Il Cilento, lo sapete, è una delle nostre mete gastronomiche preferite.

Il podio di mare più pulito d’Italia ha acceso nuovamente i riflettori su Pollica, le spiagge di Acciaroli e di Pioppi e i migliori indirizzi del territorio.

A fronte di flussi vacanzieri importanti, sempre di più legati a periodi brevissimi e a un consumo istantaneo limitato al weekend, si contrappone fortunatamente un’offerta gastronomica che spazia dalla tradizione a percorsi più innovativi.

Come quello che sta percorrendo Alessandro Feo, membro del team Costa del Cilento, che ha già condotto le cucine di Da Claudio e del Rosso e il Mare – il fratello e figlio dello scomparso Angelo Vassallo – ad Acciaroli e del Rumi a Marina di Ascea.

Località che interpretano in maniera diversa la presenza dei turisti in una geografia molto diversificata sulla costa che da Agropoli arriva – lunghissima – sino a Sapri.

A Casal Velino Marina, località di insediamento recente rispetto al capoluogo di collina, Alessandro Feo ha aperto il suo nuovo ristorante che ha fortemente voluto proprio negli spazi che li ospita. Un ex pub che aveva incrostato con il perlinato le mura in pietra e aveva nascosto le volte costruite alla maniera antica con le ogive di terracotta vuote all’interno che fanno da eccellente coibentante naturale.

E la prima sensazione che si prova ad entrare nel nuovo ristorante è proprio la freschezza che il luogo sa regalare (e c’è anche la terrazza in via di completamento con annesso orto). Alessandro De Feo ha riportato alla luce i tratti somatici caratteristici e con il giusto investimento ha saputo regalare ai commensali uno scorcio di Cilento lontano dai ritmi mordi e fuggi che pure lo investono.

La cucina risente di questo doppio passo compiuto tra la voglia di proporre piatti di propria filosofia e la necessità di conquistare la clientela localizzata che molto probabilmente vedrà il ristorante come un’astronave rispetto alla media.

Un percorso in salita dunque che il giovane De Feo riesce a condurre in porto con piatti di buona fattura che sanno strizzare l’occhio ai palati più piacioni e ci confessa che in alcuni casi non sanno come inquadrare il benvenuto dello chef abituati come sono a sommare in colonna porzioni ciclopiche e prezzi da battaglia.

Ecco, forse è il caso di partire proprio dai prezzi per sottolineare l’ottimo rapporto con la qualità e qualche svista nell’approvvigionamento “esterofilo” ma sempre di livello elevato. Pescando tutti i piatti più costosi arriverete al dolce spendendo 50 €. Ma dovrete coprire la colonna dei piatti e prendere in considerazione solo le cifre più alte.

Guardiamolo questo benvenuto composto per noi tre commensali da una batteria in sequenza di ricotta di bufala e tartufo nero estivo, babà con guanciale, tartare di tonno e crema di ostrica, gambero di Acciaroli e stracciata in cui il tonno mostra i muscoli migliori.

La Caprese di mare con mozzarella di bufala, pomodorini confit, perle di pesto, tartare di gambero rosso e olio extravergine di oliva (9 €) ricorda molto il cult di Lino Scarallo di Palazzo Petrucci. La differenza con la stella Michelin si fa sentire ma la combo latticino – gambero è uno dei miei preferiti e direi a De Feo di insistere con le perle e fare a meno del pomodoro.

Sapori forti arrivano dalla Ricciola nell’orto (12 €) con il carpaccio di pesce che si combina bene alla misticanza e all’aceto balsamico made in Cilento con i fichi.

Centratissimo il Battuto di bufalo (11 €) in cui De Feo riesce a combinare con efficacia la dolcezza della tartare con la spinta della giardiniera di verdure home made.

Soddisfatti dalla sequenza Antipasti Crudi, giochiamo la fiche Antipasti Cotti.

Vince un classico della tavola, Crema di ceci di Cicerale, cozze, pane croccante (9 €) che per delicatezza dei ceci per antonomasia del Cilento e carattere delle cozze è un piatto da mettere nel proprio percorso.

Buona anche l’esecuzione della maionese in Ricordo d’infanzia (9 €) che per lo chef è il pollo bollito qui proposto in insalata con le verdure lesse.

Al polo opposto rispetto ai caratteri essenziali del pollo, ecco I gamberi e l’orto (9 €) con i crostacei cotti al vapore e poggiati su una predominante crema di patate al limone rinforzata dai taralli e dalla polvere di barbabietole.

Se state iniziando a fare i conti, sappiate che in carta c’è anche un Polpo, patate viola e zenzero che fa alzare il prezzo della sezione (12 €).

Ma è tempo di primi piatti e l’occhio cade sull’interpretazione cilentana di burro e alici con la bufala e la colatura di quelle menaica della inossidabile Donatella Marino che sono proposte con le linguine del pastificio Gentile e la polvere di arancia (9 €). La strada è quella di una maggiore delicatezza anche se la colatura si fa sentire.

Il piatto più costoso dell’elenco è la Lasagna dell’ultima ora (13 €) inventata dallo chef qualche giorno addietro che richiede una buona dose di appetito per la corposità della pasta fresca all’uovo combinata con cozze, vongole, gamberi e totani. Quasi un piatto unico.

Per stare freschi e leggeri ci sono i Paccheri Vicidomini , totanetti, zafferano di Montano Antilia, zucchine e caffè (12 €). Quasi un’insalata di pasta.

Le porzioni abbondanti ci spingono a chiedere un solo secondo da dividere (anche perché la Parmigiana 2.0 vanto del locale è bella che è terminata).

Il Trancio di merluzzo lesso e gratinato accompagnato da una seppiolina sporca fritta e dai peperoni con coulis di pomodoro (13 €) vi mantiene nella media del prezzo (le Geometrie di tonno a 15 € sono l’unico piatto più costoso).

Alla voce dolci c’è da registrare la consulenza di Antonino Maresca. La coppia che caliamo è perfetta.

Hazel Grove Rosso altrimenti detto a tutta nocciola: una bavarese al cioccolato e nocciola, croccante alle nocciole, pralinato lampone e nocciola, finanziere nocciola e cioccolato, gelato a nocciola.

Cioccolato e l’Amarus: bavarese al cioccolato e arancia, namelaka, gel di Amarus, frolla al finocchietto e orzo, madaleine all’olio di oliva e cacao gelato al cioccolato e caffè.

Con prezzi compresi tra 5 e 6 €difficilmente vi verrà in mente qualcosa di più bruciante in termini di rapporto qualità – prezzo.

Aggiungete solo il ricarico dei vini, in lista soprattutto locali, con il sempre più quotato San Matteo di Alfonso Rotolo (23 €) che ha accompagnato il pranzo.

E ora ditemi se per voi, che già lo conoscete, il ristorante di Alessandro Feo è da inserire nella mappa del Cilento gastronomico.

Alessandro Feo Ristorante. Via Lista. Casal Velino Marina (Salerno). Tel. +39 328 8937083

1 commento

  1. Unica novità in un panorama gastronomico un po’ incartato.Feo è chef relativamente giovane ma capace di giocarsela alla pari con i colleghi italiani pur partendo da un territorio periferico ma con grande storia come la dieta mediterranea che qui è stata studiata ampiamente dimostra.Dopo il classico e fisiologico periodo di assestamento credo che arriveranno soddisfazioni importanti per cuoco e territorio.Ad maiora semper da Francesco Mondelli

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