pizza Enzo Coccia a Kiev

La pizza napoletana viaggia sempre più veloce nel mondo. È di ieri la notizia che #pizzaUnesco porta a casa altre 30 mila firme da Las Vegas per mettere fieno grano in cascina in vista della presentazione a Parigi della moral suasion di 1 milione di firme, che da Est arriva un’altra notizia a tema pizza napoletana.

Anzi si direbbe La Notizia con tutte le maiuscole perché Enzo Cocciauno degli alfieri della pizza napoletana, meglio, il pioniere che ti fa dire sì quella dei pizzaioli e un’arte da tutelare – in veste di consulente di Fozzy Group ha aperto una pizzeria a Kiev.

Si chiama Positano e in realtà è una pizzeria ristorante in grado di sfornare, come annuncia dal suo blog, una vera pizza napoletana e ci preparare uno spaghetto con vongole fujute, un ragù o un babà. Insomma un nuovo avamposto della tradizione napoletana che si fa largo in terra straniera.

pizza Enzo Coccia Enzo Coccia pizza fritta

“Ad ogni consulenza mi accorgo di aver portato un pezzo di Napoli da qualche parte nel mondo e di aver lasciato lì qualcosa di mio e mi ripeto sempre che sono stato fortunato a nascere in Campania, a Napoli”, spiega Coccia.

E fortunati saranno gli avventori di Positano, nome certo evocativo a quelle latitudini dove il termometro staziona intorno ai 3°C, che possono beneficiare di questo teletrasporto di cultura della pizza e della gastronomia napoletana che deve fare i conti anche con le temperature non proprio mediterranee.

Un altro messaggio forte e chiaro in vista di quell’obiettivo di pizza napoletana tutelata non solo da un marchio ma anche nei fatti che vuol dire saper scegliere la legna (quercia), la migliore farina e i migliori fornitori per sfornare una pizza come l’arte comanda.

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