https://www.youtube.com/watch?v=5ln-dEQoGi0

Ci hanno provato coi boschi, con i mari, con i fiori. Tutto produce un suono, no? Perché privarsi del privilegio di ascoltarlo?

La stessa domanda deve essersela fatta Massimo Bottura raffinatissimo artichef di fronte ad una fetta di lasagna fumante.

La SUA lasagna, la parte croccante per la precisione, italico omaggio alla cucina dello stivale.

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In una stanza completamente insonorizzata dell’Osteria Francescana, Bottura, un paio di fedeli collaboratori al seguito, dà vita ad un vero e proprio concerto per palati: chiudendo gli occhi è possibile cogliere distintamente il suono dell’acqua che bolle, dell’olio che sfrigola, del coltello che riduce un sedano (?) in coriandoli.

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A riprendere la performance che fa storcere il naso ai puristi, ma seduce un pubblico colto che ama essere stregato e portato per mano alla scoperta di qualcosa di veramente unico, l’artista Yuri Ancarani  (foto © Maki Galimberti) già noto al mondo dell’arte contemporanea per la partecipazione al premio MAXII 2014, con cui dà voce ai silenzi dello stadio San Siro.

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Il video, una manciata di secondi, si gusta –letteralmente- in religiosissimo silenzio e regala a chi lo guarda –e lo sente- un’esperienza sensoriale veramente unica a dimostrare che il suono ha, esattamente come la memoria (Proust e le sue madeleine insegnano) la capacità di stimolare ricordi, titillare papille e preparare pance.

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Che quella lasagna sia buona o meno passa completamente in secondo piano. Potrebbe essere all’antrace per quanto riguarda chi scrive, resterebbe comunque una roba fighissima.

Un esercizio di stile? Forse. Un momento di onanismo culinario? Perché no. Resta il fatto che Bottura, da sempre legato all’arte e alla multisensorialità del suo linguaggio, porta anche tra i fornelli un bagaglio complesso per un esperimento che lascia -è davvero il caso di dirlo- senza parole.

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A -non- gustare il prelibato boccone è un robot: che Bottura ci stia suggerendo uno scenario apocalittico in cui il cibo si gusta con tutto tranne che con la bocca?

[Video. The New York Times. Immagini: chefgeeta, north19.co.uk]

7 Commenti

  1. Non è un robot, è un dispositivo che simula il cranio umano e la sua acustica per registrare l’audio in 3D in funzione di come mamma ci ha fatto.

    • Si intende per robot qualunque dispositivo meccanico sostituisca l’uomo in qualche sua funzione. E come tu fai giustamente notare qui a prendere il posto dell’uomo ci sono un cranio meccanico e la sua capacità di acquisire un suono.

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