Pioggia di stelle Michelin a Ottaviano

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Chef OFF 2016

Terra di camorra e terra dei fuochi. L’epicentro di ogni possibile malessere della Campania l’id quod plerumque accidit lo identifica con Ottaviano. La “patria” della ormai defunta NCO, la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, ha lasciato il campo alle emergenze delle discariche illegali e del triangolo della morte che è più a nord con Acerra-Nola-Marigliano. Nemmeno se Ottaviano fosse più grande dei pochi campi di calcio che la retorica di promozione ci ha insegnato a ritagliare per circoscrivere la terra che per paradosso tutti usano come gli struzzi ficcandoci sotto la testa per non vedere.

Dal fuoco delle pistole e dei falò, e non delle meretrici che punteggiano gli incroci delle strade di campagna tra qualche insignificante cumuletto di monnezza quasi rassicurante nel suo mostrarsi, si passa ai lampi di un manipolo di chef pronti a fare brillare un’altra luce da quasi eroi al comando di Leonida.

Oggi e domani a Ottaviano si parla di Off, che non significa spegnere l’interruttore del passato con un benefico colpo di spugna sul cancro malavitoso che si inabissa come un fiume carsico per riemergere sotto inusitate vesti, ma più prosaicamente è Ottaviano Food Festival.  Quasi un auspicio a ripetere i successi suggeriti dalla sigla del famoso Off francese, Omnivore Food Festival, cioè l’inno alla jeune cuisine.

OFF Ottaviano conferenza stampa

Lo schema adottato dal presidente Francesco Carbone dalla nascente (in termini gastronomici) Associazione Arcobaleno Vesuviano, che già dal nome gronda di allusioni di speranze, invece è consolidato.

Lo ha spiegato la dinamica addetta stampa Brunella Cimadomo, fresco ingresso nel mondo comunicazione del food dal settore politico dove ha avuto splendente immagine di portavoce della destra alla Regione, che è determinata a spiegare quali sono i binari giusti per l’esegesi del festival.

Che a voler contare sulle dita come fanno i bambini delle elementari segna sostanzialmente quattro momenti.

piselli sbucciare

  1. Il primo è lo show cooking degli chef stellati cui è affidato il compito di incendiare l’auspicabile folla di gastroappassionati che potranno mettere un nuovo segnalino sulla mappa degli indirizzi campani. Il parterre da solo giustifica i 20 € del biglietto di degustazione del Villaggio del Gusto, assembramento di gazebo bianchi che accoglie le postazioni degli chef e dei produttori locali con qualche espansione geografica come la mozzarella di bufala salernitana. Tre assaggi sono garantiti dall’obolo versato e a scatola chiusa potrei dire di puntare sulle carni di Luciano Bifulco, vera oasi di bontà insieme al confinante Pasquale Marigliano.
  2. C’è poi il secondo tempo che è quello educativo. Gli chef stellati che riusciranno a trattenersi racconteranno lunedì mattina agli allievi dell’istituto alberghiero le loro emozioni in un percorso di passioni in cui purtroppo molti aspiranti cuochi guardano di più alla telegenia che alla bontà dei piatti.
  3. Il terzo tempo è quello della cena sempre all’istituto alberghiero con l’usuale fricassea di mani stellate (Lino Scarallo, Davide Scabin, Paolo Gramaglia per citarne alcuni), mani emergenti (l’imprescindibile Faby Scarica) e wild Card (Alfonso Crisci) che proporranno un percorso comune.
  4. Il quarto tempo è quello che smuove le coscienze critiche. Tutto Off è (anche) motivato dalla beneficenza. Il ricavato, al netto delle spese, della due giorni andrà al progetto di parco giochi parallelo per bambini diversamente abili e a due OnLus che il popolo del food ben conosce per il supporto che offrono a Festa a Vico di Gennaro Esposito. Con la loro partecipazione la redenzione di Ottaviano Food Festival è assicurata. A voi al limite resterà qualche veniale peccatuccio di accidia – ma, cavoli, è pur sempre domenica – o il rimorso per aver troppo mangiato. E non avrete nemmeno la scusa che da lunedì si inizia la dieta.

pasta e piselli Braceria Bifulco

Dopo tutta questa pioggia di stelle e buone intenzioni splenderà l’arcobaleno? A voi che girerete tra gli stand l’ardua sentenza che potete affidare in un breve commento per farci sapere cosa ci siamo persi o cosa potremmo guadagnare.

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