Tempo di lettura: 3 minuti

Aridateme il plexiglass sul tavolo e tra i tavoli. E anche in spiaggia.

Preferisco grigliarmi come un polletto vallespluga al sole agostano o bere senza acqua e cedere la bottiglia di vino al mio commensale nella ristopizzeria Il Parlatorio piuttosto che finire a mangiare da una ciotola nascosta.

Nemmeno il mio gatto, che pur si ingrifa tutto se ti avvicini mentre mangia i croccantini, sarebbe disposto a consumare il suo pasto come vedete in questa foto.

L’ho pescata girovagando per il web alla ricerca di soluzioni che ammazzassero una volta per tutte l’idea di andare al ristorante alla riapertura in fase 2 ( si dice così) con l’incubo di guanti, mascherine e attrezzature connesse.

Io sono contro i modelli, le copiature, le storpiature e tutte le idee che vorrebbero facilitarti la vita e te la complicano a livello interiore.

Mi dispiace per la fervida mente dell’azienda Nuova Neon che si è inventata questi recinti a prova di sputazza condita con coronavirus ma che mi fanno pensare troppo ai film in cui il detenuto sta in carcere per un errore giudiziario e si salva dalla sedia elettrica solo per la geniale intuizione dell’avvocato di turno.

plexiglass sui tavoli

Ma li ho rivalutati questi separé trasparenti dopo aver visto quanto accade in Cina (e va bene che una parte delle misure adottate a Shanghai potrebbero venire prese tali e quali qui da noi) perché almeno non mi mettono ansia da claustrofobia.

L’idea, molto pratica, è di Meituan, app e servizio di delivery che in Cina ha partorito già dal 12 marzo – leggo su Sky News – questi origami della disperazione per accompagnare i pacchi di cibo.

Belli piegati e incellofanati, si aprono e si montano per avere la propria risicata zona COVID free e, suppongo, levarsi la mascherina per poter sbacchettarsi il cibo in “libertà”.

Uno spazio di 50 centimetri circa che scommetto vi farà ritornare la voglia di andare al ristorante.

Vero che sono stati ideati per consentire ai lavoratori di mangiare in luoghi affollati, ma volete mettere la libidine di mangiare una carbonara cartonata (altro che pizza) con la vostra dolce metà alla trattoria del zozzone de’ noantri senza preoccuparvi in quale parte del tavolo capiterà la bottiglia di vino?

Io vi avverto, l’unico cartone ammesso nella mia testa è questo.

trapizzino

Ma se pensate che possa contenere più trapizzini, io lo adotto. Semmai capovolto a mo’ di guantiera. Stefano (Callegari) pensaci su, per piacere.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui