Annicka è il nuovo ristorante con la cucina libera da stronzi.

Ok, ci siamo andati giù pesanti, ma come potete leggere, questo è il ristorante dei sogni di qualsiasi dipendente del mondo.

In cucina non ci sono persone moleste, nessuno può alzare la voce o fare atti di nonnismo e “per giunta” comandano anche le donne.

L’eldorado dei sous-sous chef, dei commis, dei lavapiatti, dei tagliatori di patate.

Peccato solo che Annicka si trovi a Greenpoint, Manhattan, New York City. Dall’altra parte dell’Oceano, dunque.

Qui dimenticate comportamenti alla Hell’s Kitchen e tenete a mente che la negazione “no asshole” sta ad indicare l’assenza, in un gruppo di lavoro, di persone moleste.

Sfuriate immotivate del capo, l’essere costantemente sottovalutati o peggio, essere oggetto di dispetti da parte di colleghe e colleghi sono comportamenti che, alla lunga, risultano dannosi per la produttività e la cooperazione negli ambienti di lavoro.

Senza entrare nel merito di quanto pubblicato nel 2007 dal professore dell’Università di Stanford Robert Sutton, sappiate solo che lo stesso ha indicato, tra le altre cose, i costi elevati che un sistema economico è costretto a sostenere in presenza di un clima negativo in termini di di mancata performance, insoddisfazione per i clienti e alto turnover del personale.

Ed ecco l’idea di Emma Jane Gonzalez e Sasha Winters, rispettivamente chef e general manager di Annicka.

Prendere posizione verso quelle cucine definite “machiste”, ovvero cambiare la classica idea del ristorante (alla Hell’s Kitchen per capirci), cercare di migliorare posti unhealty (poco salubri, malsani, pericolosi), dove si generano dinamiche per tanto tempo non affrontate.

L’Annicka invece, secondo general manager e chef, si sforzerà di essere un posto dove il personale potrà sentirsi come a casa propria, insomma un bel posto per lavorare.

E per non trascurare nessun aspetto “sensibile”, vi saranno donne ai posti di comando, per “abituare i giovani a vedere normalmente le donne in queste posizioni”, afferma la general manager Sasha Winters.

Ma c’è dell’altro.

Il locale nasce da una collaborazione tra North Brooklyn Farms e Greenpoint Beer and Ale Co, due realtà, un orto urbano ed un birrificio artigianale, che vi invito a scoprire, via web sia chiaro, per comprendere meglio alcune sfaccettature della realtà newyorkese.

Annicka è un ristorante “contenitore”, non facilmente definibile (menu con elementi vegani, vegetariani e non).Un posto dove le persone possano mangiare “buoni” piatti, passando dai cereali alla bistecca, dal maiale alle verdure con semplicità, senza troppi sofismi.

Non da meno l’essere il primo ristorante a New York ad aprire sotto la Governor Cuomo’s Farm Brewery license, ovvero un programma che prevede che la birra venga prodotta principalmente con prodotti agricoli locali al fine di incrementare posti di lavoro e flussi turistici.
E ad Annicka si serviranno esclusivamente birra, sidro, vino e liquori di produzione newyorkese. Così come serviranno cibo proveniente da fornitori locali.

Allora forse hanno ragione quei giovani sottopagati in sala e in cucina. C’è di meglio che lavorare 80 ore a 1.110 € al mese. Annicka, per esempio.

E ora a voi: che sia #assholefree

[Link e Immagini: Eater NY, Noah Fecks/Grub Street]

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