Belle novità al Campionato Mondiale del Pizzaiuolo XVI Trofeo Caputo appena concluso sul lungomare di Napoli (il villaggio della pizza, invece, sarà aperto fino a domenica sera e qui trovate tutte le speciali da assaggiare o i corsi da seguire per imparare a fare la pizza a casa).

Le metto in ordine sparso.

Il nuovo Campione del Mondo categoria STG, Michele Leo, arriva dalla Basilicata (Venosa, non Canosa). Mentre tutti celebrano i giovanissimi e le nuove leve, come è giusto che sia, discutendo della maggiore forza di Caserta rispetto a Napoli, zac esce il 52enne che ha speso una vita per migliorarsi partecipando di continuo al campionato fino ad ottenere la vittoria. Quando si dice studio, metodo e impegno. E con questa vittoria possiamo dare un mezzo taglio alla ricerca assoluta di novità (sembra un contro senso rispetto all’incipit) dimenticando che il perfezionamento è di tutti, anche di chi è già “arrivato”. E c’è anche la nota del territorio diverso rispetto al triangolo d’oro della pizza napoletana. “Oggi è il più bel giorno della mia vita” ha dichiarato “corono un sogno e dico grazie. Il mio impegno sarà quello di continuare nella ricerca dei prodotti migliori del mio territorio, la Basilicata.”

La nuova categoria della Pizza Fritta pur all’avvio, è stata un successo. Hanno partecipato i grandi di questo piatto super pop che racconta tutta l’essenza di mangiare a Napoli per strada. L’infilata Teresa Iorio, Isabella De Cham, Pasquale Gueli non se l’aspettava nessuno a livello di partecipazione. E invece eccoli a gareggiare infrangendo il tabù che se si è “arrivati” si deve mantenere la posizione.

Plus del plus, Teresa Iorio che pur con lo scettro da campionessa (conquistato 2 anni fa, mica nell’altro secolo) è scesa in gara e ha pure vinto. Altra prassi interrotta: un campione del mondo può tornare a gareggiare. Un altro passettino in avanti e forse vedremo il campione uscente che prova a difendere il titolo come in qualsiasi altra competizione sportiva.

E poi c’è il capolavoro di Salvatore Lioniello, tra i top player della pizza e esponente della pizza ad Alta Alveolatura e frequentatore del campionato mondiale dove ha gareggiato in questi ultimi anni cogliendo anche successi nella specialità acrobatica.

Ha sbaragliato il campo con una pizza canotto o #diversamentenapoletana come dice lui per giunta Senza Glutine e come se non bastasse cotta nel forno elettrico.

Ha convinto con la farcitura di crema di zucca, melanzane arrostite condite con peperoncino a contrastare il dolce, salsiccia di maialino nero casertano, provola di Agerola, scaglie di Parmigiano Reggiano e olio extravergine di oliva in uscita. Squisita (e gli si perdona la punta di piccante in più).

Ma ha convinto ancora di più, ovviamente, per la strabiliante leggerezza che ottiene con un 100% Fior di Glut della Mulino Caputo e nessun altro addensante “perché ha già tutto quello che occorre per fare una buona pizza”.

L’unica cosa è la tecnica di impasto completamente diversa.

Il giorno prima Lioniello prepara un lievito con farina senza glutine e acqua (al 60%), secondo la tecnica di Francesca Morandin, e lo tiene in acqua a 30°C per 16 ore. Al termine delle 16 ore usa il lievito madre e chiude l’impasto usando al massimo lo 0,01% di lievito osmotollerante della Hirondelle che dà stabilità e struttura.

Facile tanto da vincere un campionato mondiale, non vi sembra?