Report pubblica su Facebook le anticipazioni della nuova inchiesta: sfruttamento giovani, ristoranti, guide, pizza, food blogger

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L’intervista sullo sfruttamento dei lavoratori in cucina e in sala ha provocato un terremoto.

Andiamo subito nel cuore del problema con i commenti che si sono sviluppati sulla pagina Facebook di Scatti di Gusto.

Un dato sembra essere comune a tutti: è una situazione ben conosciuta e sopportata da tutti, in primis dai giovani che non hanno la forza di denunciare comportamenti vessatori.

L’intervista di Valerio M. Visintin a Enrico Camelio ha dato il via a commenti, recriminazioni, puntualizzazioni tutti costellati di dolore per una situazione che ha dell’inverosimile: 60-70-80 ore alla settimana pagati nel migliore dei casi poco più di 1.000 € al mese.

Sfruttamento: non esiste altra parola per definire un patto leonino tra chi cerca di farsi strada nel mondo del lavoro e chi può beneficiare del ruolo di datore di lavoro in un mercato come quello della ristorazione che troppo spesso viene visto come ultima spiaggia per i giovani in cerca di occupazione.

Enrico Camelio ha avuto la lucidità necessaria per inquadrare il problema che ben conosce allevando ragazzi a scuola e cercando loro una sistemazione al termine degli studi. Circa un mese fa, a quanto dichiara, è stato intervistato da Bernardo Iovene che aprirà la nuova stagione di Report, la prima senza la guida di Milena Gabanelli, ora affidata a Sigfrido Ranucci che ha proprio in Iovene la punta di diamante nel settore food.

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Suoi i servizi sul vino, sull’olio, sul caffè e, soprattutto, sulla pizza che ha innescato un vero terremoto creando lo spartiacque tra prima e dopo, tra pizze cotte bene e pizze affidate al caso con una scia di polemiche arrivate sino all’estate scorsa in occasione della messa in onda della replica che ha totalizzato, come al solito, ascolti record.

Ma che c’entra Report con lo sfruttamento dei più giovani nei ristoranti?

C’entra perché la puntata in onda alla fine di marzo parlerebbe proprio della ristorazione in tutti i suoi molteplici aspetti. Un’opera che già si preannuncia ciclopica a giudicare dalle foto pubblicate sui social e che toccherebbe molti aspetti di un mondo che è esploso in questi ultimi anni.

La puntata in lavorazione riguarderebbe la ristorazione stellata, le guide storiche, quelle on line, i blog di cucina, i food blogger, la pizza e si parlerà anche di formazione pubblica e privata. Sul profilo di Bernardo Iovene e sulla pagina di Report ci sono alcuni lanci con le foto degli intervistati tra cui proprio Enrico Camelio. Il tema del lavoro è stato toccato da Iovene con la puntata sui voucher e Camelio conferma il tenore delle sue dichiarazioni – rilasciate anche a Valerio M. Visintin del Corriere della Sera – aggiungendo che non tutti sono così e che la sua medicina è portare i ragazzi all’estero dove c’è una maggiore tutela.

La parola magica, quindi, è tutela. Tutela dei ragazzi e delle condizioni di lavoro.

I commenti sulle pagine di Facebook e all’articolo di Scatti di Gusto hanno il comune denominatore di un monte ore esagerato: contro le 40 ore previste dalla legge si arriva a sfiorare le 80. E non c’è differenza tra ristorante di medio cabotaggio e alta cucina.

I commenti dei lettori

Ecco qualche commento che potete leggere su Scatti di Gusto.

E ci sono anche i distinguo dei ristoratori.

e una proposta.

E gli chef in completo disaccordo con le dichiarazioni di Enrico Camelio.

L’alta cucina, come detto, non sembra risparmiata da questo vento.

Alessandro ha accettato di descriverci la giornata tipo che ogni mattina lo attende.

sveglia ore 7,30
in cucina alle 8,30
varie preparazioni per il pranzo,
ricezione merci fornitori
11,00 pranzo staff quando possibile
servizio pranzo dalle 12,00 alle 15,00
pulizia cucina
preparazione buffet e convention serali
praparazione servizio cena
18.00 cena staff
servizio cena 19,30-22-30
pulizia cucina
ordini fornitori
sistemazione e preparazione per banchetti dei giorni successivi
rientro a casa per le 2,00 quando non ci sono problemi
tutto questo con uno staff di 3 persone
banchetti da 200 persone minimo da preparare
servizi pranzo e cena da 80 /100 persone in settimana
nel fine settimana oltre 200

stipendio 1400 €
affitto monolocale 600 € perché sono capopartita e la staff house è per stagisti, peccato che quando lavoravo al xxxxxxxx la staff house era per i dipendenti

quindi per 800 € lavorare 17/20 ore al giorno in condizioni da miniera senza pause direi che qui qualcuno si sta arricchendo sulla salute e e i sogni di giovani ragazzi

Morale della favola (o dell’incubo)?

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C’è la legge che dice che non si può lavorare più di 40 ore a settimana e che gli straordinari vanno pagati a parte.

Come c’è la norma per i ragazzi che svolgono tirocinio durante la scuola (e sono 400 ore spalmate negli ultimi 3 anni con il 50% da svolgere preferibilmente nell’ultimo anno di maturità).

Ecco una nota veloce riguardo gli stagisti.

  1. La cosiddetta garanzia giovani ha una durata di massimo 6 mesi:
  2. Per richiedere la garanzia giovani i ragazzi non devono lavorare né essere studenti universitari, devono avere un’età compresa tra i 15 e i 29 anni residenti in Italia o essere cittadini comunitari o stranieri extra UE, regolarmente soggiornanti.
  3. L’incarico decorre sempre dal 1 di ogni mese.
  4. Il ragazzo può stare in carica anche presso altre aziende: l’importate è che non superi le ore previste dalla formazione (il tirocinio prevede un massimo di 20 ore settimanali)
  5. Parte dell’indennità, 200 euro, sarà erogata al giovane direttamente dall’azienda ospitante che, se ritiene, potrà anche incrementare la quota.
  6. Le restanti 300 euro saranno erogate al giovane dalla Regione.

E poi c’è la galassia degli accordi che diventano deregulation e – come si evince dai racconti personali – storie di ordinaria sopravvivenza.

Meglio stare zitti e continuare a tenersi il lavoro in periodi di vacche magre come questi o far valere i propri diritti che dicono che c’è bisogno di riposo per avere una vita oltre il lavoro e per lavorare in sicurezza?

La risposta dovrebbe essere rispetto delle regole. Forse ci vuole il coraggio di spiegare come funziona davvero un mondo che molti vogliono dorato ma solo per pochi. E dirlo ad una telecamera di una trasmissione seguitissima come Report potrebbe avere il giusto impatto.

Ma c’è qualcuno disposto a farlo? Con il volto nascosto o in piena luce?

A voi lo spazio dei commenti per continuare a raccontare come funziona veramente la vita in un ristorante e perché no per auto-candidarsi. C’è la mail report@rai.it che appare sulla pagina Facebook della trasmissione e ovviamente quella di Scatti di Gusto info@scattidigusto.it per farci sapere cosa dovrebbe cambiare in questo mondo.

[Immagini: Facebook, Instagram, Scatti di Gusto]