Quanto costa la burocrazia per aprire un ristorante

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Quanta burocrazia, quanto tempo e quanti soldi ci vogliono per aprire un ristorante nel nostro Paese? Lo ha svelato la Stampa in un’inchiesta di Francesco Margiocco, che ha messo a confronto le esperienze di due imprenditori della ristorazione: Giovanni Vivarelli e Fabio Gnech.  Il primo, sessantenne genovese, vuole aprire un locale nella sua città insieme al figlio Daniele; il secondo, quarantenne di Cuneo, è titolare di un ristorante al centro di Nizza.

In termini di tempo il confronto è impietoso: in Italia occorrono circa 60 giorni per districarsi nel labirinto burocratico di carte, permessi, iscrizioni e gabelle richieste.

A chi apre un ristorante in Francia, invece, bastano circa 14 giorni dalla costituzione della società all’apertura del locale.

E se in termini di costi la differenza è tutto sommato trascurabile (la Stampa stima che in Italia servano almeno 8437 € a fronte dei 7750 della Francia), il cumulo degli adempimenti burocratici penalizza ancora una volta il nostro Paese.

Ma cosa serve per aprire un ristorante in una delle nostre città? Prima di tutto bisogna costituire di fronte al notaio una società, normalmente una S.n.c., che gestirà il locale.

Il costo per questo step è stimato intorno ai 1500 €. Poi la società dovrà iscriversi alla Camera di commercio, all’Inps e all’Inail e prendere un commercialista per gestire la contabilità. E con questo partono altri 2000 €, ma stavolta all’anno. Si aggiungono i costi per il progetto del locale con annessa parcella del geometra, secondo la Stampa ancora 2000 €. Bisogna subito iscrivere l’attività all’Amiu, per il calcolo della Tari. Non costa niente, ma fa perdere tempo ed è anche inutile perché sono dati che il Comune possiede già. Ma va fatto.

nizza

Costa, invece 400 € circa la Verifica dei requisiti ambientali come la metratura, la presenza di una toilette, i pavimenti lavabili. Titolari e dipendenti, poi, devono obbligatoriamente seguire un corso di formazione per ottenere il certificato Haccp per la sicurezza alimentare (60 € per il corso e 30 per il manuale), da rinnovare ogni 5 anni. Il Certificato di prevenzione, protezione, antincendio e pronto soccorso, invece, è obbligatorio solo per il titolare, costa 280 € e va rinnovato ogni 3 anni.

Si può finalmente aprire il locale? Neanche per sogno, perché è proprio ora, esauriti gli step fondamentali, che davanti all’aspirante ristoratore si apre il baratro della minuzia burocratica.

Come l’iscrizione al Conai, Consorzio imballaggi che si prende un obolo di 5,16 € e se per caso il ristorante vende alcolici (come tutti) bisogna comunicarlo all’Agenzia delle dogane per la vendita degli alcolici (16 €), anche se è già stato comunicato al Comune quando è stato presentato il progetto.

genova

Per mettere un’insegna, invece, è necessario prima di tutto chiedere il parere della Sovrintendenza (300 euro), poi presentare domanda al Comune (19 €) e infine pagare un canone annuo di 90 €. E chi vuole attrezzare il locale con una radio o un lettore cd, deve mettere in conto altri 250 € annui da versare alla SIAE, 50 alla Società consortile fonografi e 407 di canone Rai.

La domanda al comune per un dehor costa circa 400 €, e se il locale ha un biliardino bisogna versare 600 € all’anno all’Agenzia delle dogane, che diventano 1000 per un flipper e 3.800 per un biliardo.

Ora e solo ora il locale di Vivarelli può finalmente aprire i battenti.

Ma com’è andata nel frattempo al signor Gnech a Nizza? Ha costituito la società, ha preso un commercialista per la contabilità e se il suo locale è a norma ha ottenuto il certificato Haccp senza fare corsi (che in ogni caso in Francia sono pagati dallo Stato). Fin qui ha speso 3000 €.

tavola ristorante

Altri 2000 € se ne sono andati per il progetto del ristorante e la direzione dei lavori, altrettanti per far esaminare il contratto d’affitto da un avvocato (ma è facoltativo) e 400 per la verifica dei requisiti ambientali e igienici. La licenza per gli alcolici varia a seconda delle bevande e degli orari di vendita e solo quella che consente di vendere qualsiasi tipo di alcolico a qualsiasi ora è a pagamento (300 €). L’equivalente della Siae in Francia costa 50 €.

Dopo soli 14 giorni e con 687 € in più in tasca, Gnech è pronto a ricevere i suoi clienti. A Nizza, però.

Mi verrebbe da chiedervi se avete impiegato meno di 60 giorni per aprire il vostro ristorante. Posso?

[Link: l’inchiesta de la Stampa Immagini: Global labour research center, lachamade.com, misadventureswithandi.com, Università di Genova]

2 Commenti

  1. Forse non ho capito bene:
    “E chi vuole attrezzare il locale con una radio o un lettore cd, deve mettere in conto altri 250 € annui da versare alla SIAE, 50 alla Società consortile fonografi e 407 di canone Rai.”
    Ma è un pacchetto unico? O se voglio mettere solo un lettore CD e due casse (No Radio) devo pagare comunque 250+50+407?

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