Trabant Bar Roma

Come si dice in questi casi, riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Gentilissimi,

con la presente tengo a comunicare la conclusione del mio rapporto di lavoro con Trabant Bar. Tengo altresì a specificare che da contratto mio mandato era solo ed esclusivamente quello dell’organizzazione della serata stampa del trascorso venerdì 8 maggio. Eventuali casi ulteriori occorsi non sono pertanto di mia pertinenza e responsabilità.

Non ho dunque più alcuna forma legale di legame con loro, e colgo l’occasione per dissociarmi pienamente da talune espressioni ingiuriose e offensive rivolte alla menzionata categoria dei “food blogger” comparse sulla pagina Facebook del locale.

A presto, i miei più cari saluti; fl

La storia, se non la conoscete, ve la riassumo.

Trabant Bar è un locale aperto da più di un anno in piazzale Prenestino.

Hanno parlato del Trabant Bar alcuni media on line che hanno raccolto una nota stampa. Eccoli in ordine casuale.

Doctor Wine
Senzapanna
Corriere
Puntarella Rossa

Roma Trabant Bar

Non si tratta di recensioni. Sembrerebbero segnalazioni del “nuovo riferimento gastronomico dei quartieri Prenestino e Pigneto, storici luoghi della movida capitolina”.

Ma, evidentemente, i soci avevano voglia di far conoscere e valutare il locale da quanti più operatori del settore e quindi si sono affidati a un professionista che ha invitato la “Stampa”.

Per “Stampa”, al tempo del web 2.0, non si intende più sovieticamente i soli giornalisti tesserinomuniti. L’area di interesse è allargata agli influencer e ai blogger. Ritenuti indispensabili per generare un messaggio virale.

La serata al Trabant Bar si può iscrivere al genere epic fail. Forse al locale non si aspettavano che il professionista incaricato avesse la capacità di far affluire tante persone e sono andati in panne (i più smaliziati del mondo motori non si sono però sorpresi – è una battuta).

Il fatto però è davvero singolare: se ingaggi qualcuno per un lavoro di “chiamata alle armi”, speri che centri il bersaglio.

Giulia Nekorkina ha preso atto di questa “divergenza di intenti” e ha raccontato un flashback. Ha le carte per farlo e non solo perché è Russa (e l’uomo, o la donna, che morde il cane fa notizia).

polpette

Quella del Trabant Bar non è una recensione perché il cibo non si è visto se non di sfuggita (e comunque l’accenno c’è per quello che si è visto in foto). Lo testimonia efficacemente Giuseppe Grifeo di Partanna che ha registrato con puntualità da cronista scafato orario di ingresso e di servizio.

Non l’hanno presa bene al Trabant Bar. Loro lavorano. Mentre gli altri giocano alla mafietta. Di cui sono complici e finanziatori, evidentemente.

Forse non hanno compreso che il rispetto del lavoro deve essere reciproco. Tu mi inviti, ma mi fai perdere tempo. Mi inviti perché vuoi i miei servizi, cioè vuoi farti conoscere da 20 o 20 mila lettori poco importa.

polpette Trabant Bar

Hai messo insieme tante persone, dici, che non riesci a seguire nemmeno lontanamente e poi spari a zero su chi avrebbe mangiato gratis (in realtà, non ci è nemmeno riuscito).

Abbiamo sempre sostenuto che il valore di un pranzo, di un piatto o di una cena non è il costo, ma la capacità di ricercare e preparare. Allo stesso modo, il valore di un articolo o di un post non è il costo delle righe che sviluppa.

Siamo, quindi, in presenza di uno scambio di prestazioni lavorative.

Per questo fanno ridere gli interventi di alcune miglioriste del web gastronomico, le cosiddette pure e dure che si sono inserite nella discussione su Facebook a gamba tesa. Sono amatoriali quindi il loro giudizio è obiettivo: infatti, accettano e spadellano prodotti per farli conoscere ai loro fan, viaggiano con biglietti pagati da altri, dormono in alberghi messi a disposizione da organizzatori di eventi. Ma sono eroine perché devono conciliare il loro “vero” lavoro – casomai da dipendente pubblico – che le sostiene postando recensioni immacolate e preparando ricette che fanno wow di notte. Comprendiamo lo strazio e la loro necessità di diventare sputasentenze (senza nemmeno essere andate al Trabant Bar, ovvio).

La policy non scritta dei recensori con volto e nome (mica siamo TripAdvisor) sarebbe quella di evitare di scrivere quando le cose non vanno bene. Potresti essere incappato nella serata storta.

E poi non dire che l’invito era riservato alla “Stampa”. Traggedia. Ma secondo voi, il fatto che 10 o 50 persone siano lì per un motivo preciso poi disatteso è un’attenuante o un’aggravante?

Trabant bar chili

Forse c’è da rivedere il concetto di narrazione del cibo. Senza pappette, ovvio.

Lo penso soprattutto se dobbiamo prendere in considerazione il decalogo che un’operatrice del settore rivolge in maniera sofferta agli uffici stampa il cui lavoro conosce bene avendo già attraversato tutte le stagioni e i ruoli dello scrivere e del parlare.

Eccolo:

Però bisogna anche essere costruttivi con gli addetti stampa, basta lamentarsi. Ecco un utile decalogo per non far innervosire il povero redattore:
1. Evita tutti gli aggettivi tipo caro/a o Gentile o Egregio/a (peggio mi sento)
2. Evita appellativi generici come blogger, foodblogger, giornalista, redattore, direttore
2. Se ti scappa l’aggettivo, evita di inserire il nome di persona per far vedere che la mail è proprio per noi. Lo sappiamo di essere parte di una lunga lista.
3. Se proprio vuoi inserire il nome, non sbagliarlo con Lorenzo, Fiorenza, Lorena
4. Utilizza un semplice buongiorno. Basta e avanza
5. Scrivi un oggetto chiaro e comprensibile nella mail
6. Dopo il buongiorno, scrivi in pochissime righe il motivo del comunicato. Poi allega o inserisci il testo esteso.
7. Se si tratta di un evento, non dimenticare di evidenziare location e date
8. Evita frasi fatte perché non colpiscono l’attenzione di chi legge
9. Cerca di essere conciso
10. Inserisci foto se si tratta di un locale.

Trabant autobild

Ok, sono undici, nessuno è perfetto (e poi una lista di 10 è meglio di una di 11).

Ma la domanda è un’altra: meglio far sapere che in un locale qualcosa non va sempre o tacere per sempre? Modello pietra tombale o motore completamente fuso?

[Immagini: Facebook Trabant Bar, kbphotoart]