Nutella mette sui barattoli 135 frasi dialettali d’Italia e voi (non) resisterete

Tempo di lettura: 5 minuti

etichette Nutella

Daje, figo neh, jamme jà: ora tutta l’Italia ha il suo buongiorno personalizzato. Dopo la colazione record dell’ultimo Nutella Day, dalla Ferrero arrivano le Dialettichette: sui barattoli della Nutella, da oggi in poi, ci saranno le più tipiche espressioni regionali, riunite da un gruppo di esperti linguisti che hanno realizzato addirittura il Manuale Linguistico dell’Entusiasmo.

Il progetto ha diviso l’Italia in 16 differenti aree linguistiche e selezionato 135 espressioni dialettali, diventate tutte etichette da applicare al vasetto di Nutella.

Che ora voi potete scegliere. Eccole:

1) Aosta

Nutella-area-1

  • Poudzo!: (pollice) tipico saluto valdostano, alzando il pollice della mano destra;
  • Bondzor: buongiorno e bonjour;
  • Chavvo: “ciao” nella versione patois, lingua locale valdostana.
  • Dabon?!: “davvero?!”
  • Adon?: “allora?” – “come ti vanno le cose?”
  • Tot amoddo?: “tutto bene?”
  • Salut: “ciao”

2) Genova, Savona, Imperia, La Spezia

Nutella-area-2

  • Scialla: “allegri, evviva”; viene dall’arabo “washa Allah” (e sia gloria a Dio). No, non ha legami con l’italiano giovanile “scialla”;
  • Dagghe!: “dacci dentro”;
  • Ova!: “evviva”, dialetto arcaico, solo alcuni lo conoscono e lo usano ancora;
  • Oh ninin!: “fanciullo/a”, voce tipicamente infantile con ripetizione di sillaba e un diminutivo che esprime tenerezza;
  • Comn’a va?: “come va?”;

3) Udine, Pordenone

  • Bundì: “buongiorno”
  • Dai po!: “forza” – “dai!”, espressione incoraggiante (che di prima mattina è quel che serve, tra l’altro);
  • Sù mo!: come sopra;
  • Biel et bon: “bello e buono”;
  • Ninìn: “carino” – “grazioso”;
  • Figòt: “coccolo”, detto di ciò che si fa coccolare, vezzeggiare, carezzare, che ispira tenerezza e affetto;
  • Ce maravee!: “che meraviglia!”;
  • Pulît: “come si deve”;
  • Une robone: espressione che si riferisce a una cosa bella, attraente, una gran cosa;

4) Lecce, Brindisi

  • Bbonasorta: “buona sorte”, corrisponde – nell’uso – a “grazie”, ma sottintende un augurio di felicità e fortuna;
  • Beddha mia: “bella mia”, vocativo rivolto alla propria amata, ma usato anche per rivolgersi ad amiche o addirittura sconosciute alle quali si vuol mostrare un atteggiamento benevolo;
  • Beddhu meu: come sopra, ma al maschile;
  • Ci te zziccu!: “se ti acchiappo”, minaccia bonaria e ammiccante;
  • Jat’a ttie!: “beato te”, espressione di ammirazione, anche con intento ironico;
  • Ddiscitate!: “svegliati”;
  • Zzica bonu!: “comincia bene”;
  • Scìamu me’!: “andiamo(cene) su!”, comune forma di sollecitazione a partire o a intraprendere un’attività;
  • Me prèsciu: “mi rallegro”;

5) Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra, Oblia-Tempio

  • Ajò!: “dai”;
  • Salude”: “salute”;
  • Eja: “sì”;
  • Stravanau!: indica qualcosa di eccezionale in senso positivo;
  • Ispantu!: “sorpresa”;
  • Coro meu!: “cuore mio”;
  • Ite bellu: “che bello”;
  • Sienda mia: “tesoro mio”;
  • Prenda mia: “perla mia”, parola di origine catalano-castigliana.

6) Torino, Cuneo, Asti, Alessandria, Biella, Vercelli

Nutella-area-6

  • Neh?!: particella che si usa per chiudere le domande retoriche che prevedono una risposta affermativa;
  • Curage!: “coraggio”;
  • Dabùn!: “davvero!?”;
  • Pròpi bun-a!: “propio buona”;
  • Cerea: “buon giorno”, formula di saluto che ancora impiegano coloro che usano il piemontese in modo corretto;
  • Cum a l’è?: “come va?”;
  • Bela masnà: “bel fanciullo” (anche al femminile);
  • Anduma: “andiamo!”, esortativo;
  • Bel döit: “bel garbo”.

7) Milano, Novara, Pavia, Cremona, Mantova, Brescia, Bergamo, Varese, Sondrio, Verbano-Cusio-Ossola, Como, Lodi, Monza e Brianza, Lecco

Nutella-area-7

  • Uelà: incitazione dialettale usata colloquialmente in tutta la Lombardia;
  • Taaac!: esclamazione che può essere avvicinata alla parola legata a un rumore provocato dallo scatto di qualcosa;
  • Bun di: “buon giorno”;
  • ‘Nem: “andiamo”;
  • Ficeù: “fanciullo”;
  • Alùra?: “allora?” – “che si fa?”;
  • Cum te stet?: “come stai?”.

8) Venezia, Padova, Vicenza, Verona, Trento, Treviso, Belluno, Trieste, Gorizia, Rovigo

Nutella-area-8

  • Alegressa: “allegria”;
  • Ben sveja: espressione per dare non solo la sveglia, ma anche la carica per affrontare la giornata;
  • Ostregheta: “perbacco!”;
  • Femo festa!: “facciamo festa!”;
  • Come xea?: “come va?”
  • Bisù: tratto dal francese bijoux, esprime qualcosa di grazioso.

9) Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro e Urbino, Massa-Carrara, Ancona

  • T’è fat ben!: “hai fatto bene!”;
  • Bån dé: “buon dì”;
  • Cum vala?: “come va?”;
  • Mo da bån?: “ma davvero?”, si usa per esprimere incredulità;
  • Tóla su dólsa: “prendila dolcemente”;
  • La mi stëla: “la mia stella”;
  • E’mi babì: “il mio bambino”;
  • Nit ma chì!: “venite qui!”;
  • Co’ dit?: “cosa dici?”;
  • Bon’óra!: “andare con auguri di prosperità”.

10) Firenze, Pistoia, Livorno, Lucca, Arezzo, Siena, Grosseto, Perugia, Prato

Nutella-area-10

  • Ganzo!: comunissimo a Firenze, esprime ammirazione verso cose, situazioni o persone;
  • Ovvìa: utilizzabile sia per sollecitare un’azione, che per manifestare esasperazione verso un comportamento non gradito;
  • Alla grazia: esprime stupore davanti a manifestazioni di abbondanza;
  • Alò!: “andiamo”;
  • Che bigiù!: “delizioso”;
  • Eddìe!: “capirai!”;
  • Bòna!: saluto confidenziale;
  • Giùe: “come alla grazia”.

11) Roma, Viterbo, Latina

Nutella-area-11

  • Dàje: “dai”;
  • Anvédi: “ma guarda!”;
  • Ammàppelo!: “accidenti”, esprime meraviglia;
  • J’ammòlla: “gli dà giù”;
  • Arzàmose: “alziamoci”;
  • Svéjete: “svegliati”;
  • Ah bbéllo!: “ehi, tu!”;
  • Ah bbélla!: come sopra;
  • Ndó vai?: “dove vai?”;
  • Ah regazzì: “ehi, ragazzino!”;

12) Macerata, Fermo, Rieti, Terni, L’Aquila, Frosinone

  • Aìnate: “sbrigati”;
  • Cala pó jó: “vieni un po’ giù”;
  • èssolu: “eccolo qui”;
  • C’arzàmo?: “ci alziamo?”;
  • Ce svejémo?: “ci svegliamo?”;
  • Vardasci: “ehi, ragazzi!”;
  • A bbardascé: “ehi, ragazzina!”;
  • Cóccu méu!: “bello mio”;
  • Cóccu mia!: “bella mia”;

13) Ascoli Piceno, Teramo, Pescara, Chieti

  • èssele: “eccolo qui”;
  • Jame!: “andiamo”;
  • Arevìjjete!: “svegliati!”;
  • Bbongiórno: “buon giorno”;
  • Stai buóne?: “stai bene?”;
  • Stié bbóne?: “stai bene?”;
  • Mamma sé!: “mamma sua”;
  • Oh frechì!: “ehi, ragazzino”;
  • Ué, quatrà: “ehi, ragazzo”;
  • Arusta furia: “mi piace molto”.

14) Napoli, Caserta, Benevento, Avellino, Salerno, Isernia, Campobasso, Potenza

Nutella-area-14

  • ‘Uaglió: “ragazzo!”, una delle perle del napoletano;
  • Jamm’bbèll’: “andiamo, su!”;
  • Muvìmm’c’!: “muoviamoci”;
  • Comm’staje?: “come stai?”;
  • Oi nì!: “ehi, piccolo!”;
  • Uhé picceré: ehi, piccolina!”;
  • Uhé, uhé: “ehi”;
  • E vir’ tu: “certamente”.

15) Bari, Foggia, Taranto, Matera, Barletta-Andria-Trani

  • C’vvù fè?: “che vuoi fare?”;
  • Revìgghiete!: “svegliati!”;
  • Sciam’ bun’?: “andiamo bene?”;
  • Stai bbun’?: “stai bene?”;
  • N’alezàme?: “ci alziamo?”;
  • Discetìscete: “svegliati”;
  • Uh, cumbà: “ehi, compare”;
  • Criatù: “ehi, bambino/a/i”;
  • U m’nì: “ehi, piccolino/a/i”;
  • V’nit’ddò!: “venite qui!”.

16) Palermo, Trapani, Agrigento, Enna, Caltanissetta, Catania, Siragusa, Ragusa, Messina, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Catanzaro, Crotone, Cosenza

Nutella-area-16

  • Arricrìati: “divertiti”;
  • Chi dici?: “cosa dici?”;
  • Agghiurnàu: “è fatto giorno”;
  • Ciatu miu: “mio respiro”;
  • Curò: “cuore”-“caro”;
  • Cumpà: “ehi, amico mio”;
  • ‘Mbare: vale come “cumpà”;
  • Biddizza: “bellezza”, appellativo e nomignolo affettivo;
  • Scjàlati: “gòditela”;
  • Cchi lustru!: “che luce!”.

Nutella Vincenzo

Ora sono curiosa di sapere da dove mi leggete e quale “espressione” volete trovare la mattina sul barattolo di Nutella quando fate colazione.

Perché voi fate colazione con la Nutella, non vi bastava l’etichetta con il nome e siete d’accordo sulle aree linguistiche delle dilattichette, vero?

17 Commenti

  1. In friulano si dice biel e bon e non biel et bon. Il significato di figot poi sta tra lezioso, smanceroso, schizzinoso, viziato e piagnone.

  2. 1
    Amate o non amate i dialetti? Bisogna partire da qui: io amo i dialetti, alcuni di più, ed alcuni li ho apprezzati di più conoscendoli.
    Perché, diciamocelo, noi Italiani abbiamo simpatie ed antipatie a livello regionale, tra le provincie della stessa regione e tra i comuni della stessa provincia.
    Ed anche sul dialetto ci dividiamo.
    2
    Vi piace la Nutella? O no?
    Io non sono un consumatore di creme al cioccolato e nocciola, ma sto con Nutella , senza se e senza ma.
    3
    Nutella, lo sapete, è uno dei 10 nemici da abbattere dei blog(gli altri nove li conoscete)
    (e ne conoscete anche il motivo: oppure chiedetelo al Fatto Alimentare).
    4
    La scelta di Nutella di affiancare frasi dialettali è un’idea come un’altra per pubblicizzare il prodotto.E non è brutta.
    Sempre se vi piacciono i dialetti.
    .
    Conclusioni:
    Per me Venezia senza Veneziani e senza Veneziani che parlano in dialetto è…un museo senza vita.
    .
    Per me, La Ferrero ha gli stessi meriti di MacDonald:
    due colossi…”DEMOCRATICI”… che rendono felici milioni di bambini di tutti il mondo.
    Mentre ALTRI sono QUELLI CHE creano distanze abissali tra i bambini SUL CIBO.
    Per certi versi CHI contribuisce a rendere sempre meno accessibile il CIBO,
    come ha fatto SF in questi 20 anni,
    non merita considerazione.
    .
    PS
    AREA 15
    .
    “Come Sciame?” “Auandanne auandanne””
    Come andiamo? Così, così.

    “Ce se disce?”…. .”Ca le sarde se mangene l’alísce!”
    “Cosa mi racconti?” “Che le sarde si mangiano le alici!” (Nulla di particolare)
    .
    “Ué chernute”
    .
    “Va à scazze le rizze ch u cule”
    “Va’ a schiacciare i ricci (di mare) col sedere”

    • “Ce se mange iòsce? Madonne ce ccròsce!”
      (Che si mangia oggi? Madonna che croce!).
      E’ anche il titolo di un libro:
      “Le tradizioni gastronomiche baresi raccontate da un buongustaio”
      Autore: Signorile Vito

  3. DAL WEB.
    .
    ornella
    “Ce se mange iose? Quando si trova la risposta a questa domanda, sembrano risolti tutti i problemi! 😀
    Ma anche “ce sì mangiat iosce?” implica affetto e attenzione per come si è trascorsa la giornata.
    Oppure “ce vulit mangià iosce?” equivale a dimostrare il proprio amore per chi siederà alla nostra tavola.
    Insomma da noi il cibo è parte integrante della vita quotidiana.
    In verità pure della morte.;) C’è l’usanza infatti, a cura dei pareti o degli amici più stretti, a conclusione delle onoranze funebri, di offrire ai congiunti del defunto un pranzo o una cena, detta cònzolo, conzuél,o cuénzo. 🙂
    Delizioso il libro di Signorile… come la cucina barese e pugliese tutta”.(dal web)
    .
    (Ornella è Ornella Mirelli Grande Conoscitrice delle Tradizioni Baresi, Tarantine e Pugliesi con il suo blog Ammodomio.
    Ornella M scrive anche su Scatti di Gusto)
    .
    Subito dopo una lettrice barese aggiunge:
    nuova
    “a casa mia vanno oltre. dopo cena arriva puntuale la domanda: “ce s mang cre?” (che si mangia domani?)”(dal web)

  4. Daiiii! Ma nel dialetto toscano non hanno messo nemmeno un “deh” (boia deh, maiale deh…), un “gao” (alla pisana) o un “bao” (alla lucchese)?!?!?!

  5. Riguardo al Genovese..
    Ova
    e
    Scialla
    ..non le si trovano nemmeno nelle canzoni,volutamente ricercate
    di De Andre’ 🙂

    Aggiungete semplicemente “Adescite” (Svegliati) !
    Oppure
    semplicemente a Genova Buongiorno..
    e’ “Bun-Giurnu”

  6. UNA COSA SOLA SULLA diatriba..DIALETTI O..LINGUE…

    I DIALETTI..COSIDETTI…SONO PIU’ ANTICH DELL’ITALIANO..
    QUINDI…”LINGUE” TUTTE!

    Perche se scrivo….

    “Mi so’ asè sa sa’ al’e’ asè pe’ saa a saasissa”…
    (Io non so’ se il sale e’ abbastanza per salare la salciccia)
    …cosa ci azzecca con l’italiano.
    Senza considerare poi le innumerevoli parole dalla radice araba o
    o francese del Genovese.

    Mandillu-Fazzoletto (dall’Arabo -Madil)
    Gabibbo – Straniero (dall’Arabo Habib (Uomo-Arabo))
    Tirabusciun-Cavatappi (Francese)
    Articiocca-Carciofo (Francese)

  7. L’idea è carina e anche la réclame, nonostante io pensi che ci siano tante creme alla nocciola di gran lunga superiori alla nutella. L’unica cosa è che le parole scritte in napoletano sono scritte proprio male. Ué! Jammo bello! Muvimmoce! Comme staje? Ma anche scétate o scìtate! E vivendo in toscana non posso che essere d’accordo per il dé!
    Saluti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui