panino Puok Burger Store

Coronavirus. Puok e Med chiede il delivery dei burger in Campania

Egidio Cerrone, proprietario del Puok Burger Store, chiede che sia riattivata la consegna a domicilio anche per chi prepara panini

Notizie

Egidio Cerrone, aka Puok e Med, il food blogger diventato famoso per gli hamburger del Puok Burger Store di via Cilea a Napoli (ma ha anche una paninoteca da asporto nel cuore della città), re della comunicazione video social con Fate Lardo e direttore creativo del sito Food Club, è sceso in campo a favore della consegna a domicilio in Campania.

Il movimento che chiede a Vincenzo De Luca, Presidente della Regione che ha vietato il delivery in tutta la Campania, sta ingrossando le sue fila in questa battaglia da fase 1,5: mentre in tutt’Italia le consegne a domicilio di cibi già cucinati è possibile con tutte le cautele del caso, a Napoli come a Salerno e in tutte le province campane è stato messo al bando per il timore dei contagi.

Pizzerie, pasticcerie e hamburgerie sono luoghi del vendere.

https://www.instagram.com/p/B9jP5MOoqq0/?igshid=15orl3dh9ioe4

Due pesi e due misure che alla fine hanno svegliato pizzaioli, pasticcieri e street food (all’appello ancora non si vede la presa di posizione di qualche chef o ristoratore) che stanno risvegliando i commercianti alimentari che si sono resi conto che i loro locali sono innanzitutto luoghi del vendere.

Egidio Cerrone, come per citare tra i pizzaioli Alessandro Condurro, è stato tra quelli che avevano attivato il servizio di consegna a domicilio alla chiusura fisica dei locali.

panino provola e parmigiana di Puok e Med Burger Store a Napoli

Non molti avevano puntato sulla possibilità del delivery, ma la situazione d’emergenza prolungata oltre i 15 giorni che erano diventati la teoria dell’isolamento in base al primo decreto di serrata – quasi scambiato per il periodo di vacanza ferragostano – ha risvegliato animi e pance.

Una risposta concreta, un Aiutati che Dio ti aiuta che si accosta alle richieste di aiuti da uno Stato che deve fare i conti con la coperta troppo corta e con debiti che dovranno essere ripagati dalle generazioni future.

Ma ecco cosa scrive Egidio Cerrone.

Il delivery eviterà ossa ancora più rotte alla riapertura

https://www.facebook.com/egidio.cerrone/posts/10218978179544268

Buongiorno, speriamo che ci fanno tornare presto a lavorare almeno col delivery, così come avviene in tutta Italia. Nel resto dell’Italia, il governo da gli stessi aiuti (cassa integrazione dipendenti, 60% affitto scontato dalle tasse ecc.) ma è permesso il delivery. Se solo in Campania non è permesso, è molto semplice capire che tutte le aziende di ristorazione napoletane sono estramente svantaggiate e si ritroveranno alla fine della pandemia con le ossa ancora più rotte: fuori dalla Campania hanno gli stessi aiuti ma non stanno incassando zero come noi. Questo è il mio pensiero coerente espresso anche quando abbiamo chiuso @puokburger senza fare gli eroi, quando provammo a mandare la baracca avanti solo col delivery: “STARE A CASA” NON PUÒ ESSERE UN PARADOSSO, “STARE A CASA” NON PUÒ COINCIDERE CON IL “FINIRE IN MEZZO A UNA VIA”. Quindi chiedo a nome di chi sa quanti una sola cosa: fateci aprire in delivery come in tutta Italia, oppure date ai ristoranti campani un aiuto in più, mi sembra equo. MUOVIAMOCI, prima che aumentino i furti, prima che aumenti la violenza, prima che le persone usciranno si fuori al balcone ma non si fermeranno alle ringhiere. Io posso resistere per un periodo, i miei ragazzi hanno tutti fortunatamente un contratto e quindi la cassa integrazione, ma quando li pagheranno? Fateci fare un delivery supercontrollato o continuate sì con la disparità, ma anche negli aiuti. Grazie ?❤️

Di Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.