Abbiamo giocato troppo di anticipo questa volta con la notizia della chiusura della pizzeria di Vincenzo Capuano (e Nando Simeoli e Massimo Pennino) a Piazza Vittoria a Napoli per lasciare spazio a un nuovo progetto di cucina tradizionale dedicato al ragù.

“Siamo troppo affezionati a questo luogo per lasciarlo”, spiegano all’unisono Vincenzo Capuano, il pizzaiolo con la barba, e Nando Simeoli, pizzaiolo aggiunto che ha abbandonato il suo vecchio lavoro per dedicarsi alla passione della pizza.

“Capvin a Piazza Vittoria ci sta dando grandi soddisfazioni sia in termini di consenso della nostra pizza che di popolarità e rendimenti economici. Abbiamo messo su una bella squadra e stiamo viaggiando con il vento in poppa”, considera soddisfatto Ferdinando – ma ormai Nando per tutti – Simeoli che della società è l’amministratore.

“Abbiamo avuto una crescita esponenziale che come tutte le cose veloci ci è a tratti sfuggita di mano con fughe in avanti dovute a un motore non perfettamente rodato, ma ora è il momento di uscire dalla fase di rodaggio e viaggiare a velocità di crociera”, continua Nando mentre controlla gli impasti che arriveranno allo stand n 24 del Napoli Pizza Village.

“Dobbiamo confessarlo: siamo stati molto lusingati dalla proposta stravolgente di Romualdo Lo Iacono e Massimo Sanità di cambiare rotta, ma non siamo ancora pronti e – quel che più conta – siamo romanticamente innamorati di questa pizzeria che è stata la nostra base di lancio”, continua Vincenzo Capuano.

E allora nessun progetto per il futuro?

“Il nostro futuro per il momento siamo noi stessi”, interviene Capuano.

“Significa che dobbiamo migliorare quello che facciamo”, spiega il concetto Simeoli, “quindi metteremo mano alla pizzeria per migliorare le prestazioni delle nostre pizze e per migliorare il confort dei nostri clienti”.

“Sulla pizza siamo a un buon punto”, rintuzza Capuano, “ma dobbiamo rendere più piacevole stare nella nostra pizzeria e quindi a fine stagione inizieremo dei lavori di ristrutturazione: la nostra idea è impiegare due forni invece che uno solo”.

“Vogliamo ancor di più che l’idea di pizza canotto e contemporanea abbia un riscontro diretto con la pizzeria contemporanea e siamo al lavoro per questo. Ma devo dire che questa idea che un po’ covava in noi l’ha fatta esplodere la proposta di trasferirci e di questo non possiamo che ringraziare Romualdo e Massimo”, conclude Simeoli.

Non resta che aspettare e vedere quali saranno le prossime del duo che ha imparato a camminare in sintonia sulla strada della pizza.

Nel frattempo, la pizza canotto-contemporanea di Vincenzo Capuano e soci sta migliorando insieme a frittatine e fiori di zucca. Ma l’evoluzione potrebbe portare altre sorprese.

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