Ammare è un tuffo d’acqua salata. E un ristorante che riprende il tipico modo di dire in Sicilia di prendersi una pausa e, finalmente, buttarsi anche solo per un’ora, al tramonto, nel mare che tutti i modicani e sciclitani amano: la spiaggia bianca di Sampieri.

Dove l’acqua è calma come l’olio. Dove ci si butta dagli scogli nell’acqua cristallina, alle spalle la Fornace Penna, fabbrica di mattoni dismessa, cattedrale tra le dune di un neobarocco industriale che svetta sul golfo di Sampieri.

Nasce così Ammare, proposta estiva e gourmet direttamente sulla spiaggia, per chi brama il bacio salato delle onde anche durante la cena, in quel mare che non si può non amare.

Un indirizzo che si aggiunge alla nostra web serie Ristoranti d’aMare.

Un temporary, un ricordo di una piccola imbarcazione di assi bianchi che ricorda il rigore della disciplina marina, con piatti di Alessandro Di Rosa della piccola bottega Thalass di Modica e tovaglie che richiamano l’azzurro più vivido.

Una nuova avventura dello chef Peppe Barone, già proprietario di Fattoria delle Torri a Modica e di Stefania Lattuca, manager di sala e ora padrona della miglior accoglienza. Un progetto che vedrà un menu simile anche a Milano, dove al meglio del pescato si aggiunge tutta l’opulenza di una cucina siciliana, sgrassata però di tutti i virtuosismi barocchi.

“Ammare è la voce tangibile della realtà marinara traslata al piatto, il connubio perfetto tra i doni del mare e l’elaborazione gentile del cuoco” presenta così Stefania Lattuca il suo progetto in riva al mare, nato prevalentemente dal desiderio di offrire una proposta ristorativa di livello proprio nella sua terra d’origine, inscindibilmente legata alla materia prima.

Riccamente pulita, in equilibrio tra quella salinità che chi ama il pesce ricerca, in una continua ricerca di iodio benefico, e la rotondità del gusto.

“A tavola il mio motto è donare due ore di felicità” racconta Beppe Barone.

Ma è un proposito facilmente raggiungibile, con i due menu degustazione: Alta Marea Bassa Marea, crudi e cotti dalla cucina, il menu conviviale per tutto il tavolo con diversi piatti da dividere, senza una vera e propria distinzione tra antipasti e secondi, che termina con un peccaminoso primo, oltre al classico dolce, a 50 € a persona.

Le Forme dell’Acqua – il ritmo delle onde in sei tempi, a mano libera dello chef a 75 €. Un menu interamente sostenibile, realizzato prevalentemente con il pescato del giorno da pescatori locali, con un’attenzione per il pesce azzurro nel rispetto del mar Mediterraneo.

Si parte con una piccola entratina di cracker con burro salato, speck di tonno realizzato in casa e chutney di melanzana e mango; arancino allo zafferano con gambero bianco e limone su crema di limone; sfincione palermitano, dal delicato ai gusti più decisi.

Tra gli antipasti assolutamente da provare il Girotonno: tartare, tataki e sashimi o l’insalata di Ammare, dove i pesci sono leggermente tostati per dare una nuance leggermente caramellata, per iniziare in uno slalom del gusto tra crudi e cotti di pesce.

Tra i primi la pasta fresca ai ricci di mare, vero tuffo nel Mediterraneo.

E poi gli spaghetti burro, colatura di alici e gambero rosso e per chi ama la tradizione una rivisitazione della classica pasta alla Norma, la “Fuori Norma”.

Tra i secondi la surra di tonno e caponata, il modo di chiamare la ventresca nel dialetto locale, con il tipico contorno siciliano.

O il baccalà, patate e seppia, tra i piatti più gettonati e preferiti dal pubblico.

Tra i dolci indimenticabile il “mandorla e limone”, un dessert che appartiene alla memoria storica sicula, rivisitazione del tradizionale bianco mangiare e il cannolo di ricotta con gelato al pistacchio a forma di cornucopia.

Con una cialda croccante realizzata con burro di cacao mentre tradizionalmente viene usato lo strutto, Marsala, qualche goccia di caffè e cacao: “La cialda è la base più importante di ogni cannolo, come nella pizza, su cui si discute della bontà dell’impasto, abbiamo cercato di darle la giusta aromaticità per esaltare la ricotta di bufala locale, del ragusano, che presenta una spiccata nota acida che dà freschezza al dessert, a cui aggiungiamo il minimo di zucchero che richiede il dolce, rigorosamente a velo” racconta Peppe Barone.

Ammare. Via Miramare / lido Pappafico. Sampieri (Ragusa). Tel. +39 347 493 6365

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