Salt Bae apre a Milano in via della Spiga

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Le voci si rincorrevano già da un po’ – Salt Bae apre in centro a Milano.

Lo chef-macellaio-acrobata turco, vero nome Nusret Gökçe,, a capo di una multinazionale della carne arrostita con ristoranti in tutto il mondo, famoso per il gesto plastico con cui condisce le sue bisteccone, dopo averle sciabolate per bene per porzionarle, lasciando zompettare grossi chicchi di sale sull’avambraccio poderoso, Salt Bae si diceva intenzionato ad aprire un suo ristorante nel capoluogo meneghino.

Salt Bae a Milano

Nelle scorse settimane è stato avvistato a più riprese in città, in particolare nella zona di porta Nuova, avveniristica e già piantonata da ristoranti di fama, da Andrea Berton al Liberty di Andrea Provenzani, nonché il più recente N10, proprietà di Del Piero. Ed è di oggi la comparsa di selfie con lo chef turco circondato da ammiratori in corso Vittorio Emanuele.

Dalla posizione sembra chiaro: Salt Bae si sta dirigendo verso il quadrilatero della moda, via Montenapoleone e dintorni. Sembra infatti una notizia certa – non per altro la abiamo “rubata” al solito beneinformato Dominique Antognoni: il ristorante di Nusret aprirà in via della Spiga, all’angolo con via Manzoni, di fronte in pratica alla vecchia Porta Nuova, quella che dà su piazza Cavour.

8 Commenti

      • Vedi Francesco – non è necessario capire quello che si legge, ma per commentare è utile. La “battuta” non era su Salt Bae – ma su quelli che Cociocoso pensa siano gli ipotetici clienti, che hanno tutto il diritto di andarci, coi loro soldi, con o senza risvolti, coi calzoni alla zuava o di velluto. Una generalizzazione parasociologica senza solo. Si può criticare SB ma sulla sua cucina, sulla scarsa igiene del suo avambraccio, su quello che fa – non su quello che si pensa succederebbe.

        • È quello che vorrei leggere da voi, e spero che accada, altrimenti sono solo articoli di costume su personaggi (questo sono dai) che arrivano a Milano come terra di conquista piena di gonzi pronti a spendere (lecitamente) per un influencer che cucina bistecche. Spero veramente che possiate andarci e fare una recensione oggettiva. Detto questo lasciamo che si facciano battute che in fondo non offendono nessuno visto che difficilmente i “risvoltinati” le leggeranno.

          • Quello che facciamo è raccontare quello che succede nel mondo del cibo: i locali, gli chef, le ricette, i gusti.
            Questo in particolare non è un articolo di costume: si parla della probabile apertura di un locale da parte di uno chef.
            Giusto: Salt Bae è un macellaio, chef, ristoratore, imprenditore. Non un influencer (se basta avere seguito su Instagram, allora lo è anche il papa).
            I personaggi che arrivano a conquistare Milano lo fanno dopo aver aperto locali che spennano gonzi in mezzo mondo. C’è qualcosa che non fila nelle tue osservazioni. A meno che non servano carni avariate spacciandole per tagli pregiati: fanno una proposta gastronomica che può piacere o meno, e che se non avrà successo chiuderà.
            Ma il problema di fondo è l’uso di definizioni a caso, che sono vagamente offensive e inutilmente denigratorie. Gonzi? perché? perché fanno, faranno una cosa che a te non piace, che non vuoi fare, che non ti puoi o vuoi concedere, che ritieni poco etica o ecologica? E il fatto che i risvoltinati non leggano (ma chi te lo dice?) questa pagina non è una giustificazione.

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