Dalla parte più estrema del Naviglio Pavese a Milano, Erba Brusca fa parlare ancora di sé.

È il regno di Alice Delcourt, chef anglofrancese che per prima ha portato in città il concetto di “orto con cucina” e di un’offerta gastronomica a base di materie prime a Km 0, format già ampiamente usato, ma qui declinato all’ennesima potenza per la presenza dell’annesso orto alle spalle del ristorante.

La chef lavora per eliminare il frigorifero come passaggio tra la raccolta dell’ortaggio e il servizio nel piatto. 

Ed è questa la forza di Erba Brusca, un posto dove ritorno sempre con entusiasmo, certa, ogni volta, di scoprire sapori ben accostati.

L’ambiente è accogliente, ci sono vari dettagli che richiamano la cura attenta verso il cliente (come i numerosi paia di occhiali da vista appoggiati alle mensole dei vini, per agevolare la lettura degli ospiti, o l’avviso della possibilità di portare a casa la bottiglia di vino non consumata interamente al tavolo).

Il menu è composto dai piatti alla carta più le due proposte di degustazione  a sorpresa “carte blanche”di 4 o 5 portate, al costo rispettivamente di 34 e 45 €.

La lista dei vini è “agile” come recita l’incipit dell’elenco, ossia composta da poche proposte per rendere più agevole la lettura, ma volendo si può chiedere la lista integrale delle etichette presenti in cantina. 

Dalla lista completa scegliamo un Merlot del 2017 di una cantina poco nota (Caselleone), circostanza frequente perché qui si prediligono piccoli produttori di qualità.

Optiamo per la degustazione di 4 portate.

Ci viene servito un gradevole amouse bouche di tonnetto seguito dalla carne di daino in versione tataki con spinacino e molliche di pane croccante.

Buona la prima, che esalta soprattutto l’originalità della materia prima, la carne di daino, tenerissima e dal sapore coinvolgente.

Apprezzata anche la seconda portata. Da un piatto a base di rapa rossa non mi sarei aspettata un tale piacere.  

Il risotto con cipollotto e cipolle con alga kombu è il piatto che ho gradito di meno, complice la mia antipatia per l’agrodolce.

Si prosegue con predessert, gelato al timo che prepara con la giusta dose di dolcezza alla torta al cioccolato, sorbetto alle pere, cremoso di cioccolato, pere sciroppate e cioccolato croccante. 

Con un simpatico gioco di consistenze tra i due ingredienti principali della pera e del cioccolato, Alice Delcourt mette in tavola un ottimo dessert.

Nonostante le coccole iniziali (amouse bouche) e finali (predessert), non è previsto alcun costo aggiuntivo per il coperto.

Erba Brusca è un posto dall’onesto rapporto qualità prezzo che non perde smalto nella continua ricerca dell’originalità dei sapori e che per questo non passa di moda.

Erba Brusca. Alzaia Naviglio Pavese 286. Milano. Tel. +39 02 8738 0711

[Testo e immagini: Eugenia Rocco]

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