Allarme uova contaminate dal fipronil: l’Italia è nell’elenco della UE

Le uova contaminate dall’insetticida fipronil “prodotte” in Belgio e in Olanda sono arrivate anche in Italia.

La Commissione Europea ha lanciato l’allerta e ha stilato la lista dei Paesi coinvolti UE e fuori dalla UE:

  1. Italia
  2. Belgio
  3. Paesi Bassi
  4. Germania
  5. Francia
  6. Svezia
  7. Regno Unito
  8. Austria
  9. Irlanda
  10. Lussemburgo
  11. Polonia
  12. Romania
  13. Slovacchia
  14. Slovenia
  15. Danimarca
  16. Svizzera
  17. Hong Kong

Di questi 17 Paesi, la Commissione ne indica 4, e cioè Olanda, Belgio, Germania e Francia, in cui è stato confermato l’utilizzo illegale delle uova al fipronil.

Le altre nazioni, Italia compresa, “hanno ricevuto delle importazioni provenienti da questi quattro Paesi” (il che non implica necessariamente che siano già stati distribuiti per la vendita).

Repubblica riporta il comunicato del Ministero della Salute che minimizza il pericolo perché le autorità sanitarie hanno sequestrato in Italia alcuni prodotti provenienti da un’azienda francese che aveva usato le uova di uno degli allevamenti olandesi coinvolti nell’uso del fipronil.

“Ad oggi, non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale. Dai riscontri incrociati, effettuati dal ministero della Salute, tra le liste di aziende coinvolte e di quelle che hanno spedito prodotti in Italia negli ultimi tre mesi al momento risulta solo, da una segnalazione delle autorità francesi, pervenuta in data 8 agosto attraverso il Rasff, che un’azienda di tale Paese ha acquistato uova da uno degli allevamenti olandesi interessati e le ha trasformate in ovoprodotti che ha poi venduto anche a un’azienda italiana”. Questo il comunicato del Ministero della Salute che ha provveduto a porre sotto sequestro la partita, e quindi il prodotto non è stato posto in commercio. “Pertanto, ad oggi, non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale”.

Il sistema di allerta è partito in ritardo e una procedura di infrazione potrebbe essere aperta contro il Belgio, mentre sono stati arrestati due manager di una società olandese che ha usato l’insetticida negli allevamenti di pollame e che secondo i media olandesi è la Chickfriend.

Le “quantità sono modeste, i rischi per la salute pubblica molto bassi  e tutti i prodotti sospetti sono stati ritirati dal mercato. I consumatori possono stare tranquilli”, conferma una nota della Food Safety Agency britannica.

Ma l’osservatorio alimentare britannico sostiene che circa 700mila uova sono state importate da fattorie olandesi, presumibilmente contaminate.

Il ministro dell’Agricoltura francese, Stéphane Travert ha detto ai microfoni di radio RMC che “un lotto di 48mila uova, il 0NL43651-01, può essere stato acquistato dai consumatori” nei supermercati, garantendo tuttavia che questo non rappresenta un pericolo.

Travert ha dichiarato che, in totale, le uova contaminate provenienti da Belgio e Olanda “immesse nel mercato” francese da aprile sono più di 200mila. Il ministro ha precisato che il primo lotto, da 196mila uova, è stato venduto tra il 16 aprile e il 2 maggio senza nessun “impatto per la salute”. Il secondo lotto, da 48mila, è stato consumato tra il 19 e il 28 luglio. “Il rischio per la salute umana è molto basso visti i livelli di fipronil riscontrati nelle uova contaminate e le abitudini alimentari dei francesi” ha poi aggiunto Travert.

Il ministero della Salute italiano “in ogni caso continua a valutare con attenzione le informazioni sulla circolazione dei lotti in Europa, anche in considerazione delle nuove segnalazioni sul sistema di allerta comunitario che provengono da Paesi prima non coinvolti, avvalendosi della stretta collaborazione delle autorità sanitarie regionali e dei carabinieri del Nas”, conclude la nota ufficiale.

I rischi per l’uomo sono strettamente legati alla quantità di sostanza ingerita: si parla di alte dosi e non dovrebbe essere il caso dell’attuale scandalo alimentare, anche se (come è avvio) sarebbe meglio evitare l’assunzione di questo antipulci che avvelena lentamente l’insetto consentendogli di ritornare nella colonia e di infettarla al 95%.

Che sia moderatamente pericoloso lo conferma anche l’utilizzo in prodotti per gli animali da compagnia anche se l’Oms lo vieta nei trattamenti anti-pulci di animali destinato al consumo umano perché lo ritiene pericoloso per fegato, reni e tiroide.

Insomma tanto rumore per nulla? I 15 Paesi della UE si riuniranno il 26 settembre più che altro per rivedere il sistema di allerta.

Ma a settembre scadrà l’autorizzazione all’uso del fipronil il cui uso in agricoltura è consentito solo su alcuni semi.

Meglio, quindi, continuare a leggere con attenzione le etichette per acquistare le uova migliori, cioè quelle con codice 0 e 1 facendo attenzione anche a nazione e provincia (italiana) di produzione.

[Link: Repubblica, Ansa. Immagini: Scatti di Gusto, Ansa, Il Fatto Alimentare]




- venerdì, 11 agosto 2017 | ore 15:09

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