Carlo Cracco in cucina per la mensa degli operai che stanno costruendo il nuovo ospedale in Fiera MilanoCity per cercare di arginare la carenza, ormai tragica, di posti letto. Non è un ospedale nuovo, in realtà, sono padiglioni di terapia intensiva, in un’area appunto della ex-Fiera al Portello: ospiteranno 300 posti-letto, una Tac e una sala operatoria.

Cracco si aggiunge a tutti quegli chef, cuochi, sous-chef, cucinieri a vario titolo che, con la chiusura forzata, parziale per chi riesce a fare delivery, delle loro attività, si sono prestati a cucinare per il personale ospedaliero, fornendo loro pasti a titolo gratuito. Ve ne abbiamo dato qualche esempio qui: a partire dai ragazzi di Da Vittorio, il tristellato bergamasco, guidati da Enrico Cerea.

Carlo Cracco

Mascherina, guanti, giacca da chef: “Ci siamo resi disponibili attraverso la Regione Lombardia,” ha raccontato Cracco in un’intervista a Identità Golose, “a dare una mano coi pasti. Nel nostro ristorante in Galleria sei ragazzi  hanno preparato cibo che io e i miei due Alessandri, Troccoli e Ruggle, abbiamo servito a tutti gli operai che stanno lavorando. Avevamo poco tempo, quindi siamo stati sul classico: insalata di riso con verdure e una bella frittata con zucca, castagne e patate.

Il menu cambierà ogni giorno, e verranno serviti un centinaio di pasti: non ci sarà una mensa, vietata dalle disposizioni di legge, per cui la “schiscetta” verrà consumata in ordine sparso, a distanza di sicurezza.

Ci prenderemo cura di loro, è quello che possiamo fare noi, che stiamo bene. Però ci sono ancora troppe persone in giro: facciamo la nostra parte se restiamo a casa, solo così possiamo contribuire a non diffondere questa bestia.”

Avevo ripreso, un paio di giorni fa, un post di una signora di Bergamo: “E in tutta questa tragedia oggi mi chiama mio marito che lavora per i nuovi posti letto di Milano per il covid e mi fa: da domani basta panini, sai da oggi c’è la mensa! e io: bene! E lui: e si, ma sapessi chi c’è a cucinare qui, CRACCO! Questo è un gesto meraviglioso che volevo condividere con voi.. Siamo un popolo straordinario, e tutti quelli che si prodigano mettendo a repentaglio la propria vita ce lo ricorda.. In cambio noi dobbiamo solo stare a casa! (qualcuno non ha ancora capito, io vivo a Bergamo, vi supplico state a casa, fatelo x chi avete di più caro al mondo).”

Quando l’ho postato, il primo commento, immancabile, è stato: “Speriamo che non metta la sua pizza a menu.” Spero volesse essere un commento sorridente, ma non ne sono così sicuro. Ma la speranza è sempre l’ultima a morire… come i commenti sulla pizza di Cracco.

Già il 10 marzo, lo chef stellato e volto televisivo, a proposito del suo ristorante, annunciava: “La priorità nostra e di tutti in questo momento è quella di salvaguardare la nostra salute e quella degli altri. Da oggi il Ristorante Cracco resterà chiuso al pubblico, riapriremo non appena le nuove disposizioni lo consentiranno e l’emergenza sarà rientrata. Rimarremo operativi con il nostro shop online @craccoexpress e lavorerò in questi giorni per mettere a punto il nuovo menu e le nuove proposte per la riapertura. Sono sicuro che se siamo tutti uniti e coesi in questo momento, torneremo più grandi e più forti di prima“.

Nuovi dettagli nell’intervista rilasciata a Paolo Marchi di Identità: “Nella seconda metà di settimana prossima annunceremo il progetto che cambierà pelle al nostro ristorante in Galleria. Gli eventi tragici di questi giorni non possono non farti riflettere sul mondo che cambia.”

[Link: Identità Golose. Immagini: Ospedale Fiera Milano]

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