Brutta storia quella di Enzo Cacialli, “il pizzaiolo del Papa” e figlio del mitico Ernesto, il pizzaiolo che consegnò nel 1994 a Bill Clinton, l’allora Presidente degli Stati Uniti d’America, una pizza quando lavorava da Di Matteo ai Tribunali. E per tutti divenne “il pizzaiolo del Presidente”.

La sua pizzeria che aprì qualche anno dopo, nel 2001, sempre ai Tribunali a Napoli divenne quindi omaggio a quel presidente che aveva contribuito a diffondere l’immagine della pizza nel mondo.

La notizia di questi giorni è che Enzo Cacialli è stato arrestato perché truffava gli anziani “da trasfertista” facendo loro credere che un nipote avesse provocato un incidente e chiedendo denaro in quanto avvocato chiamato a difenderli. “Sono il legale Demichelis, suo nipote ha provocato un incidente e ha bisogno urgente di soldi perché si trova in carcere”. Gli inquirenti gli addebitano una truffa a quattro anziani.

Una parabola triste per Enzo Cacialli che sembrava destinato a ripercorrere le orme del padre con la consegna della pizza al Papa. Un gesto che aveva fatto il giro del mondo quando aveva aperto una pizzeria sul lungomare di Napoli ben presto chiusa. Si era giocato la continuità dell’attività nella pizzeria del padre, quella dei Tribunali, in uno dei suoi alti e bassi di una carriera da pizzaiolo provetto ma poco attento.

Quel suo nick name “il figlio del Presidente”, a indicare la genie dei Cacialli e di quell’atto di straordinaria forza comunicativa, ha finito per coinvolgere per assonanza anche la sorella Maria, “la figlia del Presidente” che in questa storia non c’entra assolutamente nulla. Tra fratello e sorella la distanza da anni è ormai abissale, siderale.

Maria Cacialli e il marito Felice Messina hanno diramato un comunicato per tutelare il loro buon nome e quello della loro pizzeria in via Grande Archivio.

La Famiglia Messina e Maria Cacialli in qualità di “titolari unici” della Pizzeria “La Figlia del Presidente” in Napoli, si dissocia dalle notizie di cronaca che collegano l’azienda ad atti di illegalità. Teniamo a precisare che non abbiamo nessun socio che sia stato coinvolto in fatti illegali, pertanto l’avvenimento non ci appartiene, neanche lontanamente. Siamo sempre stati e saremo onesti lavoratori, impegnati anche in attività sociali. Per noi, come abbiamo manifestato in diversi casi, la legalità viene prima di tutto !
Saremo pronti a difenderci legalmente da qualsiasi fonte che abbia strumentalizzato la notizia al fine di ledere l’immagine della nostra attività !
Grazie per l’attenzione.

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