Il web e i social sono stati invasi da ricette e video ricette di pizze eseguite da pizzaioli famosi nei forni domestici e replicate dagli appassionati rigorosamente a casa come impone il decreto anti Coronavirus.

Le trovate anche nella nostra sezione Lezioni di Pizza con la teglia di Giuseppe Pignalosa e l’impasto al poolish di Luca Pezzetta.

Un successo del weekend legato all’equazione sabato=pizza e domenica=cucinare a casa dei tempi normali.

L’impennata nel fine settimana è stata tale che farina e lievito di birra sono ben presto andati esauriti nei supermercati.

Tutti pizzaioli per un giorno tra richieste di aiuto e qualche ironia che prevede alla fine della quarantena un nuovo esercito di pizzaioli pronti a scendere in campo per aprire nuove pizzerie.

Ma c’è anche chi è stato alla finestra, e non a cantare o ballare, perché non è che tutti all’improvviso siano diventati esperti di impasti e di cucina.

Il movimento del delivery dalle pizzerie e dagli altri locali, che sono aperti esclusivamente per la consegna a domicilio, incontra alti e bassi per difficoltà di interpretazione (come a Roma) o è stato semplicemente vietato (come in Campania).

E se ci sono ristoranti e trattorie che hanno pensato bene di riaccendere i motori con una logica delivery come Wicky’s a Milano o Spacca di Trecca a Roma, a Napoli Giovanni Amodio di Latteria Sorrentina ha pensato alla pizza.

Forte del suo claim “Sulla pizza ci va solo il fiordilatte”, della piattaforma di e-commerce Primo Taglio e del laboratorio di panificazione interno, ha messo insieme le capacità per “sfornare” una pizza da fare a casa. Per tutti.

Come si ordina la pizza napoletana a casa

Nella confezione Primo Taglio Pizza per sentirsi Chef a Casa ci sono 3 dischi di pizza, una confezione di fiordilatte (ovviamente) e una di pomodori pelati a 9,90 €. Basta aggiungere un filo d’olio, il basilico e la pizza margherita è una realtà anche per chi non sa impastare.

E perché mai dovremmo preferirla a una pizza del reparto surgelati dei supermercati? Chiedo a Giovanni Amodio.

“Mi verrebbe da dire subito perché è fatta a Napoli e c’è il fiordilatte di Napoli. E anche la farina di Napoli. In realtà innanzitutto si tratta di un impasto non congelato: noi precuociamo la pizza in un forno a legna quel tanto che basta perché anche il più asmatico dei forni di casa riesca a completare la cottura e a far filare il fiordilatte in modo che con il pomodoro e l’olio extravergine di oliva diventi il boccone prelibato cui tutti agogniamo in questi giorni di quarantena”.

Una pizza a prova di beginner della cucina come spiegano le semplicissime istruzioni della confezione.

“Con il nostro sistema di confezionamento garantiamo anche la necessaria salubrità del prodotto che è diventata una vera preoccupazione per tutti i consumatori in preda al dubbio tra scendere a fare la spesa o richiedere la consegna a domicilio”.

Insomma, ora è possibile dare un taglio all’obiezione ma-io-non-sono-capace-di-preparare-un-impasto-per-la-pizza o all’assenza di delivery di pizza almeno in Campania. Anzi, un Primo Taglio.

Grazie Giovanni! (poi ti mando l’indirizzo di casa per una prova)

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