Ormai leggere solo le critiche e le cronache gastronomiche non basta più: è necessario aggiornarsi anche seguendo le cronache giudiziarie. Alle notizie che girano in questi giorni, e che abbiamo riferito, della chiusura dei due locali milanesi Frijenno Magnanno, per sospette collusioni con la camorra, e Unico Milano, per connivenze con la ’ndrangheta, aggiungiamo ora una serie di chiusure e sequestri per riciclaggio, che hanno coinvolto anche L’Hamburgheria di Eataly a Settimo Torinese (che non fa capo agli Eataly di Farinetti, e che non è l’Hamburgheria in centro a Torino).

L’inchiesta dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Torino, condotta insieme ai colleghi di Cosenza, Milano e Vercelli, ha portato dapprima alla scoperta di un tesoro in lingotti d’oro in un deposito in corso Giulio Cesare, e di conseguenza al sequestro preventivo di società e di patrimoni.

29 le società coinvolte, attive nei settori dell’energia e della finanza, facenti capo a un gruppo di piccoli imprenditori (31 le persone indagate, 6 arrestate), con un giro d’affari di 250 milioni di €. Sono stati sequestrati 8 immobili, 79 conti correnti bancari, 6 auto fuori serie, e 75 lingotti d’oro e 600.000 € in contanti.

Le accuse, associazione finalizzata a condotte di truffa, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, truffa per il percepimento di erogazioni pubbliche, frodi fiscali e fittizie intestazioni di beni.

Tra le società figura appunto anche L’Hambugheria di Eataly, nell’outlet di Settimo Torinese: il titolare, Giuseppe Soldano, è lo stesso del contratto di affitto dello store box che custodiva i lingotti d’oro, scoperto casualmente durante un’operazione antidroga. Il negozio fa capo a Opera srl, una delle società poste sotto sequestro.

Il nome “L’Hamburgheria di Eataly” è un marchio commerciale che non fa parte della società di Farinetti e dei suoi “Eataly” (hanno solo avuto l’autorizzazione all’uso del nome, sottolinea l’edizione torinese di Repubblica).

Soldano è stato arrestato, così come gli imprenditori Elio Miegge, Luca Villata, Simone Marietta e Luca Pifferi, arrestati prima che potessero fuggire in Svizzera.

Interessante coincidenza, o magari risultato più evidente di altri, del lavoro delle forze dell’ordine contro la criminalità, sia essa malavitosa o finanziaria.

[Link: la Repubblica, La Stampa, Virgilio, TPI, Lo Spiffero]

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