Se vi piacciono tanto pizza e pasta la colpa è del nuovo gusto amidaceo

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Siete ancora fermi ai 5 gusti e non sapete spiegarvi l’irresistibile attrazione per pizza e pasta?

La colpa è tutta del sesto gusto: amidaceo.

Dopo i 5 gusti conosciuti, amaro, aspro, dolce, salato e umami (ossia il sapore del glutammato che trovate in una ricetta come questa di Gianfranco Pascucci), spunta il sesto che è proprio degli alimenti ricchi di carboidrati complessi.

Le papille della lingua sono in grado di riconoscere la presenza di amidi che, avendo una lunga persistenza, spingono a un consumo “sfrenato” di pizza, pasta, patatine fritte.

spesso di essere accusati di mangiare troppa pizza o troppe patatine, ora la scienza vi fornisce un’ottima risposta da dare ai vostri detrattori: avere il sesto gusto particolarmente sviluppato. Eh sì, perchè uno studio dell’Università statale dell’Oregon ha certificato quello che i più golosi in realtà già sospettavano: l’esistenza di un gusto specifico che fa amare i cibi con un’alta presenza di carboidrati complessi.

Juyun Lim, docente associata di Scienza e tecnologia del cibo all’università statale dell’Oregon, ha condotto un esperimento che ha confermato l’esistenza del nuovo gusto.

A 22 volontari è stato dato un livello differente di carboidrati in forma liquida ed è poi stato chiesto di descrivere il sapore percepito. “Amidaceo” è proprio il risultato ottenuto.

“Gli asiatici hanno detto che aveva il sapore di riso, mentre i caucasici l’hanno descritto come simile a quello del pane o della pasta. È come mangiare farina”.

Ai partecipanti all’esperimento è stata somministrata una combinazione che bloccava l’enzima in grado di abbattere la lunga catena dei carboidrati complessi, composta da singole cellule di zucchero. Nonostante questa alterazione che non permetteva di intaccare gli amidi, il sapore amidaceo era ben presente a dimostrazione che la lingua riesce a rilevare l’amido prima che venga distrutto dalla saliva elementi zuccherini più semplici.

Tale persistenza è alla base della propensione al consumo di carboidrati complessi che danno un senso di appagamento maggiore rispetto a quelli semplici: “Lo zucchero dà una soddisfazione momentanea, ma i carboidrati (e quindi il sapore amidaceo) lo forniscono a lungo termine. Per questo, davanti alla scelta tra cioccolato e pane, molti preferiscono mangiare una piccola quantità di cioccolato ma una bella fetta di pane”, ha concluso Juyun Lim .

Ed ora sapete perché non riuscite a fare a meno della pizza, della pasta e delle patate: la colpa è del gusto amidaceo.

[Link: Huffington Post]

4 Commenti

  1. Ma per essere definito gusto non dovrebbe corrispondere ad un recettore nel cavo orale? L’articolo non mi pare che ne parli…

  2. Eddai… sarà come le uscite della tangenziale: quando raddoppiano diventa 6bis 😉
    Oppure sarà come i gradi dell’arrampicata che una volta di fermavano al VI, poi…

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