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Una salsiccia innaffiata da un ottimo Pouilly Fumé vi sembra un controsenso in estate? No, se è di mare.

Accade al Dek Bistrot di Prato, ristorante con vista sul Castello dell’Imperatore, in mezzo alla rinnovata movida pratese. Stanchi del solito nome e della solita cucina, i soci di quel che era il Decanter, trattoria tradizionale in zona residenziale, hanno dato una svolta al menu e cambiato location, scegliendo una posizione più centrale.

E puntando su una cucina meno tipica (soprattutto pesce), grandi vini con un buon rapporto qualità-prezzo (soprattutto Loira, ma anche tanta Toscana e Italia) e ricette originali.

Un valido esempio di tutto ciò è rappresentato appunto dai salumi di pesce, che popolano la carta del bistrot.

Ma anche la bottega adiacente, Shark, dove si sorseggia un calice per aperitivo, accompagnato da focaccine autoprodotte, condite con bresaola di tonno, sopressata di polpo affumicata al castagno e lonzino di spada affumicato al legno di olivo.

La rockstar è il roast-fish di tonno, impensabilmente succulento: la parte centrale del filetto viene laccata con miele, leggermente scottata per produrre una leggera crosta esterna e cotta in forno a 33 gradi per un’ora e mezzo circa. Il risultato è un prodotto diverso da qualsiasi carpaccio di pesce abbiate mai assaggiato.

Fresca e godereccia anche la salsiccia di mare, prodotta con pesce spada, tonno e salmone, drogata come una “vera salsiccia”, con spezie e finocchietto. Fateveli portare in versione degustazione, assieme a bresaola di tonno, lonzino di spada e salmone affumicato con chiodi di garofano e altre spezie.

Per proseguire si può scegliere tra una discreta quantità di piatti: il menu somiglia a un giornale e non è un caso. Prendetevi il tempo che vi serve per leggerlo tutto, perché ci troverete qualche sorpresa.

Ad esempio le finte fettuccine di calamari con crumble di gamberi rossi e sedano ghiaccio (da provare con un Viognier della Languedoc), le vere fettuccine al nero con salsa di pomodoro giallo e nudo di scampi (ben bilanciato tra acidità e dolcezza) o il turbante di pesce azzurro.

E i titolari? Il turbante vero ce l’ha sulla testa Francesco Secci, ma fatto di rasta. Il look è in pieno mood Ibiza, dove insieme al socio Daniele Capace ha aperto un altro Dek, anche lì in pieno centro storico con vista mura. Ma non vi fate ingannare dai tocchi eccentrici, come i dettagli colorati del locale o i manichini che fungono da porta cestello del ghiaccio (d’altronde siamo o non siamo a Prato, la capitale del tessile?): la professionalità c’è tutta e il servizio è impeccabile.

La spesa media è tra 50 e 70 €, a seconda del numero delle portate e della bottiglia scelta.

In carta ci sono anche pizze gourmet (come la focaccia porchetta e foie gras), gli antipasti oscillano tra gli 11 € della tartarre e i 30 del gran crudo, i primi tra 14 e 18 €, i secondi tra 16 e 20 €.

Un plateau di ostriche costa 18 € e c’è anche un menu del sushi. Gamberi e scampi arrivano da Mazara del Vallo, la maggior parte del pesce con lisca da Viareggio, garantiscono i soci.

L’obiettivo per il futuro? “Portare qui chiunque sia alla ricerca di un bistrot dove mangiare pesce in modo smart, senza il clima ingessato che spesso si respira nei ristoranti di alta fascia, ma senza neanche doversi rivolgere allo street food”, dichiara Francesco Secci.

Il Dek Italian Bistrot. Piazza delle Carceri 1-2. Prato. Tel. +39 0574 475476

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