Il Mercato Pompeiano ha tre cerchi come simbolo. Che non sono le quasi olimpiadi ma il numero dei soci del format nato a Pompei con bel successo di pubblico. Tre soci – Gaspare Coppola, Giovanni Malafronte e Carlo Mauriello –  imprestati all’attività di ristorazione per passione pura. Tre cerchi che ricordano le bocche degli orci delle locande dell’antica Pompei.

Il richiamo al passato è nelle mura del locale che in versione contemporanea ne richiama senza sforzo i tratti. Un intervento con strutture di metallo e di legno che si ritrovano anche nella pizzeria aperta pochi giorni fa con lo stesso imprinting e la fortuna di entrare in possesso di un locale che ha quasi gli stessi tratti somatici.

Uno di fronte all’altro sulla strada che porta al Santuario.

Da una parte ci sono i due “pizzaioli dentro”, Alfonso Saviello e Tommaso Lastra che in attesa dell’apertura del proprio locale a Salerno nei pressi della Carnale collaborano con consulenze come questa al Mercato Pompeiano dove inevitabilmente è sbarcata la pizza canotto resa alveolato dalla farina Nuvola della Mulino Caputo.

Dall’altra c’è il ristorante braceria con Diego Balzano, giovane chef che ha occhio e mano ferma sulla tradizione e il territorio.

Il girovagare per tavole e indirizzi gastronomici ha consigliato ai tre soci di fare una spesa di qualità. Che si ritrova non solo nei piatti ma anche nella possibilità per i clienti di riempire la dispensa di casa attingendo dagli scaffali. Mercato, appunto.

Oltre alla scelta di pasta, olio, conserve, c’è anche una ben fornita cantina con 200 etichette che sono patrimonio comune del ristorante e della pizzeria. E a breve ci sarà anche un orto aperto ai commensali che potranno scegliere verdure e ortaggi da far cucinare al ristorante. Un percorso rivolto soprattutto ai turisti stranieri.

Intanto, in attesa di un altro commensale, spizzichiamo un fiore di zucca ripieno di ricotta. Ben fatto.

Nel carrello della spesa del Mercato Pompeiano primeggia la carne della Macelleria Oberto, garanzia di qualità di carni piemontesi.

L’avvio non può che essere affidata a una generosa tartare di fassona accompagnata dagli asparagi (16 €).

Pur trattandosi di un ristorante votato alla carne in cui spuntano anche panini, la lista dei primi è interessante.

C’è una piacevolissima genovese con carne di fassone piemontese cotta lentamente e cipolle di Tropea servita con candele Gerardo Di Nola (13 €). Preparazione da manuale.

I fusilloni con pomodorini gialli, alici di menaica e stracciata di bufala (12 €) sono un po’ meno performanti ma egualmente buoni.

La carne al sangue è una fiorentina di fassone di Oberto. Qualche piccola incertezza del servizio non mortificano la qualità e la cottura del taglio (7 € all’etto e la nostra superava il chilo).

Accompagnamento di patate di Avezzano con fonduta di Parmigiano (6 €) e verdure miste di stagione (4,50) entrambe cotte nel forno Kamado.

Chiusura con un buon tartufo alla nocciola di Pizzo Calabro (5 €).

Un bel locale da riprovare dopo il prossimo e imminente cambio menu con la possibile combo carne e pizza. A destra e a sinistra della strada la qualità è garantita.

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Mercato Pompeiano. Via Sacra, 13. Pompei. Tel. +39 081 850 5145

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