Pasta liscia

Pastabar Leonessa a Nola, la recensione è da goduria

Ristoranti

Nonostante la presenza della Città del Gusto del Gambero Rosso, l’Interporto di Nola non vi apparirà come un luogo di eccellenze gastronomiche.

E anche la pausa pranzo ispira più un mordi e fuggi di panini lasciati a decantare nelle vetrine.

Poi guardi la fila che si allunga davanti a un caseggiato e ti chiedi cosa daranno mai in premio per produrre un’attesa così lunga.

Il premio, anzi, i premi sono i piatti del Leonessa PastaBar messo lì al centro di un enorme parcheggio. Se dovessimo rispolverare il vecchio adagio che tocca fermarsi ai luoghi di ristoro dove stazionano i camionisti, qui abbiamo a disposizione un catalogo ampio di mezzi di trasporto. Corroborato da pattuglie di auto più o meno aziendali, più o meno rappresentative e di rappresentanza.

Il dato comune è la fila di bipedi che si produce alle porte di ingresso automatiche.

A destra e a sinistra le vetrine mettono in mostra gli ingredienti dei piatti. Pasta e pomodoro, soprattutto.

L’area bar è affollata e solo all’uscita riusciremo a intravedere il bancone.

Il servizio è agile e veloce pur con la consistente pressione dei tanti tantissimi che premono perché la pausa pranzo ha un arco di tempo limitato. Ci indirizzano al tavolo per due sorvegliato dalla cucina a vista.

Non facciamo eccezione: tempo limitato a disposizione e d’altronde la formula del Pastabar vuole essere quella della velocità ma con una buona dose di qualità a tavola.

Acqua quasi fulminea e a seguire come intrattenimento (la cucina viaggia a tutto regime) arriva un (gradito) piatto di cotto. Con due grissini che lasciano intravedere sullo sfondo il motivo della griglia organica di semi frazionamento degli ambienti: il layout iniziale – in pratica uno spazio industriale – ha subito modifiche con l’intervento di Marco Falconio, l’architetto per citare di Pescheria e Pignalosa Pizzeria a Salerno e della nuova Le Parùle a Ercolano che riaprirà in autunno. Un work in progress che vedrà il Pastabar allargarsi e ricucire le diverse istanze.

Dalla carta, che propone anche qualche piatto del giorno, pesco la parmigiana di melanzane servita nel tegamino Stub in ghisa (8 €). Promossa.

Guardano la lista si nota che il Pastabar non costringe per forza a nutrirsi di soli carboidrati e difatti ci sono tavoli all’intorno che hanno scelto la carne o il pesce.

Ma noi siamo qui per la pasta.

Gli spaghettoni 20 al filetto di pomodoro San Marzano DOP (10 €) sono una porzione pantagruelica osserva il mio commensale. Lo alleggerisco di una forchettata. Ben fatti e con un ottimo rapporto qualità – prezzo, ci sarà solo il problema di finirli.

Porzione più umana per i manicotti con datterino giallo, cannolicchi e calamaretti spillo che fanno innalzare inevitabilmente il costo scontrino ma viaggiano in un’ottica fast food (15 €). Cottura millimetrica e condimento arricchito – non so se per l’occasione – da asparagetti che danno la carica. Meglio di tante trattorie vaticinate.

Il tempo a disposizione è finito.

Caffè ed arriva la coccola del cioccolato che obiettivamente in un locale a cosi forte flusso non mi sarei aspettato.

Naviganti del web, commessi viaggiatori (ammesso che ancora esistono), forzati dei trasferimenti autostradali, prendete nota: il Pastabar vi farà fare una pausa pranzo a dovere.

E potete scegliere da una carta ampia.

Ricordate solo che chiude alle 18 e quindi se mai vi venisse in mente di seguire le orme di qualcuno che va a San Valentino a mangiare un hamburger, desistete.

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PastaBar Leonessa. Via Interporto Campano. Nola (Napoli). Tel. +39 081 826 9357

La classifica della migliore pasta italiana, piatto per piatto

 




Di Vincenzo Pagano

Di Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.