Egidio Cerrone, aka Puok e Med, il food blogger diventato famoso per gli hamburger del Puok Burger Store di via Cilea a Napoli (ma ha anche una paninoteca da asporto nel cuore della città), re della comunicazione video social con Fate Lardo e direttore creativo del sito Food Club, è sceso in campo a favore della consegna a domicilio in Campania.

Il movimento che chiede a Vincenzo De Luca, Presidente della Regione che ha vietato il delivery in tutta la Campania, sta ingrossando le sue fila in questa battaglia da fase 1,5: mentre in tutt’Italia le consegne a domicilio di cibi già cucinati è possibile con tutte le cautele del caso, a Napoli come a Salerno e in tutte le province campane è stato messo al bando per il timore dei contagi.

Pizzerie, pasticcerie e hamburgerie sono luoghi del vendere.

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PUOK CHIUDE AL PUBBLICO ENTRAMBI I LOCALI (resta attivo solo il Delivery). E lo facciamo con estrema paura. La paura di contribuire al contagio. La paura di essere abbandonati dallo stato. Fino a ieri abbiamo provato, nel rispetto per quanto possibile di regole non chiare e quasi impraticabili, a onorare i nostri oneri: offrire un servizio al pubblico e continuare a garantire posti di lavoro, e ci stavamo riuscendo, non saremo ipocriti e non faremo passare un “non ci conviene proprio” per responsabilità, non me la sento. Vi dico che noi ci stavamo provando nel rispetto delle regole e restando aperti avremmo quasi sicuramente onorato entrambi gli impegni. Chiudiamo al pubblico perchè abbiamo paura, ma abbiamo anche paura chiudendo. DA SUBITO QUINDI I NOSTRI PANINI SARANNO DISPONIBILI SOLO SU #UBEREATS, e proveremo ancora una volta a essere coscienziosi cittadini e coscienziosi imprenditori. Grazie al delivery proveremo a continuare a offrire un servizio e a onorare i nostri pagamenti, aspettando un aiuto dello stato che capirà che STAI A CASA non può essere un paradosso, che STAI A CASA non deve finire con MIEZ A NA VIA. Siamo fiduciosi, sperando fino all’ultimo di non dover mai licenziare nessuno dei nostri ragazzi e di onorare tutte le spese e i fornitori che fanno parte della nostra piccola grande famiglia. SOSTENETECI, SCARICATE L’APP, ORDINATE A CASA E GODETE SENZA MALINCONIA, ANCHE PERCHÈ SOLO PER QUESTO PERIODO TROVERETE NEL DELIVERY ANCHE LE PATATINE FRITTE E CI STIAMO ATTIVANDO CON UBER PER COSTI DI CONSEGNA E TUTTO QUELLO CHE SI PUÒ FARE. Ringraziamo, infine, tutti i veri eroi che stanno combattendo tra i reparti questa guerra per tutti noi. Le nostre preghiere vanno a loro e a tutte le imprese messe in ginocchio che non si arrendono. Restate forti ❤️ Egidio

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Due pesi e due misure che alla fine hanno svegliato pizzaioli, pasticcieri e street food (all’appello ancora non si vede la presa di posizione di qualche chef o ristoratore) che stanno risvegliando i commercianti alimentari che si sono resi conto che i loro locali sono innanzitutto luoghi del vendere.

Egidio Cerrone, come per citare tra i pizzaioli Alessandro Condurro, è stato tra quelli che avevano attivato il servizio di consegna a domicilio alla chiusura fisica dei locali.

panino provola e parmigiana di Puok e Med Burger Store a Napoli

Non molti avevano puntato sulla possibilità del delivery, ma la situazione d’emergenza prolungata oltre i 15 giorni che erano diventati la teoria dell’isolamento in base al primo decreto di serrata – quasi scambiato per il periodo di vacanza ferragostano – ha risvegliato animi e pance.

Una risposta concreta, un Aiutati che Dio ti aiuta che si accosta alle richieste di aiuti da uno Stato che deve fare i conti con la coperta troppo corta e con debiti che dovranno essere ripagati dalle generazioni future.

Ma ecco cosa scrive Egidio Cerrone.

Il delivery eviterà ossa ancora più rotte alla riapertura

Buongiorno, speriamo che ci fanno tornare presto a lavorare almeno col delivery, così come avviene in tutta Italia. Nel…

Posted by Egidio Cerrone on Sunday, 5 April 2020

Buongiorno, speriamo che ci fanno tornare presto a lavorare almeno col delivery, così come avviene in tutta Italia. Nel resto dell’Italia, il governo da gli stessi aiuti (cassa integrazione dipendenti, 60% affitto scontato dalle tasse ecc.) ma è permesso il delivery. Se solo in Campania non è permesso, è molto semplice capire che tutte le aziende di ristorazione napoletane sono estramente svantaggiate e si ritroveranno alla fine della pandemia con le ossa ancora più rotte: fuori dalla Campania hanno gli stessi aiuti ma non stanno incassando zero come noi. Questo è il mio pensiero coerente espresso anche quando abbiamo chiuso @puokburger senza fare gli eroi, quando provammo a mandare la baracca avanti solo col delivery: “STARE A CASA” NON PUÒ ESSERE UN PARADOSSO, “STARE A CASA” NON PUÒ COINCIDERE CON IL “FINIRE IN MEZZO A UNA VIA”. Quindi chiedo a nome di chi sa quanti una sola cosa: fateci aprire in delivery come in tutta Italia, oppure date ai ristoranti campani un aiuto in più, mi sembra equo. MUOVIAMOCI, prima che aumentino i furti, prima che aumenti la violenza, prima che le persone usciranno si fuori al balcone ma non si fermeranno alle ringhiere. Io posso resistere per un periodo, i miei ragazzi hanno tutti fortunatamente un contratto e quindi la cassa integrazione, ma quando li pagheranno? Fateci fare un delivery supercontrollato o continuate sì con la disparità, ma anche negli aiuti. Grazie 🙏❤️

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