La pizza con le bollicine funziona, è un connubio vincente, e al Vinitaly abbiamo avuto la prova. La semplicità è la parola chiave di questo abbinamento ma è solo un’apparenza: l’arte della pizza e ha una storia lunga e lo stesso vale per il prosecco.

Ne sa qualcosa qualcosa la famiglia Zonin (che tra 3 anni celebrerà 200 anni di storia dell’azienda) che di anno in anno continua a spezzare i fumi alcolici di Vinitaly con la pizza, sia fritta o tradizionale, e le bolle, prosecco o spumante. All’apparenza è solo uno svago, ma tutto questo fa parte di un progetto. L’azienda di Gambellara vuole continuare ad essere un punto di riferimento per la promozione della cultura del vino, soprattutto verso le nuove generazioni, così da soddisfare le crescenti curiosità verso un mondo appassionante e sfaccettato come quello enologico. Ogni anno vengono creati dei progetti dedicati ai giovani, agli studenti universitari,  che vogliono fare uno stage presso ZONIN1821 o semplicemente per accogliere winelovers desiderosi di approfondire la propria formazione specifica.

Tra vari progetti di Zonin dedicati ala comunicazione, quello di far approciare i giovani al mondo di vino è il più ambizioso. Abbandonare il modo accademico di raccontarlo, puntando sull’emozione, piacevolezza e condivisione. E cosa è meglio del Prosecco, frizzante e poco alcolico, per iniziare? La pizza è il cibo più democratico per eccellenza, adatto a tutte le occasioni, e poi, vogliamo mettere le bolle della lievitazione con le bolle nel calice?

Ma ecco le due prove di abbinamenti vincenti, due prove che testimoniano come la pizza del Nord e del Sud insieme funzionano.

Enzo Coccia ha portato da Napoli la sua simpatia e l’arte della pizza fritta, sfiziosa e divertente, molto smart. Fritta non vuol dire pesante, specie se è una montanarina con straccetti di bufala, pomodorini semisecchi del Cilento, basilico e olio extravergine e l’abbinamento con un calice di Prosecco Zonin 1821 Cuvée, fresco, frizzante e giovane, aromatico con un ricordo di fiori e una leggera mandorla amara in bocca. Una piccola pausa sensoriale in un ambiente bianco celeste che fa sognare il mare, il sole e l’estate.

Ottima la pizza fritta Ciropedia con ricotta di bufala, fior di latte di Agevola del Monti Lattari, rucola, salsiccia di bufala, blu di bufala, saporita ed appagante. Un calice di Prosecco per pulire la bocca e apprezzare la ricchezza del ripieno.

Renato Bosco, tra i pizzaioli più famosi del Nord, ha proposto la sua pizza crunch e non solo, da sgranocchiare con una bollicina rosé della Puglia, Masseria Altemura Spumante Brut Charmat.  Color rosa antico, perlage fine e delicato, fruttato al naso, con le note floreali in bocca, perfetto per accompagnare tanti sapori e consistenze della pizza di Saporè.

Renato Bosco ha cucinato la sua spettacolare mozzarella di pane con crema di piselli e trota affumicata, in pratica una nuvola, con il forno Serie S del nostro sponsor Moretti Forni.

E poi la pizza crunch con tatin di pomodoro, Parmigiano Reggiano, fiordilatte e basilico, appagante.

E qui avete la ricetta della margherita!

Saporita la pizza crunch con burrata pugliese, carpaccio di carne salata e misticanza.

Pizza Margherita senza lieviti aggiunti. Sono solo alcuni di tanti gusti portati da Renato Bosco. Moltitudine di profumi, sapori e consistenze che si accompagnano da un Negramaro in purezza in versione Spumante Brut Rosé.

Tutto questo per dire ai giovani che la pizza non chiama per forza la birra, ma le bollicine (parole di Enzo Coccia). Che il vino può essere pop e smart senza sminuire la sua importanza né la storia, e ci si può avvicinare al mondo del vino senza preconcetti e timori, e berlo in modo semplice e giocoso.

E ora a voi: bollicine o birra con la pizza?

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