Renato Bosco apre una nuova pizzeria a Milano.

Nel Mercato del Duomo, lo spazio della Galleria a destinazione food di Autogrill.

L’annuncio non ufficiale è stato dato dallo stesso Renato Bosco che da San Martino Buonalbergo (e Verona) approda nella città che è diventata il nuovo simbolo della pizza.

Napoletana innanzitutto, ma evidentemente anche di altre filosofie.

Proprio come quella nordica di Renato Bosco, padre del Doppio Crunch.

La bella foto che campeggia sulla sua pagina Facebook, anzi, su una serie di pagine Facebook, vede Renato stagliarsi contro il bel cielo blu di Milano, coronato dalle guglie del Duomo. O chiedersi, soppesando un paio di pizze, “Milano?”.

A commento, della foto, Bosco scrive:

“Un piccolo sogno che si realizza: la mia pizza a Milano. Dove? Quando? Beh, seguitemi in questa storia croccante!

La struttura, tra piazza del Duomo e la Galleria, come detto facente capo ad Autogrill, negli ultimi mesi si presentava desolatamente semi-vuota: resiste e prospera Spazio Niko Romito (o Spazio Milano che dir si voglia) al quarto piano, un angolo bar-ristorante al terzoo, Burger King al primo, e al pianterreno il bar Motta di recente ristrutturazione.

Il secondo piano, invece, dov’era rimasta una zona bar, è bloccato da grandi compemsati con scritte di COMING SOON – PROSSIMAMENTE – TULOSSA PIAN. Assieme alla foto col Duomo, un altro bell’indizio.

Ci sono anche altre vetrine disponibili in zona, ma questa sembra la più probabile, oltre a non avere probabilmente bisogno di grandi lavori di ristrutturazione.

I tempi saranno stretti, è lecito supporre proprio per via del “comunicato stampa” diffuso da Renato Bosco che avrà siglato l’accordo con la società che detiene i locali.

Bocche, anzi, social cuciti sul format scelto per la nuova apertura che potrebbe dare la stura a una serie di aperture di pizza-Bosco in Italia e, perché no, all’estero.

Se la linea è quella di Autogrill, l’esperienza di accordo con Niko Romito e la sua Bomba non potrà che essere di aiuto per la creazione del modello Bosco.

In casa Bosco non mancano le fonti da cui attingere con soddisfazione.

C’è Saporè, la casa-madre dell’impero boschiano, pizza-pane-focaccia per tutti i gusti con il pane ai cereali.

C’è Saporè Pizza Stand Up, il locale di Verona città.

Plausibile l’esportazione in terra meneghina dei suoi crunch ideali per una produzione in grandi numeri sia in loco che in un laboratorio centralizzato, quasi uno Starbucks della pizza. Lo spazio non dovrebbe mancare e nemmeno le canne fumarie anche se Renato Bosco e tra i supporter del forno elettrico che migliora la scalabilità del nuovo progetto.

Nel carniere di Renato Bosco c’è anche la pizza canotto, il simbolo della nuova pizza napoletana contemporanea.

E soprattutto c’è la pizza al vapore che ci è sempre piaciuta moltissimo e che potrebbe trovare al Duomo quella forza propulsiva che ahimè è mancata a quella di Amor di Massimiliano Alajmo.

Vedremo. Intanto iniziate a prendere coltello e forchetta. Un nuovo capitolo della pizza contemporanea si avanza all’ombra della Madonnina.

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