Dopo gourmet e verace arriva la pizza di Gualtiero Marchesi

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Gualtiero Marchesi

Mettiamola così: per quanto io mi possa ritenere una persona moderatamente attiva, presente, con qualche idea, con delle iniziative, ecco, quando incrocio Gualtiero Marchesi, di persona o in qualsiasi altra circostanza, mi sento immediatamente un bradipo.

Era successo già qualche decina d’anni fa, con una serie di prodotti gastronomici confezionati con il suo nome; e poi chiude il ristorante a Milano, lo apre a Erbusco, ora fonda l’Alma a Colorno, ora va via da Erbusco, ora fa l’Accademia Marchesi… Ora si inventa un formato di pasta in collaborazione con Carla Latini, che con la famiglia Stoppani ha ideato una nuova linea di pasta, 600.27. Della quale fanno parte i Trucioli di Gualtiero Marchesi, proprio come quelli del legno: una specie di conchiglia aperta, liscia, bianca, ottima tenuta.

E si poteva fermare qui? No, certo: eccolo partire alla carica della pizza, durante un’intervista radiofonica a Roberto Esse su Radio Club 91.

Prima, qualche battuta (“La pubblicità alle patatine? Non accetterei mai, anche se l’ha fatto Cracco; ognuno fa le sue scelte e i soldi incidono molto sulle decisioni”), e una notizia: il suo Marchesino, in piazza della Scala a Milano, è diventato Marchesi, anche per difendere il nome, il “brand”, minacciato a suo dire dalla pasticceria Marchesi aperta in questi giorni in Montenapoleone (in realtà, anche il marchio Pasticceria Marchesi è storico, risale al 1834).

pizza burrata Davide Civitiello

E di fronte a una domanda se anche lui abbia mai firmato una pizza, l’anticipazione, sommaria ma gustosa proprio come una pizza: Marchesi sta per firmare una pizza, anzi una sua linea di pizze, che a questo punto, secondo noi, non si potranno più definire gourmet, né evidentemente napoletane: saranno qualcos’altro, sicuramente, saranno delle “pizze Marchesi” e basta.

E basta anche con l’invasione (oh, ben vengano, per carità…) di pizzaioli napoletani a Milano: avremo il capoluogo partenopeo invaso da pizzaioli meneghini con le loro pizze “alla Gualtiero”…

Instancabile, infaticabile, Gualtiero Marchesi. Scommettiamo che intanto che io avrò riletto questo articolo, starà già pensando a un hamburger alla Richard Estes avvolto in foglia d’oro…?

3 Commenti

  1. Non so cosa abbia detto Gualtiero Marchesi alla radio a proposito della pasticceria comprata da Prada e che ha il suo nome (nell’insegna).
    Se guardate l’insegna…è sparita “PASTICCERIA” ed è rimasto in evidenza …soltanto…MARCHESI.
    Avrà un senso questo …piccolo…cambiamento?
    .
    Perché il diavolo veste Prada
    Perché i MARCHI valgono più, ma molto di più, di quello che rappresentano
    Perché Prada ha acquistato un MARCHIO, più che una pasticceria
    Perché quel Marchio ora è…MARCHESI
    .
    Peché il diavolo (si) veste di SEDUZIONE…attraverso un Marchio.
    .
    PS
    Per me, G. Marchesi resta il numero 1.
    Il grande innovatore della cucina italiana.
    Sulla scia della Nouvelle Cuisine, l’altra grande svolta nella storia della cucina, dimenticata dai blog(perché non ne parlano mai?Chidetevelo)
    Sempre gli ho espresso stima, quando è stato attaccato.
    Un grande MILANESE.
    Aspetto con curiosità la sua pizza.
    Più volte ho invitato un altro grande, Massari, a cimentarsi con la pizza napoletana.
    E’ probabile che G. Marchesi, come dicevi, cercherà d’interpretarla a modo suo.
    Vedremo.

  2. Miracolo! Evvivaddio! Il Maestro si è finalmente accorto di un piatto importante della grande cucina italiana;spero che l’iniziativa contribuisca al riconoscimento del valore della pizza nella nostra cultura alimentare.

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