Masterchef 2018. Vince Simone Scipioni da Montecosaro

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Simone Scipioni ha vinto Masterchef 2018.

Il giovane concorrente di Montecosaro, in provincia di Macerata, è andato su un’anDra galassia e ha superato l’ultima prova brillantemente, con sicurezza e tranquillità, doti messe in mostra lungo tutta la settima stagione del talent gastronomico più seguito della tivvù.

Ma andiamo con ordine, partendo dall’ultima Mystery Box, che ha visto sfidarsi Simone Scipioni, Alberto Menini e Kateryna Gryniukh “all’ultimo coltello”.

Conteneva stavolta uno specchio, chiaro invito a riguardare il proprio percorso, ad elaborare il loro “signature dish” (in un’ora di tempo, con libero accesso iniziale alla dispensa). Kateryna è risultata la migliore con “mare e terra”,  un raviolo di seppia con funghi porcini, ribes, caviale ed un brodo di funghi porcini ed ali di pollo, che le ha regalato l’accesso alla finale.

Il gioco si è complicato per i due concorrenti rimanenti (okkey, ma sempre di una finale si trattava) nell’Invention Test conclusivo, con l’ingresso in studio di tre chef stellati di fama internazionale, Pino Cuttaia, Anthony Genovese e Norbert Niederkofler, di cui gli chef amatoriali, in 45 minuti di tempo per ogni prova, hanno dovuto replicare un loro piatto simbolo e sottoporsi al loro giudizio.

Pino Cuttaia, due stelle Michelin nel suo ristorante siciliano La Madia, mostra ai due sfidanti una cloche contenente una preparazione poetica e complessa – l’Uovo di seppia – rivisitazione personalissima della seppia ripiena: pochi ingredienti a fronte di tanto lavoro, con Simone indicato come migliore dei due dallo chef.

Anthony Genovese, due stelle Michelin al Ristorante Il Pagliaccio di Roma, ha presentato il suo Ricordo di un viaggio in Thailandia, ispirato a un dolce tipico di Bangkok mutato in una portata salata: un piatto a base di scampi, sia scottati che utilizzati per creare una mousse di bisque, riso soffiato mantecato con latte di cocco, una crema di mango e una stecca di cioccolato. Qui Alberto risulta nettamente il migliore dei due.

Norbert Niederkofler, freschissimo tre stelle, cioè l’empireo della galassia Michelin, dal suo St.Hubertus ha portato all’attenzione degli sfidanti l’Anatra muta, un petto d’anatra alla brace con una salsa koji di orzo fermentato e una salsa di pelle d’anatra con bacche di sambuco. Un confronto praticamente alla pari, che vede prevalere Simone davvero di “stretta misura”.

La prova finale ha quindi visto protagonisti Kateryna e Simone,che giunti al rush finale hanno dovuto realizzare un “menu degustazione” che parlasse di loro, della loro storia e del percorso che li ha portati fino in fondo.

Un’esecuzione libera: ai finalisti è stato chiesto di presentare un menù degustazione a propria scelta, senza limiti di portate né di alimenti a disposizione, facendo appello solo alla propria sensibilità con l’insegnamento di Joe Bastianich ben presente: “per vincere non accettate consigli da nessuno”.

Simone è stat più bravo. Ha preferito un menu più tradizionale, con abbinamenti e tecniche davvero interessanti, come l’affumicatura delle vongole dell’antipasto, definito piatto della serata da Joe Bastianich, tra il consenso generale degli altri giudici.

Il titolo va a lui insieme ai 100.000 € di premio e al libro di ricette di prossima pubblicazione.

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- venerdì, 9 marzo 2018 | ore 0:01

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