Nel caso Gelinaz! contro Gianluca Gorini, Andrea Petrini esagera

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Ed è arrivata anche la reazione di Gelinaz! alla foto-“scandalo” pubblicata da Gianluca Gorini (1 stella Michelin 2020) appena ricevute le ricette di Victor Liong, chef di Melbourne, per The Grand Gelinaz! Shuffle Stay In Tour.

Purtroppo.

“Gelinaz! è profondamente scioccato e sbalordito dalla foto offensiva e umiliante pubblicata da Gianluca Gorini sul suo account Instagram durante The Grand Gelinaz!”

“L’obiettivo di Gelinaz! è denunciare l’aumento di divisioni, cliché, populismi e derive identitarie. Riteniamo che la foto di Gianluca Gorini sia inaccettabile in qualsiasi tipo di situazione e inoltre non compatibile con lo spirito e il progetto di Gelinaz! Per questo motivo, Gelinaz! non lo chiamerà più per i suoi eventi futuri e farà esattamente lo stesso con qualsiasi altro chef sorpreso in simili comportamenti inappropriati.
Tutti i proventi e i profitti della cena organizzata da Gianluca Gorini saranno devoluti a un’associazione che combatte ogni forma di discriminazione in tutto il mondo, IMADR [The International Movement Against all Forms of Discrimination and Racism, N.d.T].
Continueremo a combattere con tutte le nostre forze per abbattere i muri, i pregiudizi e le discriminazioni, per migliorare la comunicazione oltre i confini e agire per l’umanità, l’integrazione e l’inclusione.”

Vhef Victor Liong Melbourne

“In quanto tali, crediamo davvero che il modo migliore per mostrare a Gianluca Gorini e al suo team che hanno agito in modo errato è accompagnarli in modo che il loro sguardo sugli altri possa cambiare. Pertanto sosteniamo l’iniziativa di entrambi gli chef, Victor Liong (Lee Ho Fook) e Gianluca Gorini, che consiste nell’incontrarsi, nell’aprile 2020, presso la sede di Gianluca Gorini a San Piero in Bagno, e a Melbourne presso Lee Ho Fook di Victor, trascorrendo del tempo insieme alle proprie famiglie e cucinando insieme in una serie di cene fusion a quattro mani, senza scopo di lucro, al fine di creare un dialogo e superare l’ignoranza. Il dialogo e la vera comunicazione sono le migliori armi per sconfiggere i pregiudizi e mostrare che la cucina può essere un ponte che collega culture e stili di vita in tutto il mondo.”

Ci saremmo francamente aspettati una reazione diversa da parte di Andrea Petrini, anima e mente di Gelnaz! – un rimprovero verbale, una nota suol registro, non un’espulsione con ignominia.

Insopportabilmente paternalista, verrebbe da dire, una reazione spropositata da parte di Gelinaz!, un eccesso di quel “politicamente corretto” che in questi ultimi tempi si sta diffondendo un po’ a sproposito (ho letto di una ragazza messa alla gogna sui social per essersi vestita da indiana: “appropriazione culturale”, l’accusa). “Va di moda” indignarsi, e gli indignati fanno sempre più rumore degli altri. Un asiatico ha scritto su Twitter “Sono asiatico e anche molti dei miei amici sono asiatici. Nessuno di noi ha trovato tutto ciò offensivo e piuttosto ha pensato che fosse davvero divertente. Ciò che è stato offensivo è vedere che la maggior parte dell’oltraggio proviene da persone non asiatiche (bianche) come se ci rappresentassero… Di nuovo” – e la risposta di Agg (che è una cuoca-imprenditrice, non una giornalista) è stata del tipo ma tanto ha pochi like… Insomma, il razzismo dovrebbe includere un intento offensivo, che francamente qui, nel nostro contesto italiano e in questo contesto specifico, non vediamo (fra parentesi: nemmeno io sapevo che il tirarsi gli occhi a mandorla fosse un gesto offensivo). Se è giusto sentirsi offesi, e molti asiatici lo sono stati, forse in questo caso bastano le scuse per un gesto sciocco sicuramente, deplorevole, ma anche ironico, divertito – non realmente razzista.

Aspettiamo ora di conoscere le reazioni e i provvedimenti al video con gli “indiani” (pardon, Nativi Americani) che saltano e danzano e cantano intorno al fuoco postato (visibile in un articolo di Eater) nelle Instagram Stories di Hugo Roellinger, chef di Le Coquillage a Saint-Méloir-des-Ondes, Francia, appena ricevute le ricette dal celebrity chef Sean Brock, con il commento “Merci @hseanbrock Fun time remixing your matrice” (va detto che Brock fa cucina degli Stati del Sud degli USA, non propriamente nativa americana).

[Immagini: Amuse (copertina)]

3 Commenti

  1. No, questa volta non concordo. Non direi proprio che Andrea Petrini questa volta ha esagerato, bensì ha proprio sparato a casaccio, dando la netta sensazione di non avere capito cosa è successo e come reagire. “Fuori dal vaso”, si dice tra di noi del lumpemproletariat, poco avvezzi ai distinguo delle persone troppo intelligenti.
    In compenso, con questa operazione, l’intrepido autore ha voluto dimostrare una volta di più che la malizia è negli occhi di chi guarda, e nel contempo ha voluto dare inizio alla parabola discendente del progetto in questione: chi mai oserà più postare una foto in cucina con un mattarello in mostra? Chiaro simbolo fallico maschilista! E chi si azzarderà a filtrare un brodo usando una chinoise? E smettiamola, poffarre, di esaltare il kilometro ZERO, discriminando da veri razzisti il kilometro uno, due, tre…
    Fare le mosche cocchiere del political correct è davvero sconsolante, quando arriva a questi livelli.

  2. Caro Paolo,
    il nostro primo titolo era proprio “l’ha fatta fuori dal vaso”, ma ho sempre qualche remora a scrivere titoli appena un po’ – come dire – “volgari”, anche se la parola non è forse la più adatta (abbiamo scartato subito la versione “ha pi**iato fuori dal vaso”…).
    E se poi mi si indignavano gli amanti della “pioggia dorata”?

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