Siamo in via Piacenza, ai margini di Porta Romana a Milano: un’altra zona che ha conosciuto, in questi ultimi tempi, un grande sviluppo, anche con l’apertura di una miriade di locali e ristoranti.

Ultimo arrivato, The Spirit: un portone nero borchiato, tre oblò, una lanterna accesa quando il locale è aperto. All’interno, una piccola waiting room, una prima sala con un bancone di legno, bicchieri e bottiglie (molte rare e sconosciute), una seconda sala, più intima. Il design e l’arredamento sono stati curati da Juan Carlos Viso, designer venezuelano da vent’anni a Milano: il risultato è caldo ed elegante.

Bar manager, Fabio Bacchi, una carriera internazionale nell’ambito degli hotel di lusso (in Italia, bar manager del Principe di Savoia di Milano e del Quisisana di Capri, fondatore ed editore del magazine BarTales).

Il team di bartender è guidato da Carlo Simbula, già Morgante Cocktail & Soul e Pinch, e comprende Vincenzo Losappio e Alessandro Impagnatiello, con Valentina Rizzi sommelier e Beatrice Bracci. La carta dei cocktail comprende una serie di classici (13  €) e Signature Cocktail a 15 €.

Una quindicina, che cambiano ogni tre mesi circa.

Fairy Pools  Talisker Storm Whisky, Drouin Calvados, Macchia Vermouth Rosso, Grapefruit Bitter, hibiscus & lime cordial
Calavera Vila Lobos Tequila Blanco, Vida Mezcal, Cocchi Rosa, lemon verbena & habanero cordial
Highland Sword Dance Johnnie Walker Gold, Duplais Assenzio, Bob’s Chocolate Bitter
Bushido Fizz Jinzu Gin, Yuzu juice, limone, camomilla & cannella cordial, soda water
Voiron Express Tanqueray Ten Gyn, Suze, Macchia Rosso Vermouth, Guinness syrup, Ferdinand’s Peach Bitter
Baron Samedi Clairin Casimir, lime, Vieux Pontarlier Asenzio, Grapefruit Biter
Black Forest Bitter Campari, Macchia Vermouth Rosso, Verjus, Kirsch
Lu Bancu di Disisa Marsala Florio Secco, Mandarino Varnelli, limone, ginger syrup, cranberry
Cueva del Indio Don Q Cristal Rum, Don Q Gold Rum, Madras, Falernum, Luxardo Triplum Orange, Elemakule Biter
Madre Shipton No3 London Dry Gin, limone, simple syrup, Strega, basilico
Doppelganger Buleit Bourbon Whiskey, Sangue di Morlaco, velutata di verbena,
fava Tonka
Pachacutec Machu Pisco, lime, sciroppo di maracuja, Fernet Branca

La “magia” continua con distillati esclusivi internazionali come il Ron Gran Reserva de la Familia Serrallés della distilleria portoticana Don Q di Porto Rico, citato dalla rivista Forbes come il più esclusivo al mondo (Ron di stile latino, invecchiato 20 anni, in sole 1865 bottiglie per celebrare l’anno di fondazione della distilleria), il Pisco “Ñusta” (creato in soli cento esemplari dalla distilleria peruviana Macchu Pisco); tra i Whisk(e)y il “Rare Cask” di Macallan, un Single Malt miscela di 16 whisky, il Nikka Gold & Gold, blend di pregiati Whisky giapponesi, la cui bottiglia è completa di armatura ed elmo da samurai, uno degli unici esemplari reperibili in Italia, troviamo una bottiglia di Michter’s 20 Year Old Single Barrel Bourbon, un Kentucky Straight Bourbon da singola botte, invecchiato per 20 anni da Michter’s, distilleria storica degli Stati Uniti d’America fondata a Louisville nel 1753; i Mezcal artigianali dell’azienda Del Maguey, con il Pechuga, un rarissimo Mezcal distillato una terza volta con frutti locali in infusione e un petto di pollo (pechuga) sospeso nell’alambicco; 50 etichette di amari italiani, con la presenza di aziende storiche della spirit industry italiana come Luxardo, Varnelli, Casoni, Cocchi, Pallini e Quaglia.

Anche le bottiglie di vino sono di altissimo livello. E lo Champagne maison scelto è Henri Giraud, piccolo vigneron dal 1628 giunto oggi alla tredicesima generazione.

E perché si chiama “The Spirit”? Anzi, per esteso: The Spirit. Good Drinks, Good Vibes. Unique&Magic Cocktail bar in Milan. Mi sembra evidente dall’elenco sopra, “spirit” come superalcolici, certo, Ma anche come “spiriti”, come magia, mistero: basta vedere i nomi dei cocktail da questa angolazione. “Lu bancu di Disisa” – che ho bevuto, e consiglio – ad esempio è legato a una leggenda che parla di una grotta nella zona di Monreale, dove sarebbe custodito un tesoro che, ritrovato, renderebbe ricca tutta l’isola – ma chi lo vedesse rimarrebbe a bocca aperta per lo stupore e non riuscirebbe più a chiuderla, e quindi a dire dove si trova… Beh – non dico di essere rimasto a bocca aperta, bevendo – ma piacevolmente stupito, sì. E tutti i signature cocktail hanno una storia come questa da raccontare – e i bartender sono pronti a raccontarvela.

Quindi: un locale da scoprire. In realtà, The Spirit non è tanto l’ultimo arrivato in zona quanto un “penultimo” arrivato: a pochi metri di distanza sono in corso i lavori in un bel locale spazioso, destinato a diventare un ristorante. Aspettiamo.

The Spirit. Via Piacenza 15, 20135 Milano.