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Ha un po’ dell’incredibile il rapporto che ho il Rosso di Sera di Castelletto Ticino, in provincia di Novara.

Ogni volta che si ha una mezza intenzione di uscire a cena il Rosso di Sera viene nominato come se non se ne potesse fare a meno: “rischiamo l’insuccesso di qualche nuovo locale o andiamo sul sicuro?”. Succede, e non di rado, di preferire la seconda possibilità, ben consci di poter trarre sempre qualche nuovo spunto da ogni visita al ristorante della frazione Glisente.

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Dei fratelli Gramegna si è detto ormai tutto e mi allieta che pur in assenza di Cristiano in cucina non siamo incappati in scivoloni. Giusti i tempi di uscita dei piatti, salse ben tirate, cotture magistrali con alcune punte di eccellenza.

La puntualità di Davide in sala è nota e sulla scelta del vino il gioco consiste nel farmi valutare la carta per poi sottopormi le novità naturali al calice che attingono dall’ampia gamma di vini in mescita. Insomma c’è sempre modo di divertirsi.

Il menu è disponibile on line, salvo le modifiche imposte dal mercato. Il degustazione con  4 portate costa 40 €.

Antipasti e primi a 14 €, secondi a 16/18 €, dolci a 7.

Pronti, partenza, via. Ci viene proposta una bollicina di Cuprense 22 Fontorfio, passerina (e montepulciano vinificato in bianco) agrumata e dall’acidità viva che è terminata nel mio calice poco dopo l’arrivo del benvenuto della cucina, la crema di friarielli con ricottina.

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Non commento il risotto con acqua di pomodoro, limone e provola non avendolo provato ma vi lascio una foto.

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Posso però dire la mia sui ravioli di vitella, Castelmagno e tartufo nero. Ci sarebbe un hashtag che inizia con s e finisce per i che ben lo descrive ma vi dirò che la pasta è giustamente sottile da dare spazio alla tenera carne che la riempie e lega decisamente bene con salsa al Castelmagno e tubero tuber, tartufo.

Provo ad abbinare un vino che all’ultimo evento “Io bevo così” mi ha gasato non poco: la barbera vinificata in bianco 2014 di Fausto Andi, grandissima beva per un vino nato per caso ma assolutamente centrato, non facile e di immediata “comprensione”, vista la sua ossidazione che potrebbe spiazzare. Un vino divertente e non scontato.

Con i secondi e con le lunghe cotture difficilmente si sbaglia. Ecco due esempi.

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Se il mio scamoncino di agnello, spinacini novelli e limone convince per la tenerezza delle carni e per l’ottimo legame ottenuto con la salsa ben tirata ed il vegetale appena passato in padella….

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Con la lingua, salsa di peperoni, stracciatella e acciuga giungiamo all’apice della serata, morbida, golosa, grassa ma non troppo, da non perdere.

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Abbinamento: il ciliegiolo ’12 Caspri giunto in una fase di grandissima e goduriosa beva grazie al frutto preciso e mai cotto. Tenuto in cantina da Davide per smussarne i pericolosi spigoli, ora si offre in tutta la sua naturale e rustica grazia.

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Terminiamo la nostra passeggiate tra i filari del gusto con qualche piacevolissimo e friabile frollino al cacao e un calice di Vermouth Cocchi. Ottimo fine pasto.

Un’osteria cui mi piace andare.

Osteria Rosso di Sera. Via Pietro Nenni, 2. Castelletto Ticino (NO). Tel. +39 0331 963173

6 Commenti

  1. Sottoscrivo l’ultima frase.
    Non posso sottoscrivere il resto, ma il racconto di qualsiasi pranzo o cena goduto al “Rosso di Sera” avrebbe avuto lo stesso “tono”: i piatti sono ricercati nelle cotture, nelle materie prime, nel gusto ma anche nell’estetica, è sempre un piacere riprovare piatti collaudati o lanciarsi nell’ultima preparazione di stagione.
    L’unico ristorante che frequento altrettanto volentieri (peccato sia a 300 km) è Uinauino di Castel San Pietro Terme.

    • Confermo la medesima soddisfazione provata da UinaUino, recensito ormai tre anni orsono ma troppo distante per diventare locale del cuore. Sono contento che questo stile piaccia anche a lei, averne di ristoranti così…

      • Ho dimenticato in entrambi i casi di sottolineare i vini: al Rosso di Sera direi che è unico l’accompagnamento di Davide nella scoperta dei particolari vini naturali, da Uinauino Michele (e quando c’è Giulia) presenta vini eccezionali con un ricarico tale da renderli interessanti alla portata dei meno competenti (come me).
        Un motivo per riprovare Uinauino è il recente avvicendamento di chef, inoltre la stessa famiglia ha rilevato e trasformato un altro ristorante da un annetto “Vintage – Osteria del pesce”, a poche centinaia di metri, con chef giovanissimo ma con le carte per far più che bene.
        Altro ristorantino, aperto solo a pranzo, ma interessantissimo, Zamarco Sante, bar con sala da pranzo, a Cossato (BI): vale una visita, poi mi dice!

        • La componente “vino” sta diventando fondamentale anche per me, per questo il rosso di sera risulta quasi imbattibile 😉

          Ringrazio per il consiglio Biellese, sarà mia premura testarlo appena possibile.

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