Uno scontrino, normale, per una coppia di ragazzi, ventenni, in un ristorante romano. Una cena, finita alle 23.58.

Un coccetto di trippa, senza formaggio (uhm… qualcosa non va…) fiori di zucca, una costoletta con le patate al forno, una Peroni, un Nero d’Avola.

Normale, anzi, quasi troppo normale.

Normale però solo fino alle ultime righe. Dove alla voce “Rigatoni Carbonara Classica” (9 €) fa seguito la scritta “no pecorino” (ecco, lo sospettavo: questo sì che va deprecato) e “sì frocio”.

No, non è un pezzo grossolanamente umoristico, questo, e neanche un vecchio episodio di commedia all’italiana dozzinale.

Siamo oggi, anzi ieri l’altro, il 19 luglio, del 2018. Veramente.

La coppia di ragazzi, gay (ma poco importa: basta sembrare omosessuali, o come si dice “effeminati”, a volte anche solo andare in giro in due, per sollecitare gli odi più impensati), secondo le cronache al momento del conto ha notato la scritta, ovviamente, e ha protestato con la proprietà. Alla cassa, dopo mezzora di discussione in cui il cameriere anziché scusarsi ha cercato di far passare il concetto “è uno scherzo”, hanno deciso di non far pagare il conto ai due ragazzi.

Sempre le cronache riferiscono che siamo alla Locanda Rigatoni, in via Domenico Fontana, vicino piazza San Giovanni.

Ecco, il concetto è: non si può deformare, malinterpretare, giudicare e offendere in nome dell’ignoranza, del pregiudizio, dell’omofobia. E non si può negare che l’odio circolante a piede libero, sia stato sdoganato anche grazie a una parte della classe politica, che ha permesso a questo tipo di persone di esprimere pubblicamente il proprio livore, le proprie frustrazioni, i propri pregiudizi contro tutto quello che è diverso.

Comunque, il locale ha emesso un comunicato.

Giovedì 19 luglio è accaduto un fatto grave. Nel nostro locale, un cameriere ha compiuto un atto inqualificabile nei confronti di due clienti stampando sulla comanda un insulto omofobo, da cui tutta la direzione e il personale della “Locanda Rigatoni” prende le più decise e convinte distanze. Ci teniamo a precisare che, fermo restando la gravità dei fatti, la direttrice del locale ha immediatamente condannato l’atto del cameriere e si è scusata con i clienti, inorridita dal fatto incriminato come e, se possibile, più di loro. Coerentemente con tale comportamento comunichiamo che il cameriere è stato licenziato in tronco, non rappresentando in alcun modo la filosofia e lo stile della Locanda Rigatoni. Ovviamente il cameriere responsabile di questa spiacevole vicenda ne risponderà in prima persona».

Bene: era già cominciata la campagna anti-Rigatoni sui social, e su TripAdvisor, e non mi sembra proprio il caso.