Buone o famose: i criteri per scegliere la migliore pizza esistono?

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pizza taglio

Meglio mangiare una pizza buona o una pizza famosa fatta da un pizzaiolo conosciuto?

Un pizzaiolo famoso dovrebbe fare una pizza buona. E una pizza buona dovrebbe rendere famoso il pizzaiolo che la fa.

Semplice.

Ma al tempo del web 2.0 non è così.

La televisione – generalista – preferisce rifarsi al folclore con un occhio all’auditel (che è cosa più larga degli accessi di un sito almeno ad ora)

Su internet le classifiche spesso spopolano a colpi di accessi costruiti sulla notorietà che può essere indipendente dalla bontà.

Le guide ne rifuggono e mantengono un loro aplomb evitando di mischiarsi alla cagnara internettiana. Che nel genere pop della pizza e delle osterie è un po’ come giocare agli snob.

pizzaioli Capuano Iorio Civitiello

Prendiamo la guida alle pizzerie d’Italia del Gambero Rosso appena sfornata. Nei tre spicchi, cioè nell’eccellenza, di quella napoletana mancano le pizzerie di Davide Civitiello e di Teresa Iorio, campioni del mondo della STG che sta per Specialità Tradizionale Garantita. Cioè la pizza – pizza per capirci. Hanno vinto in un confronto serrato con centinaia di altri pizzaioli e sono stati giudicati da giurie allargate.

Simone FortunatoFerdinando De Giulio Davide Civitiello

Manca anche un Simone Fortunato della pizzeria Diaz. O un Ferdinando De Giulio per la pizza fritta, ad esempio.

Com’è possibile?

Mistero. Forse gioca a sfavore che da ieri (sera) sono anche più famosi. Hanno tenuto banco a Porta a Porta spiegando cos’è la pizza (qui avete la puntata integrale).

E c’è stato anche un collegamento esterno con Vincenzo Capuano, il pizzaiolo delle mille lire che assomiglia a Verdi, che ha suonato la pizza insieme a Tullio de Piscopo come avevamo anticipato qualche giorno fa. Manca anche lui.

Teresa Iorio al banco Vincenzo Capuano pizzaiolo

Suonate le campane. La pizza deve essere buona (e non bruciata, ve lo spiega anche Enzo Coccia) perché diventi famosa con il suo pizzaiolo. O la sua pizzaiola.

Magno Iorio Capuano pizzaGiovanni Magno Alessandro Izzo pizzaiolo Palazzo PetrucciCarlo Sammarco pizzaioloGennaro Piccolo

E per dirlo la pizza va assaggiata. Vanno assaggiati gli Izzo, i Piccolo, i Sammarco, i Rossi d’Italia. Non importa se quando il pizzaiolo era sconosciuto o se è diventato famoso come Gino Sorbillo.

Sorbillo-pizza-Gambero-Rosso

Che, pensate un po’, era detestato per la sua mania di scrivere una frase sulle pizze quando accadeva qualcosa.

Vincenzo Pagano pizza

Voi cosa scegliete: pizza buona o pizza famosa? Vi affidate alle guide, a internet o alla televisione?

10 Commenti

  1. Una partita persa in partenza. Bisogna essere star. Solo che troppo spesso le star sono quelli che scrivono, presentano, recensiscono.
    W la pizza buona!

  2. A caldo: è un ottimo articolo.
    Ci sono pochi concetti sui quali voglio ancora soffermarmi.
    Molti, invece, sono le opinioni che condivido.
    Mi fermo qui, per il momento

  3. Molte, invece, sono…
    .
    Sicuramente ha dei limiti come tutte le cose del mondo, ma Scatti di Gusto è il Blog che più di tutti dedica articoli alla Pizza.
    Potremmo dire che è la sua specializzazione.
    Anche per me la Pizza è una passione sincera.
    E apprezzo molto SdG perché siamo LIBERI di Esprimere le nostre opinioni sulla pizza, senza censure.
    Grazie, ancora.

  4. Posso anche condividere le idee, ma un’articolo fatto così è una pubblicità anche poco nascosta a Rosso Pomodoro.
    Si fa così il buon giornalismo?

    • Vediamo.
      C’è una guida che stabilisce i tre spicchi.
      C’è un campionato mondiale con due campioni mondiali 2013 e 2015 che non rientrano al top della guida.
      C’è una trasmissione abbastanza seguita e generalista che ha toni positivi sulla pizza cui partecipano i due campioni più 3 pizzaioli per l’abilità e un altro in contributo esterno.
      In trasmissione quindi vanno 5 pizzaioli e 1 è all’esterno con de Piscopo: 2 sono di Rossopomodoro.
      Nell’articolo sono esemplificati alcuni giovani come Alessandro Izzo (Palazzo Petrucci) e Carlo Sammarco (La Cantina dei Mille) o realtà consolidate come De Giulio.
      Quindi è pubblicità per Rossopomodoro: può chiamare Bruno Vespa e chiedergli come funziona questa cosa?
      Poi scriviamo a 4 mani 🙂

  5. Ribadisco quanto detto da Luca, sicuramente buona!
    Per la scelta però difficile provare tutte le pizzerie e quindi leggendo classifiche, recensioni, commenti si sceglie e poi non resta che la prova sul campo.
    Per la pizza al taglio invece la scelta è più facile: profumi, forme e colori delle pizze/teglie esposte possono farci capire già molto e spesso mi capita di entrare ed uscire a mani vuote.

  6. Bisogna andare alla ricerca di una buona pizza….. molto spesso essere famosi non è sinonimo di qualita, qui a Napoli ci sono molti pizzaioli bravi ma poco famosi perche nn conoscono il giusto santo.poi ci sono gli showman che ogni occasione è buona per mettersi in mostra vantandosi maestri quando di maestria ne hanno poca.

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