Ulivus entrò rapido e i suoi armigeri fecero scorrere la pesante grata alla sue spalle.

L’enclave delle Tre Signore era conosciuta come inespugnabile in tutta la Terra di Mezzo. Le pattuglie di frombolieri correvano veloci da un lato all’altro della contea a bordo dei birota inchinandosi davanti ai tre busti delle Signore.

Da lì accanto uscivano fiumi di pizze fritte nell’olio dell’albero delle regioni tropicali e chiuse nei cartones da portare a casa. Dall’altro uscio la fila si allungava a perdita d’occhio arravogliandosi come un serpente per mangiare le pizze che mai nessun uomo della terra vegetale avrebbe mai addentato.

Rise forte come era solito fare sia se ci fosse da gioire che da aspergere lacrime.

Il cuore di pizza inciso sullo scudo palpitò alla luce degli ultimi raggi di sole. Da lì a poco la terra della Santità sarebbe stata avvolta dalle ombre e solo la sua locanda avrebbe avuto luce. Il patto con la Signora Bolicinorum aveva dato i suoi frutti.

“Bagnatus”, gridò forte per far accorrere il suo mescitore di bevande, “hai ordunque approntato i dischi spennellati con il grasso di cinghiale?”.

“Certo mio signore, ne abbiamo a sufficienza  per satollare Magnataro e tutti i suoi lustratores”, gli fece prontamente eco.

“Io questa storia dell’invito a cena non l’ho capita”, rimuginò tra sé e sé mentre dava un’occhiata al fumo nero che sbuffava dall’antico forno. “Finora ci sono state due cene: una con i pizzaioli della Terra di Mezzo e l’altra con i garantes e sono successi solo bordelli che nemmeno in mezzo ai Cristallini accadono”.

“Sta pensando ancora all’ultima cena, mio Signore?”. Gli fece Bagnatus che ormai avrebbe capito i suoi pensieri anche se la sua testa fosse stata celata dalla stufa delle pizze fritte.

“Sì, è così. Non più di 50 invitati a bere e a mangiare e ora mi sembra che la lista dei convitati sia un’altra. Eppure il messo che era venuto mi aveva offerto 100 orci di acqua e 100 orci di vini per farmici andare. E io che c’ho un’azienda e i dipendenti e capisco queste cose gli avevo detto di non preoccuparsi che gli avrei portato 200 bottiglie di bolicinorum per far bere tutti a sazietà. E quello che fa? Mi butta fuori da un anno all’altro. Prima ero accomodato sulle poltrone di pelle di bufalo manco fossi stato lo Chef Maximo in persona, poi mi sono ritrovato senza i braccioli e mo’ vorrebbero che me ne stessi sullo scannetiello dello scarparo? Secondo me l’acqua del Flegetonte deve avergli intasato il cervello. Possibile che da un anno a un altro i miei doni non siano tanto buoni da stare sul tavolo dei più forti della Terra di Mezzo?”.

“Secondo me è tutta una manovra per favorire la Signora delle Pupatelle, si intromise Bagnatus.

“Ma chi? Quella Janara che non sa che pesci prendere la mattina con le sue papocchie stomachevoli”, lo fulminò con uno sguardo mentre dava un morso alla frittata per cui era stato elogiato fino a far scendere le sfere celesti in terra.

“No ci deve essere un’altra spiegazione. Sono caduti dal piedistallo anche Carletto Canottiere che pur alla Janara ha insegnato a trasformare i taralli in salvagenti e che dire di Ercole precipitato agli Inferi come se il sommo Zeus gli avesse dato un calcio sulle nobili chiappe. Sei fuori strada amico mio”, rise ancora più forte.

“Mi spiace Sire, ma tu dimentichi che i due hanno aperto due nuove locande e vedrai se non saranno loro a fare le libagioni alla tavola della frutta”, esclamò perdendosi il lei di rispetto per strada!

“La Signora Bolicinorum mi ha ricordato che l’anno scorsa il vecchio Coccius aveva ben due poltrone Fantozzus in pelle al tavolo e quindi come ce ne sono state due in alto ce ne possono stare due in basso”, gli fece con un gesto di strafottenza segnando con le dita un 4 e un 2.

“Anche questo è vero”, ammise Bagnatus, “ma qui parliamo di ambiance, terroir, location, texture, mise en Place”, gli rimandò il fedele coppiere.

“Che Zeus ti fulmini, ma sei stato a far visita alla Sibilla Cumana? Parla come ti ha fatto tua madre o almeno come mangi; non si capisce nulla di quello che dici. Vaneggi o sei sobrio?”, rise ancora più forte Ulivus e avrebbe di sicuro voluto lanciare un saluto agli dei degli inferi.

“Nessuna Sibilla, è il testo di spiegazione accluso nell’incunabolo che si legge solo guardandolo accanto alla fiammella di una candela che mi ha consegnato Papilionem per invitare tutti i pizzaioli della Terra di Mezzo”, sbottò Bagnatus che iniziava ad avere le coppe piene di questa storia.

“Hai ragione mio caro Bagnatus”, sorrise Ulivus, “a mangiare e a bere come parla è Magnataro e non tu. Me lo ricordo ancora quando stava all’ufficio dei Regi Conti e aveva voglia di una Fondazione Januarius e toccava portargliela lesti che altrimenti gli cadevano le virgole dal papiro”.

“Per fortuna ora ci sono Barbutus e Frittum che pensano ai suoi bisogni. Devo dire che hanno scelto delle belle tovaglie color del vino per una mise en place migliore”, concluse Bagnatus.

“Ancora con ‘ste stranezze. Va bene poco importa, ma invece parlami di Papilionem che io non vedo da quando le bufale muggirono alla volta del tempio di Poseidone. Dove mai è apparso?”

“Lui e Bufalus sono andati la sera prima della svelatio da Ercole che ha allungato i suoi domini fino al Porto del Fico. Ma non era un invito per la cena dei Garantes. Erano andati a misurare i granelli di sabbia della spiaggia per essere sicuri che le travi facessero scivolare leste le barche a mare”, fece un rapido riassunto.

“E che ha detto Ercole?”.

“Nulla, gli ha fatto assaggiare una pizza con la farina segreta di Gluten”.

“E che hanno detto?”

“La migliore pizza della Terra di Mezzo”.

“Finirà che Efesto tirerà fuori le armi che ha regalato ad Achille Pizzaveloce e succederà il 48”, rise Ulivus. “Comunque sono tutte chiacchiere e noi abbiamo da far mangiare una fila lunga, quindi diamoci una mossa. E ricordami che devo parlare con Kreos. Abbiamo da andare dal grande saggio Vizioz che sta forgiando due nuovi cappelli d’oro. Sono proprio curioso di sapere chi li indosserà”.

“Sei troppo giovane o mio signore per un cappello come quello”, esclamò il povero coppiere mentre trascinava fuori dall’antro un’enorme cassa di bolicinorum.

“Taci, il momento è grave ed ogni aiuto sarà ben accetto. La Signora Bolicinorum ha già preparato i messaggeri armati di gabbiette. Lo scontro è solo rinviato puoi starne sicuro. Lascia trascorrere le giornate infuocate da Apollo e vedrai che il suo fratellastro Ares scenderà in campo e non ci sarà tempo per le strategie”, sibilò mentre accarezzava il cinghiale che gli si era parato davanti stringendo nella mano sinistra il coltello che lo avrebbe sgozzato mentre meno se lo aspettava.

La Guerra dei Pizzaioli per la Pizza di Mezzo

La Guerra dei Pizzaioli

(Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale)

    1. Retroscena. La guerra dei pizzaioli numeri uno
    2. La guerra delle pizze. Il due di pizza quando regna l’olio di semi
    3. Pizza di Mezzo. Le forche caudine della pizzeria di qualità
    4. L’insostenibile pesantezza dell’ananas sulle pizze
    5. La guerra dei pizzaioli. La velocità della pizza è nulla senza testimonial
    6. Il tradimento e l’Ultima Pizza
    7. La guerra dei pizzaioli. Ercole e la Pizza dei Due Golfi
    8. Anticipazioni. Il Grano Nostrum e i segreti della nuova Pizza di Mezzo

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