sappia andare a cavallo.

    Quanto alla possibilità di scrivere liberamente su Scatti di Gusto, non censuriamo se non gli insulti e le critiche che sembrano immotivate.

  8. Con la morte di Stefano Bonilli è finita un’EPOCA.

    Con la vendita di Dissapore si chiude un ciclo.

    Gli scenari disegnati da Vincenzo Pagano nel post confermano quanto già la vita e la storia ci hanno insegnato:
    che i soldi sono più importanti di tutto.
    Ma rimango un inguaribile sognatore.
    Con innumerevoli delusioni accumulate negli anni.

    Auguro a Scatti di Gusto di navigare il più libero e indipendente possibile e per ancora tanto tempo.
    Anche se sarà difficile resistere alle lusinghe del denaro.

    Saluto da qui i miei amici Dissaporiani.
    Sento stima, affetto e simpatia verso molti di loro.
    Vorrei fare dei nomi, ma non mi sembra bello.
    Li ricorderò sempre.
    Gillo chiude la sua partecipazione.


    For what is a man, what has he got?
    If not himself, then he has naught.
    To say the things he truly feels;
    And not the words of one who kneels.
    The record shows I took the blows –
    And did it my way!

  9. Le lusinghe del denaro, le lusinghe della libertà… Chi può dire quale lusinga sia più seducente? La seconda che hai detto per Gillo e tanti altri! L’importante è essere in buona compagnia.

  10. vabbè a parte le vicende di chi vende e a chi che secondo me fanno bene senza tante menate dei soldi,libertà e vaccate varie …. mi sono immersa nel sito del blog segnalato da vincenzo, quello premiato come blog dell’anno.

    beh , non so se avete notato l’estetica della presentazione dei piatti….
    fine di un’epoca della presentazione maniacale ?
    io dico di si.
    vince il casereccio estremo …
    meditate chef meditate 😉

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