Napoli. Guida alle 45 migliori trattorie in città per mangiare bene a meno di 30 €

A Napoli si mangia bene.

Questa è una sacrosanta verità. Napoli patria della pizza, dell’accoglienza e patria di una cucina che non sempre è alta (nel senso gourmettistico del termine). È più spesso una cucina semplice, non povera, ma di casa. Priva di arzigogoli, ricca di sapori e di trucchi da nonne.

È la cucina delle trattorie, quella del ragù, della genovese e degli spaghetti con le vongole o meglio degli “spaghetti-avvongole“, come risuona nel partenopeo dialetto.

Ma non è così facile destreggiarsi nella vasta offerta di una città che è fatta di osti cortesi e buona cucina ma anche di chi (da buon napoletano, è il caso di dirlo) gioca al rialzo dei prezzi e al ribasso della qualità.

Abbiamo pensato per voi a una nuova guida alle migliori trattorie di Napoli.

Ecco 45 indirizzi per mangiare bene a Napoli non spendendo più di 30 €.

1. Antica Latteria

Nel cuore del quartiere Chiaia c’è una trattoria accogliente. Piccola e sempre piena. Profumata e colorita, dove si affollano i rumori dei piatti, dei brindisi e delle risa.

Un luogo della tradizione che resta ancorato alla gastronomia più classica, mentre attorno, in quella zona della Napoli bene e modaiola, si rincorrono i trend. I locali aprono e chiudono, frettolosamente, senza lasciare il segno.

Invece l’Antica Latteria è lì, immutata dagli anni ’50, con la sua parmigiana di melanzane, le polpette (fritte o al ragù), la genovese e alcune gastronomiche intrusioni contemporanee.

Antica Latteria. Vico II Alabardieri, 30. Napoli. Tel. +39 081 012 8775  

2. Trattoria del Golfo

Enzo Silvestre è il titolare della Trattoria del Golfo. Da sempre innamorato del suo Golfo e dei sapori del mare, da qualche hanno ha coronato il suo sogno: un ristorantino nel centro di Napoli dove il pescato, fresco e da lui selezionato, arriva ogni giorno sulle tavole dei suoi commensali.

Cominciate con i crudi, Enzo saprà consigliarvi. E non perdetevi la spigola fritta in una crosta di sale, che ne preserva tutti i sapori e gli umori.

Non manca la tradizione più verace: in cucina il ragù pippea e la genovese stra-cuoce.

Ogni scelta gastronomica merita il giusto vino, e la cantina della Trattoria del Golfo non delude.

Trattoria del Golfo. Via S. Brigida, 56. Napoli. Tel. +39 081 1924 7380

3. La Taverna di Santa Chiara

A un passo dal Monastero di Santa Chiara c’è una piccola trattoria che al complesso monumentale ha rubato il nome.

La Taverna Santa Chiara è l’esempio di trattoria contemporanea: conduzione familiare che non vuol dire stantia e obsoleta, ma dinamica e in continua evoluzione.

Le ricette sono quelle che i napoletani hanno nel DNA e i prodotti sono tutti a marchio Igp o Presidi Slow Food.

La Taverna, giovane nell’animo, è segnalata nella Guida alle Osterie D’Italia Slow Foodtra i piatti troverete l’incredibile parmigiana di baccalà, ma anche il pollo di montagna o il maialino nero casertano. E i primi di mare e di terra della tradizione campana.

Taverna di Santa Chiara. Via Santa Chiara, 6. Napoli. Tel. +39 081 0484908 / +39 3939557558

4. Antica Capri

pasta e fagioli antica capri napoli

Di questa piccola osteria nascosta tra il folclore dei Quartieri Spagnoli, vi abbiamo già parlato, ricordate?

Vi abbiamo raccontato della sua specialità ovvero una pasta e fagioli ricca di frutti di mare coperta di pasta di pizza, la cui cottura viene ultimata nel forno. Ogni volta che ne ricordiamo il sapore l’acquolina arriva lesta.

Ancora dovete assaggiarla?

Antica Capri.  Via Speranzella, 110. Napoli. Tel. +39 081 038 3486

5. Le Figlie di Iorio

Non c’è niente da fare, la genetica non è un’opinione. Ci sono cose che in famiglia si condividono, come la capacità di cucinare e di farlo bene.

E così succede per Luciana Iorio, sorella della famosa Teresa (prima donna campionessa mondiale della pizza e autrice della pizza Femmena e Fritta), anche lei con l’arte nelle mani.

Arte che si scopre nella frittata di maccheroni, nella pasta e patate con la provola o con i legumi, si perché per chi non lo sapesse Le Figlie di Iorio è anche trattoria. Quella tipica napoletana, che volete di più?

Le Figlie di Iorio. Via Conte Olivares, 73. Napoli. Tel. +39 081 552 0490

6. Tufò

Sulla collina di Posillipo che si affaccia sul Golfo, c’è Tufò.

Nomen Omen, il ristorante nel tufo costruito, è uno di quei posti che consola. Anima e corpo.

La raffica di antipasti, dalle zeppoline di alghe alla bruschetta con pomodorino del piennolo e colatura di alici, fino alla tiella con le polpettine al ragù, passando per gattò di patate, zuppa di fagioli e polpetti alla luciana, è solo l’accoglienza.

Il consiglio è di continuare con i primi della tradizione e non perdetevi la pasta e patate che arriva infuocata in una forma di parmigiano: viene mantecata con la provola davanti ai vostri occhi. Superbe.

Tufò Trattoria Gourmet. Via Posillipo, 268. Napoli. Tel. +39 081 575 0768

7. La Locanda del Cerriglio

Quando Giuseppe Follari, poco più di 10 anni fa, acquistò questo vetusto e abbandonato immobile, non sapeva si trattasse dell’antica Locanda nota per l’aggressione al Caravaggio, avvenuta nel 1609 proprio sull’uscio del locale.

Dalla scoperta, la decisione di ri-trasformare il Cerriglio (che Giuseppe acquistò ad uso deposito) nella Locanda che fu: a coadiuvarlo nell’impresa, la moglie Angela Di Pascale.

La cucina è quella di casa, schietta e sincera. Quel comfort food che è confortevole e confortante: a condire la pasta pomodoro fresco, genovese e ragù e poi fagioli e cozze e altre meraviglie.

Le polpette, che nel calore del ragù hanno trascorso le loro ultime ore, non si possono perdere. Come tutti i contorni di stagione.

Sulla torta alla crema, con cui vi consigliamo di conludere il pasto, c’è chi ci beve l’amaro e chi il caffè della caffettiera.

Come a casa, alla Locanda del Cerriglio vi basterà scegliere.

Locanda del Cerriglio. Via del Cerriglio, 3. Napoli. Tel. +39 081 552 6406

8. Rossopomodoro (Via Partenope)

Da Rossopomodoro si mangia la pizza. Sbagliato.

O meglio, non del tutto vero, perché Rossopomodoro è anche ristorante e quello di Via Partenope merita una menzione speciale.

Per chi di pizza ne ha presa troppa, o vuole semplicemente godersi il mare, il consiglio e di passeggiare su quel Lungomare ormai liberato, inebriarsi di salsedine e sedersi a un tavolo di Rossopomodoro.

Ora, immaginatevi lì, con il sole che vi riscalda il volto e il vento che scompiglia i coperti. Fermi, magari soli. Chiedete uno spaghetto ai due pomodori o un’impepata di cozze e un calice di vino bianco – dalla selezione campana.

Bevete, assaggiate, inzuppate. Godete.

Rossopomodoro. Via Partenope, 11. Napoli. Tel. +39 081 764 6012

9. ‘A Taverna d’o Re

Francesco Parrella, occhi bruni e volto sorridente, è chef e titolare de ‘A Taverna d’o Re che è più di una tipica trattoria.

I sapori sono quelli della Campania, dai pomodorini del piennolo alla mozzarella di Bufala (di aversana fattura) al baccalà verso cui lo chef ha una vera e propria passione.

La tradizione c’è tutta, ma c’è anche fantasia che diventa guizzo e tocco di chef. Il tutto è impreziosito da una cantina ben curata, con prevalenza di etichette regionali.

‘A Taverna d’o Re. Piazza Municipio, 74. Napoli. Tel. +39 081 552 2424

10. I Love Mammà

I Love Mammà è il progetto di una famiglia.

Ciro Musto muove i primi passi in cucina negli anni ’70, in una tradizionale trattoria partenopea. Lì scopre l’amore per i prodotti e per i fornelli. Accumula esperienze in Toscana e in Francia e, tornato a Napoli, diventa chef di un importante ristorante della città.

Oggi lancia la sua personale scommessa: un locale dedicato, vissuto e gestito con tutta la famiglia. In cucina è affiancato dal figlio più piccolo. Il primogenito è agli impasti delle pizze. Mentre il secondogenito si occupa delle pubbliche relazioni. Mammà, moglie di Ciro, è Donna Luisa, che osserva e supervisiona.

Oltre il menu alla carta, dove la tradizione napoletana si arricchisce delle esperienze di Ciro, c’è il Menu della Domenica: 4 portate a 25 € per scoprire cosa si mangia la domenica a Napoli; e il Menu di Ciruzzo: 5 portate a 35 € anche con piatti fuori carta, per andare oltre la tradizione.

I Love Mamma. Via Nuova Agnano, 1. Napoli. Tel. +39  081 762 69 66

11. Da Attilio, Ristorante Pizzeria

A Napoli tutti sanno che la pizza di Attilio Bachetti è tra le migliori della città, lo ha detto anche Daniel Young nel suo libro Where to Eat Pizza.

Pochi invece sanno che Da Attilio è anche trattoria della serie, poche cose ma buone.

E tra le cose poche ma buone (in questo caso eccellenti) trovate la carne di Pasquale Rusciano, che dalla Fattoria del Carpineto (l’allevamento in provincia di Caserta) raggiunge lo spin off Agribaceria, con una fermata da Attilio alla Pignasecca. Per non parlare delle indimenticabili frittatine.

Da Attilio. Via Pignasecca, 17. Napoli. Tel. +39 081 552 0479

12. La Mattonella

Osteria che brilla di riggiòle e profuma di genovese.

Si potrebbe riassumere così l’essenza della Mattonella, dove le riggiòle sono le maiolicate mattonelle napoletane che affollano le pareti e la genovese è il piatto identificativo di questa storica trattoria.

In cucina regna incontrastata Antonietta Imperatrice, che dagli ’70 ad oggi s’affanna senza mai stancarsi e porta a tavola gli antichi sapori di una tradizione che non deve scomparire.

La Mattonella. Via Giovanni Nicotera, 13. Tel. +39 081 416541

13. Risto Pescheria Capri

Come il nome suggerisce, ci troviamo di fronte ad una pescheria che vuole essere ristorante. E ci riesce molto bene.

Alla freschezza del pesce, requisito fondamentale per chi il mare vende e cucina, si aggiunge la qualità del resto dei prodotti con cui il mare si sposa.

Dalle tartare alle linguine all’astice, dagli spaghetti con alici e pomodorini gialli e rossi al polpo alla luciana, la Risto Pescheria Capri ha tutti presupposti per una cena che sa di buono.

Risto Pescheria Capri. Via S. Giacomo dei Capri, 41 c/d. Napoli. Tel. +39 081 1936 1224

14. Da Donato Antica Trattoria Pizzeria

Come spesso accade per le trattorie di Napoli, dietro c’è sempre una storia di famiglia. Generazioni cresciute all’ombra di un forno, padri che insegnano a figli e che spesso sono già genitori.

Tutto si svolge tra quattro mura che cambiano nella forma, ma mai nella sostanza. E così, entrando Da Donato a pochi passi di Piazza Mercato, si respira la stessa aria del lontano 1956.

Oggi in cucina c’è Marilena, nipote di Donato. Si muove agile tra i fornelli e ruba spazio nel forno delle pizze – presidiato dal giovane Gennaro – per alcune delle sue preparazioni come il gattò di patate o la parmigiana di melanzane.

I primi piatti sono preparati al momento, eccezion fatta per ragù e genovese. Grande attenzione alla qualità degli ingredienti e qualche nota etichetta campana.

Da Donato Antica Trattoria Pizzeria. Via Silvio Spaventa, 41. Napoli. Tel. +39 081 287828

15. Mangia e Bevi

Sono più di 20 anni che Gigino Grosso sfama e cresce studenti universitari (e i di loro professori) a suon di pasta asciutta.

La cucina è quella di casa: la spesa al mercato, il pescato e le stagioni sono la base di un menu che cambia ogni giorno.

Ci sono i primi preparati al momento e ci sono i grandi classici della tradizione: quelli che cuociono lenti come il ragù e la genovese e quelli che vanno mangiati “riposati” ovvero la pasta e patate (o con i legumi).

Secondi scostumati come le polpette, salsicce o provola alla brace non mancano mai. Chissà chi ha il coraggio di seguire – o fare lezione – dopo tutto questo ben di Dio.

Mangia e Bevi. Via Sedile di Porto, 92. Napoli. Tel. +39 081 552 9546

16. Osteria La Chitarra

Dodici tavoli, a terra un cotto che riscalda l’ambiente – già caldo e accogliente. Alle pareti ricordi di una Napoli lontana e una chitarra.

Si presenta così l’Osteria La Chitarra, invitante prima ancora di essere assaggiata. In cucina c’è Giuseppe Maiorano un tradizionalista che lavora indefesso, instancabile.

Si comincia con il peperone imbottito e poi zuppe di legumi o linguine alla Cetarese con aglio, olio, peperoncino e colatura di Alici di Cetara. Tra i secondi baccalà con i ceci, calamari e patate o alici in tortiera.

Ma il menu cambia con le stagioni e con la fantasia di Giuseppe. Dunque andate a scoprirlo.

Osteria La Chitarra. Rampe S. Giovanni Maggiore, 1. Napoli. Tel. +39 081 552 9103

17. Pescheria Lo Squalo

Di giorno pescheria, di notte trattoria. Una formula vincente quella scelta da Lo Squalo, nel quartiere di Fuorigrotta

Il locale è ben curato, con toni di bianco che accarezzano il blu delle ceramiche.

E la cucina non è solo verace tradizione: a rinvigorire i classici del menu ci pensa la fantasia dello chef che pensa a piatti come i paccheri fritti ripieni di spigola e ricotta su vellutata di pomodori o la genovese di pesce dalla misteriosa ricetta.

Provare per credere.

Pescheria Lo Squalo.Via Giustiniano 273. Napoli. Tel. +39 331 8324134

18. Fish Experience

Doppia personalità anche per Fish Experience, che vuole rendere i propri clienti anche commensali, mettendo a frutto sapienza ed esperienza nel riconoscere il pesce più fresco.

A Largo Antignano, in questa pescheria che è anche trattoria, accomodati su botti di legno scuro, potete assaggiare tutti i piatti della tradizione marinara partenopea.

E via con frittura di paranza e di baccalà, pasta e fagioli con le cozze o zuppa di cozze, pesce alla brace o spigola fritta. A voi la scelta.

Fish Experience. Largo Antignano, 12. Napoli. Tel. +39  333 580 0595

19. ‘A figlia ‘do Marenaro

Tra l’Orto Botanico e l’antico Teatro San Ferdinando, ‘A figlia ‘do Marenaro aspetta impaziente.

Ristorante storico, must ed evergreen, per chi vive, passa, resta o ama Napoli. Il pesce nelle sue più classiche declinazioni è il protagonista del menu: zuppe, soutè e fritture. E ancora lista di crudi, con pagina dedicata alla scelta delle ostriche.

C’è poi da perdersi nella scelta dei primi: spaghetti con pomodorini del piennolo Dop (gialli e rossi), linguine al cartoccio o ai tartufi di mare e – secondo disponibilità – spaghetti con ricci e colatura di alici di Cetara.

Mentre per i secondi è il mare a decidere: solo pescato fresco e locale.

‘A figlia ‘do Marenaro. Via Foria, 180/182. Napoli. Tel. +39 081 440827

20. La Cantina dei Mille

Abbiamo un consiglio. Anzi due. Entrate alla Cantina dei Mille e ordinate alici in tortiera e linguine Santa Lucia.

Il primo è un piatto tanto povero quanto squisito: alici cotte al forno con un filo d’olio, aglio, prezzemolo e spolverizzate di pangrattato. L’altro è ricco: pesce, quello che il pescato più fresco regala e frutti di mare d’ogni sorta.

Solo un paio di esempi di una cucina – e pizzeria- partenopea Doc, che dal 1972 ad oggi, resta ancorata alla tradizione e alla qualità.

La Cantina dei Mille. Piazza Giuseppe Garibaldi, 126. Napoli. Tel. +39 081 283448

21. Locanda ‘Ntretella

Nel cuore dei Quartieri Spagnoli, in una salita che è crocevia di rumori, umori e colori c’è la Locanda ‘Ntretella.

Ex segheria che degli antichi locali conserva il fascino, la trattoria è un delizioso esempio dell’estro partenopeo. Design a parte, dalla cucina alla tavola arriva tutto il gusto della tradizione. I fritti dorati, e asciutti, aprono le danze e poi a scelta la pizza o i primi che prediligono il mare, secondi dalla griglia e contorni di stagione.

Locanda ‘Ntretella. Salita S. Anna di Palazzo, 25. Napoli. Tel. +39 081 427783

22. Leon d’oro

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Ai piedi della statua di Dante e della sua tracotante cultura, c’è una più ignorante – quanto confortante – trattoria napoletana.

È Leon D’Oro che lavora di forno e fornelli da oltre 30 anni. Punto di riferimento per chi Napoli conosce e ama, è anche “fuori teatro”: non è insolito incontrare ai tavoli gli attori che, svestiti i panni di vip e personaggi, siedono a volte stanchi e affamati, altre ebri e gaudenti.

Tra i must ziti al ragù, parmigiana di melanzane cotta nel forno a legna, pizza con salsicce e friarielli e tutti i dolci del laboratorio di pasticceria.

Musica per i pingui ventri.

Leon d’Oro. Piazza Dante, 48. Napoli. Tel. +39 081 549 9404

23. Donna Teresa

Dai primi del ‘900 ad oggi, ad angolo tra via Kerbaker e via Scarlatti, la famiglia Sorvino porta avanti la piccola trattoria Donna Teresa, immutata nella forma e nella sostanza.

Donna Teresa è madre di 11 figli e del locale che porta il suo nome. Inizia l’attività cucinando marenne, i panini con le polpette che potete ancora assaggiare. Oggi a mandare avanti la storica trattoria ci pensa Luigi Sorvino (uno degli 11 figli di Donna Teresa) con la moglie e la figlia.

Precursore di un principio che è diventato anche un po’ moda, Luigi offre nel suo ristorante tutto a chilometro zero: nel 1980 acquista pochi ettari di terra a Fasani di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, dove coltiva tutti gli ortaggi che utilizza in cucina.

Cucina, quella di Donna Teresa, semplice e genuina: mozzarella in carrozza, ragù, genovese, le polpette (di cui sopra) e contorni, freschissimi.

Donna Teresa. Via Michele Kerbaker, 58. Napoli. Tel. +39 081 556 7070

24. Vini e Cucina dal 1913

Incroyable rapporto qualità prezzo per questa trattoria che ha superato i 100 anni. Oste e padrone di casa è Salvatore Alfieri che gira, sempre affabile e cortese, tra i tavoli decantando il menu a memoria: spaghetti con capperi, gli intramontabili ragù e genovese e ancora pasta e fagioli, polpette, provola alla brace, costolette di maiale e cotolette.

Anche il mare bussa alla porta ed entra portando vongole per gli spaghetti, paranza per la frittura e cicinielli (bianchetti) per le tradizionali pizzette.

Consigli utili: ingannate l’attesa dei piatti (tutti preparati al momento) con i crocchè fatti in casa.

Vini e Cucina dal 1913. Via Piedigrotta, 56. Napoli. Tel. +39 081 667923

25. Scugnizzi

Dalle tovaglie sgargianti, al cestello di alici fritte. Dalla pasta che arriva direttamente in pentola e mappina (sostenuta da uno strofinaccio perché nessuno si scotti), al baccalà fritto adagiato in una cassetta di legno, Scugnizzi è una trattoria che cura con spirito e attenzione ogni dettaglio.

La stessa cura è riservata alla scelta degli ingredienti. E al modo in cui combinarli.

Ecco alcun suggerimenti, dall’antipasto al dolce: cuoppo di seppioline e alici fritte, o frittata di cipolle. Gnocchi ai frutti di mare, spaghetti alla Nerano e loro – le classiche – polpette al ragù. Per concludere, babà alla mela annurca.

Pasto innaffiato da vini campani.

Scugnizzi Antica Trattoria Napoletana. Via Luigi Caldieri, 53. Napoli. Tel. +39 081 040 3392

26. Hostaria Dalle Sorelle

Oggi, come nel 1910 (anno della sua fondazione), questa osteria tiene fede al nome che le fu dato: è gestita da sorelle, tutte della famiglia Spoleto.

Ora come allora è la tradizione più verace a fare da protagonista: bruschette, crocchè, contorni a perdita d’occhio. Pasta maritata al mare o alla terra, quindi vongole e scampi o patate e legumi (solo per dirne alcuni).

Il gattò è una spuma soffice e saporita, A noi sono noti solo gli ingredienti: patate a pasta bianca, quelle polverose e ricche di amido, e poi salame, fiordilatte, uova, pecorino parmigiano e pan grattato fatto in casa, ma c’è sicuro qualche trucco nascosto.

Hostaria Dalle Sorelle. Via Benedetto Cairoli, 1. Napoli. Tel. +39 081 454757

27. Hosteria Toledo

La storia dell’Hosteria Toledo inizia nel 1951 quando Maria Preziosi apre il locale Mamma Sosora in Vico Berio nei Quartieri Spagnoli. Lì Maria inizia facendo le pizze e nel tempo trasforma il locale in una trattoria, affiancata in cucina dalla figlia e da due sorelle.

La storia sembra interrompersi negli anni ’90 con la morte di Maria e la chiusura del locale, ma Concetta, la figlia, dopo alcuni anni decide di ripartire.

Apre l’Hosteria Toledo poco distante dal vecchio locale in Vico Berio e porta in cucina l’arte e la passione che la madre le ha trasmesso.

Arte e passione che sanno di pane caldo fatto in casa, di pasta in tutte le declinazioni che la tradizione consente (genovese-vongole-ragù-patate-legumi-e altro ancora) e sa di verdure e di frittura.

Hosteria Toledo. Vico Giardinetto, 78. Napoli. Tel. +39 081 421257

28. Ciarly, Ristorante Pizzeria

pasta pizzeria Ciarly

Se per il suddetto Attilio molti dimenticano (o non sanno) che sia anche trattoria, il contrario accade da Ciarly: storica trattoria che vuole diventare anche un’ottima pizzeria.

Tornando alla parte storica, core business del ristorante è sempre stata la pasta e fagioli. Che continua ad essere imperdibile ma, sgomitando per conquistare il podio, arrivano anche i bucatini alla Ciarly con provolone dolce, pancetta, basilico e pomodoro fresco.

Ristorante Pizzeria Ciarly. Piazzale Vincenzo Tecchio, 35/36. Napoli. Tel. +39 081 239 6137

29. Cibi Cotti – Donna Anna

Anna Pappalardo è Donna Anna, meglio conosciuta come Nonna Anna.

Nonna nascosta nel mercato rionale della Torretta, dove da anni prepara i suoi cibi cotti: zuppe, pasta e ceci, fagioli, cavolo, verza, lenticchie e chi più ne ha più ne metta. E ancora onirici “ruoti” al forno come la pasta alla siciliana o la parmigiana di melanzane e un altissimo quanto indimenticabile gattò di patate.

Immancabili genovese e ragù, le cui carni sono servite per secondo. Ma il menu cambia ogni giorno e, puntuale, viene scritto su una lavagnetta. Si può mangiare in loco o si può scegliere l’opzione da asporto.

Insomma, Anna è la nonna che tutti vorrebbero avere.

Cibi Cotti – Donna Anna. Via Ferdinando Galiani, 24. Napoli. Tel. +39 081 682844

30. Tandem Ragù

In pieno Centro Storico, questo ristorante dal nome non troppo evocativo, ha fatto del ragù la sua monomania.

Purpureo nel colore, pungente nel profumo, il ragù di Tandem acceca e stordisce. Cotto dalle 6 alle 8 ore e lasciato riposare una notte intrea, va assaggiato in tutte le sue declinazioni: assoluto ovvero nato per morire di “scarpetta”. Con la pasta o a coprire le polpette.

Tandem Ragù. Via Paladino 51. Tel. +39 081 19002468 

31. Trattoria Caprese

Va detto, la Trattoria Caprese è un brand, di locali ne trovate in tutta Italia ma quello di Napoli ha una marcia in più.

C’è una cura nella cucina che rivela una mano tutta partenopea. Perché un piatto non è solo ingredienti, ma capacità di renderli più della somma delle sue parti.

Bisogna anche saper scegliere: il consiglio è di andare sui piatti di terra, come gli spaghetti margherita o un classico scarpariello.

Trattoria Caprese. Via Luca Giordano, 25. Napoli. Tel. +39 081 558 7584

32. Il Porto dei Sapori

Oggi si chiama Il Porto dei Sapori, ma è stato anche Don Antonio e Zi Rosa. Sempre della stessa famiglia, con il vezzo di portare ad ogni generazione un tocco di novità. Ma solo nel nome.

Il locale è oltre lo spartano, più di essenziale. Perché quello che conta è fare da mangiare e farlo bene. In cucina c’è Giovanni Ugon, mentre Biagio il fratello si occupa delle questioni amministrative.

Giovanni va personalmente a fare la spesa tutte le mattina, le verdure le compra a Borgo di Sant’Antonio Abate mentre il pesce lo compra n’copp ‘e mura, entrambi storici mercati di Napoli.

Giovanni è bravo con la pasta, porzioni abbondanti nel carboidrato e nel condimento, ma tra le specialità c’è anche il calamaro arrostito.

Il Porto dei Sapori. Piazza Immacolatella, Napoli. Tel. +39 081 7901284

33. Trattoria Da Emilio

Emilio è il padre di Mimmo, oggi cuoco e titolare del locale.

Appassionato di cibo e di prodotti, Mimmo sa scegliere e combinare gli ingredienti. Da sempre amante della terra, conosce bene verdure e ortaggi e nella sua piccola cucina fa anche conserve fatte in casa che potrete assaggiare a tavola.

In menu pasta e cavolo o pasta e ceci e pasta e patate. Ancora, spaghetti con i polipetti o paccheri con il cuoccio (gallinella). E poi costoletta di maiale con friarielli, tracchiulelle al ragù, oltre qualche piatto di pescato del giorno.

Trattoria Da Emilio. Via Lepanto, 45. Napoli. Tel. +39 081 2394560

34. Zia Rosi

Entrata da pochi anni nel panorama delle trattorie tipiche partenopee, Zia Rosi si è subito fatta riconoscere: l’ambiente raccolto, quasi a non voler far uscire gli umori di una Napoli da mangiare e i piatti – quelli pochi ma buoni – sono le armi vincenti del locale.

Esiste un menu cartaceo, ma il più delle volte c’è Giovanni in sala a raccontare quello che bolle in pentola: alici fritte e crocchè, presenza fissa per gli antipasti e poi pasta e patate con la provola, scarpariello, spaghetti a vongole, linguine allo scoglio o risotto alla pescatora.

Insomma, si mangia quello che Rosi cucina che è cibo di casa, come a casa. Inoltre – last but not least – Zia Rosi fa anche servizio d’asporto e a domicilio.

Immaginate che pause pranzo?

Zia Rosi. Via Carlo de Cesare, 55. Napoli. Tel. +39 334 782 1964

35. Le Zendraglie

Tripperia e trattoria Le Zendraglie, un nome che è tutto un programma.

Siamo nel cuore della Pigansecca, quartiere che pulsa e che urla, quartiere di Napoli, come Napoli.

Lì, dove s’ingorgano i colori, i rumori e i profumi, c’è il mercato della frutta e del pesce, ci sono friggitorie e pizze a portafoglio.

E c’è Le Zendraglie, che della frattaglia ha fatto vero culto: trippa e per’ e muss’ , zuppa forte (o di soffritto) e zuppa di carnecotta alla marescialla, trippa cacio e uova e stentiniello ovvero un’involtino ripieno di interiora di agnello.

Ma c’è dell’altro, come il baccalà o – per dirlo alla napoletana – cureniello all’insalata e ci sono i primi di pesce come gli spaghetti con le vongole o con le alici.

C’è sempre una buona scusa per passare dalla Pignasecca.

Le Zendraglie. Via Pignasecca, 14. Tel. +39 081 551 19 93

36. Trattoria Nennella

Della Trattoria Nennella, il folclore e la simpatia hanno fatto il giro del mondo. Canti, barzellette e sfottò che dallo staff raggiungono – indiscriminatamente – ogni cliente, sono sfondo di un pasto che scorre veloce.

Mozzarella in carrozza e pasta e patate non si assentano mai, per il resto ascoltate quello che hanno da dirvi: tra una risata e una presa in giro, arriva sempre qualcosa di buono da mangiare.

Trattoria Nennella. Vico Lungo Teatro Nuovo, 103/104/105. Napoli. Tel. +39 081 414338

37. Da Vittorio Presto e Bene

Siamo al Vomero, e “presto e bene” è il motto di un locale che prepara il pranzo per i suoi commensali da oltre 30 anni.

Da Vittorio Presto e bene perché le trattorie di una volta avevano questa missione: un breve attimo di ristoro per chi di attimi e ristori ne aveva pochi. Oggi, forse a causa di quei corsi e ricorsi storici, la situazione pare non essere cambiata, e il motto di Vittorio al Vomero torna ad essere attuale.

Frittata di maccheroni, alici fritte, pasta e ceci (o con tutti i legumi) e pasta al forno. Polpette, cotolette di carne o di provola e melanzane. Contorni di stagione. Questi alcuni dei piatti da assaggiare (o da portare a casa) nel poco tempo che abbiamo a disposizione.

Da Vittorio – Presto e Bene. Via Ugo Niutta 23/25. Napoli. Tel. +39 081 5569115 (aperto solo a pranzo)

38. Trattoria Cilea

Banco dei contorni di stagione, forno a legna e cucina tipica partenopea. Un concentrato di tradizione gastronomica, stretto in uno spazio che ospita solo 7 tavoli.

È la Trattoria Cilea, che occupa quello spazio dal 1955. Conosciuta in tutto il quartiere Vomero, è sempre piena: aficionados, curiosi e turisti, catturati (o ormai dipendenti) dalla scia di profumi, attendono pazienti il loro turno. E l’assaggio.

Da provare la parmigiana di melanzane, le scarole e i friarielli. Notevoli anche i fritti.  

Trattoria Cilea. Via Francesco Cilea, 102. Napoli. Tel. +39 08119321930

39. Da Vittorio  – Cucina Tipica

Vittorio tutte le mattina va a fare la spesa. Arriva in cucina e pensa a quello che può e vuole cucinare e poi segna il menu del giorno su una lavagnetta.

Rituale che va avanti dal 1965 e che è la forza di questa piccola trattoria di Fuorigrotta. Si mangia Napoli e le sue ricette antiche, come il ragù, la pasa e fagioli e la frittura di alici e calamari.

Ma il menu, quello del giorno, lo dovete andare a scoprire di persona.

Da Vittorio – Cucina Tipica. Via Diocleziano, 67. Napoli. Tel. +39 081.7626129

40. Osteria Da Carmela

Quest’anno l’Osteria Da Carmela ha compiuto 50 anni.

Mezzo secolo vissuto perseguendo i principi della buona tavola e della accoglienza. Oggi c’è Rosario, ultimo dei 4 figli di Donna Carmela e Don Vincenzo, a mandare avanti l’attività familiare.

Grazie a quella passione che un po’ si apprende e un po’ è innata, l’osteria ripropone i piatti della napoletanità a tavola.

Dalla pasta ragù e ricotta al risotto alla pescatora, passando per mozzarella in carrozza e tutte le verdure di stagione preparate ad hoc. Grande attenzione alla scelta del baccalà – declinato in carpaccio e alla brace – e alla cura della cantina, con grande spazio alla Campania.

Osteria Da Carmela. Via Conte di Ruvo, 12. Napoli. Tel. +39 081 549 9738

41. La Taverna del Buongustaio

Calore nei modi e gusto nei sapori. La Taverna del Buongustaio, rumorosa e accogliente, rimane sempre fedele a se stessa e non tradisce i suoi clienti: alici indorate e fritte o zeppoline di alghe, pasta e fagioli, genovese o spaghetti che amano il mare e flirtano con vongole, astici o polipetti.

Amari a concludere il pasto e vino della casa. La ricetta perfetta di una trattoria tradizionale.

La Taverna del Buongustaio. Via Basilio Puoti, 8. Napoli. Tel. +39 081 551 2626

42. Antica Osteria Da Tonino

Baluardo del cibo antico in un quartiere preda di fuggevoli mode del mangiar contemporaneo, Da Tonino esiste e resiste a Chiaia dal 1880.

Affollato dal giorno alla notte, Tonino è da sempre un’Osteria di tavoli sociali: spesso chi arriva siede dove c’è posto e con il commensale che capita.

Come un racconto di ciò che offre la dispensa, c’è un menu scritto a penna, perché quello che c’è oggi forse non c’era ieri e probabilmente non ci sarà domani.

Ma un imperdibile must torna sempre: pasta ragù e ricotta.

Antica Osteria Da Tonino. Via S. Teresa a Chiaia, 47. Napoli. Tel. +39 081 421533

43. Da Corrado

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A Napoli si scrive giovedì Santo e si legge zuppa di cozze. Tra le più famose della città c’è quella di Corrado a via Foria, che unisce ai bruni mitili anche fasolari, vongole, telline e astici.

Un menu che profuma di mare, come quello sprigionato dalle linguine (o paccheri) a “modo nostro”, con un condimento che è matrimonio tra pescato del giorno e frutti di mare d’ogni sorta.

Da Corrado. Via Michele Tenore, 1. Napoli. Tel. +39 081 298176

44. La Cantina di Via Sapienza

Ogni trattoria napoletana che si rispetti ha un piatto in cui si identifica o con cui viene identificata dai clienti più affezionati.

Per la Cantina di Via Sapienza questo piatto è la parmigiana di melanzane. Il pane cafone è il compagno di una vita e qui in via Sapienza arriva puntuale. Non esiste l’una senza l’altro.

Il ristorante inoltre propone due menu a prezzo fisso, dall’antipasto al dolce: di terra 20 €, di mare 25 €.

La Cantina di Via Sapienza. Via Sapienza, 40, 80138 Napoli. Tel. +39 081 459078

45. La Campagnola

Trippa al sugo e frittura di paranza non sanno molto di campagnolo, ma sono le specialità de La Campagnola – raccolta trattoria del centro storico di Napoli, che è vivo e pulsante.

Antonio Castelluccio manda avanti, con la moglie Lucia in cucina, la tradizione familiare che è quella dell’ospitalità e del ristoro, secondi solo alla buona cucina.

C’è tutta la tradizione gastronomica partenopea: gattò, parmigiana, crocché, pasta e anche zuppe come quella di fagioli e scarole.

Insomma, un altro di qui posti per sentirsi a casa.

La Campagnola. Via dei Tribunali, 47. Napoli. Tel. +39 081 459034

Per il momento ci fermiamo qui, con i nostri 45 indirizzi per mangiare bene a Napoli non spendendo più di 30 €.

Non temete, è solo una pausa perché ci è venuta fame. Nel frattempo voi pensate ad altri suggerimenti, chi abbiamo mancato?

[Immagini: Francesca Spadaro, Scatti di Gusto, Vincenzo Pagano, 2night, I Love Mammà, La Mattonella, Leon d’Oro, Melhuang1972, Facebook, The Fork, Hungry Hoss, Hostaria Dalle Sorelle




- martedì, 16 maggio 2017 | ore 8:57

11 commenti su “Napoli. Guida alle 45 migliori trattorie in città per mangiare bene a meno di 30 €

  1. Svengo di piacere nel solo guardare queste foto e leggere le descrizioni. Mi sono segnata tutti gli indirizzi, grazie. Viva Napoli.

  2. Aggiungerei :
    -“La Pizzettata” in Via Belvedere ,Vomero (ottimo rapporto qualita’/prezzo e magistrali interpretazioni di linguine “ai frutti di mare” o “vongole e tarallo sbriciolato” oltre classici piatti della tradizione . Quest’anno zuppa di cozze Giovedì Santo memorabile.Accoglienza caldamente cordiale fa dimenticare gli spazi ristretti)
    -“Da Patrizia” al Borgo Marinaro, incantevole posizione (a pelo d’acqua).Cucina “espresso” con piatti arricchiti da frutti di mare e pescato fresco.

  3. Cantina del Gallo alle Fontanelle,mitica trattoria pizzeria, dove è nato Il Neapolitan Power negli anni 70. locale frequentato di Pino Daniele e gran parte dei musicisti napoletani di quegli anni

  4. Impossibile non inserire anche “Antonio La Trippa” alla zona ospedaliera, oltre ovviamente a quelli menzionati negli altri commenti…

  5. “Il pizzaiolo deve diventare assolutamente un personaggio”, dice Franco Manna di Sebeto, la società proprietaria di Rossopomodoro. E per fare questo, si possono usare i blogger, oppure creare eventi.

    “Partiamo da un presupposto, esistono due modi di lavorare: uno onesto, uno disonesto. Il modo disonesto è quello che compri i food blogger. Viceversa il modo onesto è creare, appunto, degli eventi”.

  6. Mi sono appuntato tutti gli indirizzi, grazie! Aggiungerei anche la Trattoria del Sole, nella Pignasecca al Vicoletto Rosario a Portamedina. Ogni fine settimana vado con mia moglie; ha una varietà di primi, secondi e contorni della cucina tradizionale napoletana. Pesce sempre fresco, quando non lo è lo dice, e non esagera mai coi condimenti.Gestione familiare con lo chef proveniente da un famosissimo ristorante di Napoli. E’ da qualche anno che andiamo lì, gli andrei a dare un’ occhiata; il conto finale è più che onesto.

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